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IL CRESCENTE FENOMENO DELLE “BEER FIRM”, BIRRIFICI SENZA BIRRIFICIO

Il fenomeno delle Beer Firms, cioè di quei birrifici che, non avendo impianto di produzione, fanno o si fanno fare le proprie birre da altri birrifici, sta attraversando un vero e proprio periodo di boom nel nostro paese. Un boom che va ad aggiungersi a quello, anch’esso pressochè inarrestabile, dei microbirrifici italiani che, a fine marzo 2014, conta più di 500 produttori attivi e ben 110 beer firms. Pubblichiamo di seguito un articolo di Lorenzo Dabove (in arte Kuaska) che riporta opinioni autorevoli, favorevoli e contrarie riferite alla realtà italiana e a quella del Belgio.

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| Categoria Documenti | 2530 lettureBIRRE-italia

MERCATO BIRRA ITALIA: lo scenario competitivo a fine 2013

Sul mercato italiano operano sette società birrarie con produzione industriale sul nostro territorio: Heieneken Italia, Peroni, Carlsberg Italia, Birra Castello, Forst, Menabrea, Theresianer. Esse gestiscono complessivamente 13 stabilimenti di produzione, ubicati in diverse regioni del Nord e Sud Italia. A questi si aggiungono poi le unità di produzione artigianale, quali microbirrifici e brewpub. Leader di mercato sono le filiali delle più grandi multinazionali birrarie del mondo: Heineken, SabMiller, AB-Inbev e Carlsberg, che nell’assieme controllano il 62% ca. del totale mercato.

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| Categoria Documenti | 2079 lettureBoccale Birra

THEDRINKSBUSINESS: le prime 10 maggiori marche di birra al mondo nel 2013

La classifica è stata redatta dalla rivista The Drink Business, in collaborazione con Euromonitor International, sulla base dei volumi di consumo globali di ogni marca di birra nel 2013. La classifica è dominata dai grandi marchi cinesi (ben 4 nei primi 10, di cui 2 occupano posizioni di prima e seconda marca più venduta al mondo). Ciò non sorprende in quando il mercato cinese è orami il mercato nazionale della birra più grande al mondo e questi marchi godono di enormi vendite nel loro Paese natale.

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| Categoria Documenti | 2460 lettureLogo AssoBirra

Annual Report Birre 2013 di ASSOBIRRA: produzione, import/export, consumi

Malgrado il perdurare della crisi economica del paese, nel 2013 la birra italiana è rimasta sostanzialmente stabile per produzione, consumi e – con qualche fatica – export confermandosi un settore di punta del made in italy agroalimentare. La crisi ha però fatto sentire i propri effetti in termini qualitativi, orientando i consumi verso le fasce di prodotto a minor prezzo e provocando l’ulteriore spostamento degli acquisti dal fuori casa (on trade) alla distribuzione (off trade).

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ASSOBIRRA MERCATO BIRRA ITALIA 2013: consolidamento volumi, ma riduzione occupazione

Nell’ultimo anno la crisi si è fatta sentire maggiormente, eppure la birra è riuscita a chiudere con un sostanziale pareggio, con produzione in calo del -0,3% ma consumi in salita del +0,3%. L’export, anche se in leggera flessione, si conferma poco al di sotto dei 2 milioni di ettolitri, il doppio del 2007 ultimo anno pre-crisi. Preoccupa il calo dell’occupazione, passata da 144.000 a 136.000 addetti, indotto compreso. Il settore si trova ad affrontare anche l’aumento delle accise che, secondo lo studio REF Ricerche, non porterà il gettito sperato e metterà a rischio altri posti di lavoro, ma c’è ancora tempo per fermare l’ultimo aumento previsto il 1° gennaio 2015. Questo è quanto emerge da un comunicato Assobirra, l’associazione italiana dei birrai.

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| Categoria Documenti | 1487 lettureBrau_Beviale_Logo_2014

BRAUBEVIALE 2014: al centro dell’Europa unita per sviluppare il business del beverage

Nessun avvenimento è stato tanto decisivo per la storia universale più recente quanto la caduta della Cortina di Ferro il 9 novembre di 25 anni fa. Essa non ha segnato soltanto la fine della Guerra Fredda: infatti, l’apertura a est dell’Unione Europea ha portato pace, democrazia e sviluppo economico. Norimberga, prima situata al margine orientale dell’Europa occidentale, si è venuta a trovare al centro di una nuova Europa in fase di unificazione. Di ciò ha approfittato anche la BrauBeviale che, nel giro di pochi anni, ha potuto posizionarsi ex novo: da fiera specializzata per l’industria birraria in prevalenza tedesca a salone dei beni d’investimento più importante dell’anno su scala mondiale per l’industria delle bevande. L’evento si svolgerà dall’11 al 13 novembre al Centro Esposizioni Norimberga con circa 1.300 espositori e pressoché 33.000 visitatori professionali.

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CARLSBERG ITALIA PRESENTA IL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ 2013

In un 2013 che in Italia si è chiuso con saldi negativi per il PIL, la produzione industriale, l’occupazione e le vendite al dettaglio, Carlsberg Italia ha messo a registro un ulteriore, significativo miglioramento delle proprie performance sotto il profilo della sostenibilità ambientale, sociale ed economica rispetto ai dati 2012.

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BRAU BEVIALE 2014: evoluzione del settore beverage tra innovazione e tradizione

In tema di bevande i trend si orientano attualmente verso esigenze dei consumatori quali l’alimentazione sana, la wellness, la genuinità e la qualità. Nel concepire una bevanda di successo va tenuto presente anche l’imballaggio. Anche se la BrauBeviale è un salone dedicato ai beni d’investimento per l’industria delle bevande (ed è il più importante che si tenga quest’anno), è tuttavia influenzata anche dal prodotto finale. Ha luogo a Norimberga dall’11 al 13 novembre e si presenta in una veste nuova: i circa 1.300 espositori e 33.000 visitatori professionali sono attesi da un programma fieristico e da un programma collaterale totalmente rielaborati. Sia il ceto medio che i global player approfittano dell’offerta completa di materie prime, tecnologie, logistica ed idee di marketing, ma al centro dell’attenzione vi sono anche i trend che interessano a livello internazionale le bevande stesse.

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IRI: Il MERCATO della BIRRA nel canale moderno Italia 2013

Crisi economica e sviluppo della cultura di consumo determinano la dinamica dei segmenti nel mercato della birra. La categoria Birra ha registrato la performance migliore nel settore delle Bevande; è probabile che la birra, abbia attratto consumatori dal Vino, categoria che ha registrato un andamento fortemente negativo Con riferimento al canale moderno ((Totale Italia Iper+Super+LSP) il mercato italiano della birra ha chiuso il 2013 in sostanziale parità, segnando un +0,4% a valore ed una leggera flessione di volumi pari allo 0,5%.

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| Categoria Documenti | 1790 letturebraubeviale2014

BRAU BEVIALE 2014: la cultura creativa della birra

Varietà di sapori, birre nobili, il piacere di sperimentare: tutto ciò contraddistingue la nuova cultura creativa della birra che è a buon motivo il trend a cui si dedica la BrauBeviale 2014. Medie imprese e global player di tutta Europa e internazionali si incontrano dall’11 al 13 novembre a Norimberga, dove quest’anno si svolge il salone più importante dedicato ai beni d’investimento per la produzione di bevande. Si aggira sulle 1.300 unità il numero di espositori che presentano a circa 33.000 visitatori professionali una vasta offerta di materie prime, tecnologie, logistica e idee di marketing. Sempre al centro dell’attenzione: la cultura creativa della birra. Perché? Perché qui la birra è a casa sua. Per quanto riguarda questo trend, i partecipanti della fiera hanno numerose possibilità di far nascere buoni affari da buoni incontri: allo European Beer Star Award, alle conferenze stimolanti e alla Craft Beer Lounge.

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RICERCA BIRRA E SCHIUMA: identikit e mondi di riferimento legati alla schiuma

Per riconoscere la Birra Perfetta è sufficiente osservarne la schiuma, suo elemento funzionale e non solo decorativo. Nel nostro Paese sono ancora in pochi a conoscere il ruolo della schiuma e ad apprezzarne le proprietà. Molti pensano che ‘rubi’ spazio al liquido. La ‘non conoscenza’ e in certi casi l’approssimazione sono causa di un approccio spesso superficiale nei confronti del prodotto. Inevitabilmente, questo influisce sulla qualità della bevanda e può diventare un boomerang per il consumatore che si troverà a bere una birra ‘imperfetta’.

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BIRRA NEL MONDO: i più importanti mercati nazionali

I primi 10 paesi produttori di birra, pur rappresentando poco più di un terzo della popolazione mondiale, assorbono circa i due terzi della produzione globale di birra. Al comando di questa classifica si riconferma la Cina con ben 490 milioni di birra prodotta nel 2012, oltre un quarto dell’intera produzione mondiale. La Cina, pur disponendo di un pro-capite di solo 33 litri annui, ha da tempo superato, grazie all’enorme popolazione e ad un tasso di sviluppo più vivace, il primato storico del mercato statunitense ed oggi ha più che raddoppiato rispetto alla dimensione produttiva USA.

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| Categoria Documenti | 3372 lettureBirre-Birre2013

MERCATO BIRRE ITALIA 2012: il quadro competitivo

Sul mercato italiano operano sette società birrarie con produzione industriale sul nostro territorio: Heieneken Italia, Peroni SabMiller, Carlsberg Italia, Birra Castello, Forst, Menabrea, Theresianer. Esse gestiscono complessivamente 13 stabilimenti di produzione, ubicati in diverse regioni del Nord e Sud Italia. A questi si aggiungono poi le unità di produzione artigianale, oltre 500 unità tra microbirrifci e brew pub (secondo le ultime rilevazioni Beverfood.com) con una produzione approssimativamente stimabile intorno ai 250.000 hl annui.

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| Categoria Documenti | 4486 lettureSNOW-BEER-GAMMA

Mercato Internazionale Birre 2012: TOP 10 MARCHI DI BIRRA del mondo

Il 2012 è stato un anno forte per i grandi produttori di birra. Anche se le vendite di birra in Europa occidentale e centrale non sono state così forti come molti avrebbero sperato nel 2012, i marchi internazionali hanno beneficiato della crescita negli altri principali mercati estraeuropei tra cui Cina, Stati Uniti e Brasile. Infatti la Cina, mercato della birra più grande del mondo, ha una grande presenza nella classifica delle top 10 marche di birra al mondo, con tre marche di birra cinesi tra le prime 4 della classifica.

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| Categoria Documenti | 4159 lettureBarth-report -2012 - 2013

PRODUZIONE e CONSUMI mondiali della BIRRA a fine 2012

Secondo i dati riportati dall’ultimo Barth Report 2012-13, la produzione mondiale di birra nel 2012 è cresciuta del 1,1% portandosi a 1.951 milioni di hl contro 1.929 milioni dell’anno precedente, con un corrispondente consumo pro capite medio di circa 28 litri/anno. Ciò consolida la ripresa che si era manifestata già nel 2010, dopo la frenata produttiva del 2009. Tuttavia i dati globali mascherano grandi differenze a livello regionale, in termini di consumi e di tendenze. I mercati emergenti (Africa, Asia e America Latina) sono ancora la principale fonte di crescita dei volumi, mentre i mercati maturi (Europa, Nord America e Australia), di fronte alla debolezza della domanda dei consumatori, fanno fatica a tenere i volumi. Molti esperti del settore prevedono che già nel 2013 potrebbe essere raggiunto il traguardo produttivo mondiale dei due miliardi di hl. Per il periodo dal 2009 al 2015 Canadean prevede una crescita media del mercato mondiale della birra del 2,8 percento all’anno.

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| Categoria Documenti | 1475 lettureenvi_leaflet_2012

ECOSOSTENIBILITÀ: sempre più verde l’industria birraria europea e italiana

Il maggio dello scorso anno, nell’ambito della Green Week 2012 tenutasi a Bruxelles e incentrata sul tema dell’acqua, The Brewers of Europe – Associazione, cui aderisce AssoBirra per l’Italia, che riunisce e rappresenta i produttori europei di birra – ha reso noti i risultati del primo “Rapporto sulle performance ambientali del settore birrario europeo”, realizzato dalla società olandese KWA Bedrijfsadviseurs B.V. e dall’inglese Campden BRI.

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| Categoria Documenti | 3310 lettureAnnuario BirrItalia 2013/14

I principali GRUPPI BIRRARI al mondo a fine 2012

Il numero totale delle birrerie industriali attive sul nostro pianeta è di almeno 4.000 unità, di cui circa ca. 2.000 nella sola Europa (oltre 1.300 in Germania). A queste si aggiungono alcune migliaia di microbirirfici artigianali (di cui ben 2.000 negli USA). Tuttavia il quadro competitivo internazionale è caratterizzato da un intenso processo di concentrazione che si è accentuato negli ultimi dieci anni. Attualmente i primi 10 produttori di birra assorbono ca. i due terzi della totale produzione mondiale, ma i primi quattro (Ab-Inbev, SABMiller, Heieneken e Carlsberg) da soli concentrano oltre il 45% del totale. L’attuale tasso di concentrazione è più basso rispetto al settore dei soft drink, ma è molto più elevato rispetto al settore del vino e dei superalcolici.

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| Categoria Documenti | 1599 lettureheineken gli italiani e la schiuma

Al via il progetto culturale di HEINEKEN Italia: LA BIRRA PERFETTA – l’Importanza della Schiuma

Dal 2006, HEINEKEN Italia promuove un ampio programma di formazione e diffusione della cultura della birra nel nostro Paese. Il progetto porta il nome di I Love Beer e, in origine, era rivolto agli addetti ai lavori e ai punti di consumo: una squadra di Ambasciatori della Cultura della Birra che, utilizzando materiali specifici – come il Manuale di formazione HEINEKEN Italia – era dedicata al training e al coinvolgimento diretto di gestori di locali, barman e sommelier che oggi sono in grado di offrire al consumatore finale un servizio e un prodotto di qualità. Questa esperienza, unita al bagaglio di conoscenze birrarie che la Casa Madre alimenta dal 1864, ha suggerito ad HEINEKEN Italia di realizzare, nel 2010, un libro dal taglio divulgativo, distribuito anche in libreria, per mettere a disposizione di chiunque un patrimonio di conoscenze e informazioni che, fino ad allora, era stato appannaggio dei soli addetti ai lavori: il Manuale di cultura birraria HEINEKEN Italia. Questa pubblicazione ha sancito il passaggio del progetto I Love Beer da strumento di formazione aziendale a progetto di comunicazione e informazione. Con ILoveBeer.it, il portale italiano sulla birra lanciato nel 2011, il progetto si completa: nasce una piattaforma di comunicazione ALL LINE con obiettivi sia formativi (per gli addetti ai lavori) che divulgativi (per i consumatori finali).

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| Categoria Documenti | 6051 letturelogo Assobirra

ASSOBIRRA: il mercato della birra in Italia

Estratto dall’Annual Rreport Assobirra 2012

Anche nel 2012 il settore birrario italiano ha proseguito, pur rallentando, il trend di crescita iniziato nel 2010. Gli impianti (16 stabilimenti industriali e circa 500 microbirrifici) ubicati sul territorio nazionale hanno prodotto 13.482.000 ettolitri di birra, pari a +0,5% rispetto al 2011 (13.410.000 ettolitri). Di questi, 1.990.000 (il 14,8% del totale) sono stati esportati, mentre il resto ha soddisfatto il 65,1% della domanda interna di birra, attestatasi a 17.636.000 di ettolitri (-0,5% rispetto al 2011. In valori assoluti, la produzione 2012 è il secondo miglior risultato di sempre, dopo i 13.673 milioni di ettolitri del 2003, e segna il ritorno ai valori pre-crisi del 2009. Altro dato da sottolineare, il 65,1% di quota di mercato domestico coperto dal settore birrario nazionale indica un rafforzamento del trend di crescita cominciato nel 2010 (63,5%) e proseguito nel 2011 (63,9%). Buoni anche i risultati della produzione di malto, risalita a 649.140 quintali (+3,1% rispetto ai 629.681 del 2011), come sempre interamente assorbiti dall’industria birraria italiana.

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| Categoria Documenti | 9179 lettureKuaska

Definizione e percezione della birra artigianale in Italia

A cura di Lorenzo Dabove in arte KUASKA:
Degustatore birre e giudice internazionale, responsabile culturale MO.BI.
Articolo pubblicato sull’annuario settoriale Birritalia 2013-14

La definizione/individuazione della vera birra artigianale sembra essere un problema che esiste solo per noi e al limite per gli americani mentre nel resto d’Europa, con rare eccezioni, pare che nessuno se lo sia mai posto né soprattutto abbia intenzione di farlo mentre da noi è scottante materia di infinite discussioni che coinvolge produttori, addetti ai lavori e consumatori, specie in rete, su blog e forum. La qualificazione di birra artigianale incredibilmente non é stata ancora definita con precisione né a livello associativo né legale e quindi può essere vantata, anche se non apposta sulle etichette, da chiunque cerchi di cavalcare l’onda con l’evidente e demagogico intento di creare confusione nel consumatore.

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INTRALOGISTICA a drinktec 2013: La varietà di prodotti e confezioni rivoluziona il magazzino

Secondo la definizione della VDMA, l’associazione dei costruttori tedeschi di macchine e impianti, l’intralogistica riguarda l’organizzazione, il controllo e l’esecuzione dei flussi di materiali e informazioni e della movimentazione di merci all’interno di un’azienda. In questo ambito, l’industria delle bevande, dei prodotti a base di latte e degli alimenti liquidi ha ancora ampi margini di miglioramento. Soluzioni e servizi per sfruttare appieno questo potenziale saranno in vetrina a drinktec 2013, il salone internazionale delle tecnologie per le bevande e gli alimenti liquidi, dal 16 al 20 settembre 2013 nel Centro Fieristico di Monaco di Baviera.

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| Categoria Documenti | 1539 lettureLogo AssoBirra

Focus sulla SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE nel settore birra in Europa e Italia

 Estratto dal Report annuale Asobirra 2012

PREMESSA: Si definisce sostenibile quella forma di sviluppo che concilia le esigenze economiche di chi produce con quelle dell’ambiente in cui questa attività viene svolta e della società alla quale i prodotti sono destinati. Alla base del concetto di sviluppo sostenibile è la considerazione che le risorse – in particolare materie prime, acqua ed energia – non siano inesauribili. Ciò vale anche per la produzione di alimenti e bevande, ad ogni livello della filiera: lo sviluppo sostenibile nell’ambito alimentare comporta una responsabilità condivisa fra tutti gli attori coinvolti nel ciclo di vita (e di consumo) del prodotto.

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| Categoria Documenti | 2150 letture

Bilancio KROMBACHER 2012: massimo assoluto di produzione e fatturato del gruppo, nonostante il calo del mercato tedesco

Con un aumento di 88.000 ettolitri, la produzione del gruppo Krombacher ha segnato per il 2012 il record assoluto di 6,516 milioni di ettolitri con un incremento dell’1,4%. Risultato tanto più lusinghiero a fronte di un mercato nazionale tedesco della birra complessivamente in recesso (ca. -1,5%). Il gruppo Krombacher ha così registrato un massimo storico per il secondo anno consecutivo. Questo andamento costantemente in ascesa emerge ancor più nettamente se si guarda agli ultimi dieci anni: a partire dal 2003 il gruppo Krombacher ha aumentato la sua produzione complessiva di oltre 1 mil. di ettolitri (1,076 mil. hl).

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| Categoria Documenti | 2676 letture

Commercio estero delle birre in Italia nel 2011

Secondo i dati contenuti nell’ultimo Report di Assobirra, nel 2011 la produzione birraia italiana (compresa quella delle birre cd artigianali) è stata di 13.410.000 ettolitri. Ma la birra commercializzata (consumata) in Italia è stata molto dipiù: 17.715.000 ettolitri , con un consumo pro capite di 29 litri/anno. La differenza tra i valori produttivi e di consumo si spiega con la dinamica dei flussi di importazione e dei flussi di esportazione. Il totale delle esportazioni di birra, sempre secondo i dati di Assobirra, è stato nel 2011 pari a 2.086.000 ettolitri, mentre il totale delle birra importata si è attestato nel 2011 al livello di 6.391.000 ettolitri, con un saldo commerciale negativo di ben 4.305.000 ettolitri.

Fonte: Report Assobirra 2012 . www.assobirra.it
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| Categoria Documenti | 2129 letture

Focus sulla birra artigianale nei Paesi Scandinavi

A cura di Lorenzo Dabove
In arte KUASKA Degustatore birre e giudice internazionale Responsabile culturale MO.BI.

Articolo pubblicato su Birritalia beverfood.com 2012

PREMESSA: Il compianto maestro Michael Jackson – “the Beerhunter”- definì, a inizio 2007, pochi mesi prima di morire, l’Italia “the fastest growing micro-brewery market” (sue testuali parole). Affermazione più che meritata che poi si consolidò rapidamente negli anni successivi, tanto che oggi , a inizio 2012, contiamo, da autorevolissima fonte www.microbirrifici.org , ben oltre 400 produttori, tra microbirrifici e brewpubs, sparsi in tutto il territorio nazionale. Questo inarrestabile incremento è stato fortunatamente accompagnato da un altrettanto rapida crescita della cultura birraria che ha portato ad un proliferare di eventi come corsi, festival e degustazioni ed alla nascita di una nuova figura di consumatore, lontano dallo stereotipo del bevitore di birre industriali, molto più esigente, attento, costantemente informato ed aggiornato (internet docet) che ha dimostrato un crescente interesse verso l’abbinamento delle birre con piatti della gastronomia italiana, tendenza che ha stimolato i nostri chef non solo a proporre una lista delle birre accanto a quella tradizionale dei vini ma ha sviluppare un nuovo, esaltante concetto di cucina alla birra.

Riferimento Temporale: maggio 2012
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| Categoria Documenti | 3853 letture

REPORT 2012 ALTIS/UNIONBIRRAI sulla birra artigianale in Italia

Abstract dal rapporto sulla ricerca condotta nel 2011
dal dottor Benedetto Cannatelli e dal prof Prof. Matteo Pedrini
della ALTIS_Università Cattolica del Sacro Cuore per conto di UNIOBIRRAI.
Autorizzazione alla pubblicazione da parte di Unionbirai www.unionbirrai.it

PREMESSA: In Italia si comincia a parlare di birra artigianale nel 1995, con l’apertura dei primi brewpub, i locali in cui si serve la birra prodotta in loco. Dalla fase pionieristica si è passati in maniera difficilmente prevedibile ad un momento di forte espansione, sia come numero di unità produttive, sia come quantità di etichette reperibili sul mercato, frutto della capacità ed inventiva riconosciuta dei nostri birrai artigianali. Nonostante il crescente interesse dimostrato dai consumatori, dai media e dai vari attori del mercato verso la birra artigianale italiana, all’oggi non erano ancora disponibili dati attendibili e mirati atti ad analizzare in maniera corretta ed approfondita il fenomeno. La ricerca Altis-Unionbirrai si pone l’ambizioso obbiettivo di colmare tale lacuna, con il progetto di diventare un punto di riferimento a cadenza annuale per tutti coloro che vorranno studiare il mondo della birra artigianale italiana nei suoi aspetti sia qualitativi che quantitativi. (Simone Monetti. Direttore Operativo Unionbirrai)

Riferimento temporale: 2012
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| Categoria Documenti | 3229 letture

RICERCA IPSO/ASSOBBIRRA 2012 sui consumi e i consumatori di birra in Italia

Estratto dal Report Assobirra 2012

PREMESSA: Come avviene da ormai 15 anni, anche nel 2012 AssoBirra ha commissionato una ricerca che fotografa i consumi e la percezione della birra da parte degli italiani. Di seguito i principali elementi emersi dalla ricerca sugli “Italiani e la birra” di quest’anno realizzata, così come nel 2011, dalla ISPO.

Riferimento Temporale: OTTOBRE 2012-12-10

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| Categoria Documenti | 10180 letture

I competitori sul mercato della birra in Italia nel 2011

Nota di mercato a cura di
Marco Emanuele Muraca
Direttore Annuari del Bere Beverfood
www.beverfood.com

SOMMARIO: Sul mercato italiano operano otto società birrarie industriali: Heieneken Italia, Peroni, Carlsberg Italia, Birra Castello, Forst, Menabrea, Drive Beer/Tarricone, Theresianer. Esse gestiscono complessivamente 16 stabilimenti di produzione, ubicati in diverse regioni del Nord e Sud Italia. A questi si aggiungono poi le unità di produzione artigianale, quali microbirrifici e brewpub. Leader di mercato sono le filiali delle più grandi multinazionali birrarie del mondo: Heineken, SabMiller, AB-Inbev e Carlsberg, che nell’assieme controllano il 61% ca. del totale mercato. Seguono altre quattro aziende (Birra Castello, Gruppo Forst, Bavaria Holland e Ceres) che nell’assieme realizzano il 14-15 per cento del mercato. Il rimanente quarto del mercato è suddiviso tra diverse decine di altri produttori industriali e importatori.
Riferimento temporale: agosto 2012

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| Categoria Documenti | 2416 letture

Brau Beviale 2012: i trend nel settore birrario internazionale

Abstrat dal documento pubblicato dalla fiera
Brau Beviale nel luglio 2012

http://www.brau-beviale.de/en/press/pressreleases/

PREMESSA: Brau Beviale è a livello internazionale il più importante salone dedicato ai beni d’investimento per l’industria delle bevande. Dal 13 al 15 novembre 2012 oltre 1.350 espositori presentano nel Centro Esposizioni di Norimberga un’offerta completa di materie prime di alta qualità per bevande oltre che tecnologie innovative, logistica efficiente ed idee di marketing effervescenti. Incredibile ma vero: nel 2011 niente meno che il 98 % degli esperti di fabbriche di birra, malterie e aziende che producono analcolici e degli specialisti di centrali del latte, viticoltori e fornitori dell’industria birraria e delle bevande sono stati soddisfatti di tale offerta. Anche se al centro dell’attenzione vi sono innovazioni nei campi delle materie prime per bevande, tecnologie, della logistica e del marketing, Norimberga fornisce nuovi impulsi anche per trend internazionali delle bevande.

Riferimento temporale: luglio 2012
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| Categoria Documenti | 6932 letture

Il Mercato Italia Birra 2011 secondo Assobirra: moderata crescita dei consumi, aumento della produzione, boom dell’export

Nota di mercato elaborata sulla base del
Rapporto annuale Assobirra 2012
www.assobirra.it

SOMMARIO: Secondo i dati forniti dall’ultimo Report di Assobirra, nel 2011 sono lievemente migliorati i consumi di birra in Italia; i volumi di birra commercializzati nel nostro paese sono stati pari 17, 7 milioni di ettolitri, con un consumo pro-capite intorno ai 29 litri/anno, in crescita dell’1,4% rispetto al 2010, ma sempre fermo agli ultimi posti nella classifica dei consumi pro-capite europei. Si è avuto invece un exploit delle esportazioni con oltre 2 milioni di ettolitri spediti all’estero, segnando una crescita di ben 11.6% rispetto al 2010. Il boom delle esportazioni ha trainato la produzione fino a raggiungere, nel 2011, la cifra di 13,4 milioni di ettolitri (+4,7% rispetto al 2010).

Riferimento temporale: agosto 2012

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| Categoria Documenti | 5492 letture

Bilancio 2011 gruppo Mahou-San Miguel: sviluppo all’insegna della sostenibilità ambientale – Vendite per hl 12 ,6 m.ni di birre

Nota a cura della redazione Beverfood.com
sulla base di documenti e altre informazioni aziendali
del Grupo Mahou – San Miguel
www.mahou-sanmiguel.com
prensamsm@mahou-sanmiguel.com

SOMMARIO: Con una quota di produzione del 37,5% sulla produzione totale spagnola ed un aumento delle proprie vendite a 12,6 milioni di ettolitri, il Grupo Mahou-San Miguel ha confermato ancora una volta la propria leadership sul mercato della birra in Spagna nel 2011. Ha inoltre rafforzato il suo impegno per la qualità e la tutela dell’ambiente realizzando investimenti per un totale di € 80,7 milioni, utilizzati principalmente per migliorare gli stabilimenti di produzione e i macchinari. Il fatturato netto di Mahou-San Miguel nel 2011 si attesta a 1.196 milioni di euro (3,7% in più rispetto al 2010), grazie anche all’acquisizione da parte del Gruppo della Balneario y Agua de Solán de Ca¬bras S.L . Nel frattempo, l’utile operativo ha raggiunto 189,3 milioni di euro, in calo rispetto allo scorso anno a causa della struttura concorrenziale del settore e dell’aumento del costo delle materie prime.

Riferimento temporale: luglio 2012

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| Categoria Documenti | 3487 lettureb-barth_report_2012_copertina

BARTH REPORT: PRODUZIONE MONDIALE DI BIRRA 2011 IN CRESCITA A 1.925 MILIONI HL

Nota di mercato elaborata dalla Redazione di Beverfood.com sulla base dei dati pubblicati dal Bath Report 2011-12 e di valutazioni di altre fonti internazionali

SOMMARIO: Secondo i dati riportati dall’ultimo Barth Report 2011-12, la produzione mondiale di birra nel 2011 è cresciuta del 3.3% portandosi a 1.925 milioni di hl contro 1.863 milioni dell’anno precedente. Ciò consolida la ripresa produttiva che, seppure in termini più timidi, si era manifestata già nel 2010, dopo la frenata produttiva che si era registrata nel 2009. . I mercati emergenti sono ancora la principale fonte di crescita dei volumi mentre i mercati maturi, di fronte alla debolezza della domanda dei consumatori, anche a causa di difficili condizioni economiche, fanno fatica a tenere i volumi

Riferimento temporale: luglio 2012
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| Categoria Documenti | 4125 letture

FOCUS SUL GRUPPO KROMBACHER AL 31.12.2011: LIVELLO RECORD PER LA PRODUZIONE

documento della redazione Beverfood sulla base di comunicati e informazioni della società Krombacher

www.krombacher.com

SOMMARIO: La produzione del gruppo Krombacher cresce di 35.000 ettolitri e raggiunge un livello record Nello scorso anno la produzione del gruppo Krombacher è aumentata dello 0,5%, in corrispondenza di 35.000 ettolitri. In questo modo la produzione complessiva per il 2011 è stata di 6,428 milioni di ettolitri (anno precedente: 6,393 milioni di ettolitri). Questo è il livello di produzione in ettolitri più alto mai raggiunto dal gruppo Krombacher. Il marchio principale Krombacher ha potuto aumentare la produzione dello 0,2% e quindi in corrispondenza di 13.000 ettolitri, raggiungendo una produzione complessiva di 5,309 milioni di ettolitri (anno precedente: 5,296 milioni di ettolitri). I marchi di bevande rinfrescanti analcooliche Schweppes, Orangina und Dr Pepper hanno fatto registrare un considerevole aumento della produzione pari al 5,1% e grazie a questa crescita in corrispondenza di 40.000 ettolitri hanno superato per la prima volta il limite di 800.000 ettolitri. La produzione complessiva ammonta attualmente a 820.000 ettolitri (anno precedente: 780.000 hl).

Riferimento temporale: luglio 2012-07-20

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IL PROGETTO ‘MOVIDA ALTERNATIVA’ DI ASSOBIRRA PER PROMUOVERE IL CONSUMO RESPONSABILE DI BEVANDE ALCOLICHE

Documento tratto da un comunicato stampa dell’associazione Assobirra
www.assobirra.it/

PREMESSA: Si parte il 6 e il 7 luglio da Firenze, ma “l’obiettivo del Tour – afferma il Presidente di AssoBirra Alberto Frausin – è far riflettere tutti i giovani italiani sui rischi di un consumo non responsabile di bevande alcoliche, per sé e per gli altri”. Il format della campagna è semplice, fare cultura del bere responsabile dialogando con i giovani e coinvolgendoli in un piccolo test esperienziale. Gli viene mostrato, con l’aiuto di un simulatore di guida e di un paio di “occhiali-alcolemia”, come cambia la percezione visiva e come si alterano i riflessi dopo aver ecceduto nel consumo di alcol…

Riferimento temporale: luglio 2012

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IL GRUPPO AB_INBEV CONSOLIDA LA LEADERSHIP INTERNAZIONALE CONQUISTANDO IL CONTROLLO TOTALE DI GRUPO MODELO

a cura della redazione beverfood.com

SOMMARIO: Anheuser-Busch InBev e Grupo Modelo, hanno confermato le indiscrezioni di stampa circolate nel corso della settimana, annunciando di aver raggiunto un accordo in base al quale Anheuser-Busch InBev, già azionista al 50% del Grupo Modelo, acquisirà il rimanente 50% del gruppo messicano al prezzo di 9.15 dollari per azione in una transazione del valore complessivo di 20,1 miliardi di dollari. L’accordo è un passaggio più che naturale, data la partecipazione economica esistente da parte di AB InBev del 50% nel Grupo Modelo e il successo a lungo termine della partnership tra le due società. L’operazione si concretizzerà dopo una serie di misure per semplificare la struttura societaria del Grupo Modelo, seguita da una offerta pubblica di azioni a pagamento per tutte le azioni in circolazione di Grupo Modelo. Il prezzo rappresenta un premio di circa il 30% rispetto al prezzo di chiusura delle azioni di Serie C Grupo Modelo, alla data del 22 giugno 2012. L’ operazione darà vita ad un megagruppo, leader globale nella produzione di birra, con un volume annuo di circa 400 milioni di ettolitri di birra (oltre il 20% della totale produzione mondiale).

Riferimento temporale: luglio 2012
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RICERCA ASSOBIRRA-ISPO: dopo l’acqua, la birra è la bevanda maggiormente presente nel frigo degli italiani durante l’estate.

Estratto della ricerca comunicato alla stampa da Assobirra

www.assobirra.it

PREMESSA: L’annuale ricerca AssoBirra-ISPO rivela che, d’estate, la birra è la prima bevanda a non poter mancare nel nostro frigo. Tra gli alimenti, mai senza frutta e verdura per il 70% dei nostri connazionali. Mentre i latticini “battono” carne e affettati e il pesce è, a sorpresa, quasi del tutto assente.AssoBirra ha chiesto a una fotografa emergente di curiosare nei frigoriferi dei 6 principali nuclei familiari “attuali” (dalla coppia multietnica alla famiglia tradizionale, passando per single e coinquilini) e raccontare, per immagini, la dimensione estiva e trasversale della birra. E, lancia su Facebook una campagna che, con l’aiuto di 2 food celebrities, consiglia ricette e abbinamenti della birra con i prodotti dell’estate, nel segno del gusto e della leggerezza. Il solstizio del 20 giugno segna l’inizio “ufficiale” dell’estate. Ma cosa mangiano e bevono gli italiani durante la bella stagione? Per scoprirlo, AssoBirra ha affidato a ISPO una ricerca che ha fotografato le nostre abitudini alimentari estive “curiosando” in 1200 frigoriferi di altrettanti italiani maggiorenni. E ora lancia la campagna “Cosa c’è nel tuo frigo? Una birra e…”, per raccontare la voglia di leggerezza a tavola che, d’estate, accomuna i nostri connazionali. Le sorprese non sono mancate.

Riferimento temporale: giugno 2012
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Competitori settore birre: focus sul Gruppo Bavaria e su Bavaria Italia 2012

Documento informativo elaborato sulla base del materiale informativo contenuto nella cartella stampa di Bavaria Italia e da informazioni societarie e di prodotto pubblicate sul sito societario

http://www.bavaria.com/it-it/

SOMMARIO: Bavaria, oltre ad essere il secondo maggiore produttore di birra olandese, è la birreria indipendente più grande d’Europa. Guidata da più di 300 anni dalla famiglia Swinkels, l’azienda attualmente annovera uno staff di circa 1.000 persone e produce con la stessa ricetta da 7 generazioni. La purezza degli ingredienti è alla base della qualità della birra Bavaria, ed è per questo che viene utilizzata solo pura acqua di fonte di proprietà e malto di propria produzione. Grazie all’efficienza del processo produttivo e al riciclo del materiale di scarto, Bavaria è anche entrata a pieno titolo nella classifica delle prime quattro “green company” del Nord Europa, oltre ad essere il primo produttore di birra al mondo ad aver implementare lo standard ISO 26000. Con oltre 6 milioni di ettolitri di birra prodotti durante l’anno, il brand esporta più del 70% della produzione in 130 Paesi (tra cui Sud Africa, Asia e Thailandia) e ha conquistato una grande fetta di mercato di Russia, Italia e Francia. In Medio Oriente e in alcuni Paesi europei, Bavaria è brand di successo sul mercato italiano e negli ultimi 10 anni è cresciuto notevolmente, conquistando un’importante quota di mercato. Oggi il gruppo Bavaria conta quattro sedi distaccate: Italia, Francia, Spagna e Regno Unito. +INFO: www.bavaria.com

Periodo di riferimento: giugno 2012
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Video corso di spillatura della birra da DIBEVIT

Documento Dibevit
http://www.dibevit.com/it/culturadettaglio.php?id=28

PREMESSA: Quante volte è capitato che l’ultimo sorso di birra risultasse veramente imbevibile! E quella sensazione di gonfiore uscendo dalla pizzeria! Spillare la birra nel modo corretto sia che si tratti di birra alla spina, sia che si tratti di birra in bottiglia, è un procedimento che permette di fare il salto di qualità nella degustazione del prodotto. Ogni diversa tipologia birraria prevede una spillatura dedicata e particolare, ci sono però degli aspetti che torneranno sempre utili qualsiasi sia il prodotto in questione.


Riferimento temporale: giungo 2012

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BIRRE ARTIGIANALI MADE IN ITALY: LO STRETTO LEGAME COL TERRITORIO

Articolo pubblicato nella sezione microbirrifici dell’Annuario Infobirra italia 2011-12
A cura di Lorenzo Dabove (in arte Kuaska)

PREMESSA: In attesa di poter produrre birre con soli ingredienti autoctoni, i nostri valenti artigiani approfittano degli straordinari prodotti del loro territorio per creare birre rappresentative di un prorompente “Made in Italy”I nostri emergenti, sempre più apprezzati e ricercati artigiani della birra, senza i vincoli di una radicata tradizione alle spalle con la conseguente libertà di poter esprimere fantasia, creatività ed originalità, sono stati indubbiamente baciati dalla fortuna di nascere, appartenere ed operare in un paese votato al buon gusto in tema di cibo e ricchissimo di straordinari prodotti della terra, ingredienti ideali esaltati dal talento di chi li sa impiegare. Moltissimi nostri microbirrifici si trovano in territori così accidentati, impervi e sperduti da vincere spesso la sfida con i pù sofisticati navigatori satellitari. Territori che spesso ospitano altri artigiani che producono formaggi, salumi, miele, cioccolato ecc. sposando la stessa filosofia di metetre al centro di tutto la genuinità del prodotto. Diventa quindi inevitabile e naturale per tali artigiani stringere stretti legami di sincera amicizia e fruttuosa collaborazione con i giovani birrai, grandi protagonisti di un mercato in rapidissima crescita che merita attenzione, analisi e monitoraggio costanti.

RIFERIMENTO TEMPORALE: esatte 2011
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DOSSIER SIMEI: IL MERCATO MONDIALE DELLE BIRRE 2010

Documento tratto dal
Dossier sui Mercati Bevande
Pubblicato da Simei 2011
http://www.simei.it

SOMMARIO: Nel 2009 la crescita del mercato mondiale della birra si era arrestata, risentendo negativamente della crisi finanziaria ed economica generale. I volumi produttivi e di consumo si erano mantenuti sostanzialmente allo stesso livello dell’anno precedente. Per il 2010 i dati riportati dall’ultimo Barth Report indicano una leggera ripresa della produzione mondiale di birra che si è ora portata a 1.846 milioni di ettolitri, contro i 1.818 milioni del 2009, segnando quindi un leggero incremento intorno all’1.5%. I consumi medi pro-capite si mantengono intorno ai 27 litri/anno. Tuttavia i dati globali mascherano grandi differenze a livello regionale, in termini di consumi e di tendenze.

Riferimento Temporale: novembre 2011
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RELAZIONE CONCLUSIVA BRAU BEVIALE 2011: DA 50 ANNI SULLA CRESTA DELL’ONDA

Documento diffuso dall’ufficio stampa di Brau Beviale: Petra Trommer e Jasmin McNallyTel +49 (0) 9 11.86 06-86 46

SOMMARIO:Il segreto è il mix: 31.693 esperti delle bevande hanno festeggiato insieme. Dal 2012 il salone inizia prima: si svolge da martedì a giovedì.Una festa di compleanno con 31.693* ospiti? Solo i veri VIP ci riescono: come la BrauBeviale per l’appunto, che dal 9 all’11 novembre ha invitato a celebrare il suo 50° al Centro Esposizioni di Norimberga. 1.384* espositori hanno allestito questo incontro amatissimo che è anche il più importante per l’industria delle bevande europea e, con le loro innovazioni, hanno tenuto altissimo il morale. Da fiera della birra a piazza di scambio internazionaleI cambiamenti avvenuti nel corso di questo mezzo secolo sono stati incisivi: la funzione originaria di fiera della birra è quasi scomparsa. Altre caratteristiche positive come l’internazionalità e la professionalità vengono alla ribalta con più evidenza. Questa manifestazione è e resta la miglior fonte di informazione per il settore ed è apprezzata perché è anche un’esperienza indimenticabile. Incredibile ma vero: anche questa volta niente meno che il 98 % dei visitatori professionali attivi in fabbriche di birra e malterie, specialisti di aziende che producono analcolici (di nuovo un aumento dei visitatori pari ad un due percento abbondante!), esperti di centrali del latte, viticoltori e fornitori dell’industria birraria e delle bevande si sono dichiarati soddisfatti dell’offerta specializzata. (Nella foto il Dr. Ulrich Maly)

Riferimento temporale: novembre 2011

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PANORAMICA 2011 SUI PRINCIPALI GRUPPI BIRRARI MONDIALI

Documento a cura di Marco E. Muraca
Fonte dati: annuario settoriale Infobirra della Beverfood srl Milano www.beverfood.com

SOMMARIO: Il numero totale delle birrerie industriali attive sul nostro pianeta è di almeno 4.000 unità, di cui circa ca. 2.000 nella sola Europa (oltre 1.300 in Germania).. a queste si aggiungono alcune migliaia di microbirirfici artigianali (di cui ben 1.500 negli USA) Tuttavia il quadro competitivo internazionale è caratterizzato da un intenso processo di concentrazione che si è accentuato negli ultimi dieci anni. Attualmente i primi 10 produttori di birra assorbivano ca. i due terzi della totale produzione mondiale, ma i primi quattro (Ab-Inbev, SABMiller, Heieneken e Carlsberg) da soli concentrano il 48% del totale. L’attuale tasso di concentrazione è più basso rispetto al settore dei soft drink, ma è molto più elevato rispetto al settore del vino e dei superalcolici.

RIFERIMENTO TEMPORALE: agosto 2011

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PROFILO AZIENDALE DI CARLSBERG ITALIA 2011

Dati e informazioni tratte dalle cartelle stampa della società e dai siti aziendali e di gruppo
www.carlsbergitalia.itwww.carlsberg.com

PREMESSA: Carlsberg Group rappresenta oggi la 4° potenza mondiale nella produzione della birra, estendendosi in oltre 150 mercati in tutto il mondo e conquistando la vetta del mercato in Europa Settentrionale e Orientale. Scelta ogni giorno da 15 milioni di persone, la birra Carlsberg si è distinta sin dalla nascita per la sua eccellente qualità, frutto di un continuo lavoro di ricerca e innovazione condotto dal Dipartimento di Chimica e Fisiologia del Laboratorio di Ricerca Carlsberg. L’obiettivo e la filosofia aziendale di Carlsberg sono marchiate a fuoco nelle Golden Words incise nel 1882 sul Dyplon Gate all’entrata della fabbrica a Copenhagen come segno indelebile della volontà del fondatore J.C. Jacobsen di voler puntare sempre all’eccellenza e al continuo miglioramento. “Sviluppare l’arte di produrre birra al massimo grado di perfezione, a prescindere dall’immediato profitto” sono infatti le parole che ispirano l’operato di Carlsberg sin dalla sua fondazione. Intenzione di Carlsberg è infatti di farsi riconoscere nel mondo come modello di qualità e come garante di una produzione birraria di livello elevato, perseguita negli anni attraverso un circolo virtuoso fatto di ricerca di base e ricerca applicata, in grado di offrire benefici economici, ambientali e sociali. Carlsberg opera in Italia fin dal 1975 a seguito di un accordo di ditribuzione con Industrie Poretti, che nel tempo diventa poi Carlsberg Italia, controllata al 100% dalla multinazionale danese.

RIFERIMENTO TEMPORALE: settembre 2011

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ASSOBIRRA: PROMUOVERE LA CULTURA DELLA BIRRA

TESTI TRATTI DA ASSOBIRRA
Pubblicati sul sito www.assobirra.it e sul report annuale 2010


SOMMARIO: Cereali (soprattutto orzo) germinati in acqua e poi essiccati o torrefatti, lievito, qualità diverse di luppolo e persino di acqua: niente di più sano e naturale della birra, prodotta ancora oggi come accade ormai da diversi millenni, nel rispetto di un procedimento che somiglia a un rito. Se l’orzo è stato il primo cereale coltivato da un popolo non più nomade, la storia della birra prende avvio con la nascita della civiltà. Da allora sono molte le tappe che hanno segnato la vita di questa bevanda che è (dal latino “bibere”) da sempre sinonimo di bere. La birra è, poi, tra le bevande che fanno bene al corpo e anche allo spirito, la più antica. Per risalire alle sue origini, occorre fare un passo indietro di parecchi millenni. A quando legumi e cereali erano alla base dell’alimentazione quotidiana. E l’orzo è stato certamente il primo cereale coltivato, quello che ha accompagnato il passaggio di molti popoli dal nomadismo alla fondazione di villaggi e città.

Riferimento temporale: agosto 2011
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ASSOBIRRA: PRODUZIONE E CONSUMI DI BIRRA IN ITALIA NEL 2010

Tratto dall’Annual Report Assobirra 2011
A cura di Alberto Frausin, Presidente Assobirra
Il report integrale è reso disponibile al pubblico su www.assobirra.it

SOMMARIO: Dopo due anni particolarmente difficili, nel 2010 il settore birrario italiano ha registrato un’inversione di tendenza, tanto nella produzione (+0,3% rispetto al 2009) quanto nei consumi (+2,1% pro capite). Nulla che consenta di tornare ai livelli del 2007, ultimo anno prima del manifestarsi della grave crisi economica internazionale del biennio 2008-2009. E tuttavia la conferma, nel permanere di una situazione oggettivamente difficile, del dinamismo di un settore capace di riaffermare la propria valenza economica, occupazionale e sociale. Il settore della birra in Italia esprime una realtà costituita da 350 impianti produttivi, di cui 16 stabilimenti industriali; un’occupazione complessiva (compreso l’indotto allargato) per quasi 150 mila persone; un’esportazione che continua a crescere con un trend che l’ha portata, in cinque anni, a più che raddoppiare; un beneficio complessivo annuo per le casse dello Stato calcolato in almeno 4 miliardi di euro.
Riferimento temporale: luglio 2011

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BRAU BEVIALE 2011: LA PRODUZIONE DI MACCHINARI PER BEVANDE TORNA A CRESCERE

Documento pubblicato da Braubeviale 2011
http://www.brau-beviale.de

SOMMARIO: L’industria produttrice di macchinari per bevande, che durante la crisi finanziaria ed economica aveva mantenuto la sua posizione di leader sul mercato mondiale, ha ripreso a crescere significativamente nel 2010 e anche nel corso di quest’anno. Alla Brau Beviale – dal 9 all’11 novembre 2011 nel Centro Esposizioni Norimberga – questo settore innovativo costituisce il nucleo del settore espositivo dedicato alla tecnologia, al quale appartiene circa un terzo dei 1.300 espositori complessivi. Insieme ai segmenti dell’offerta materie prime per bevande, logistica e marketing il salone dedicato ai beni d’investimento per l’industria delle bevande, che quest’anno sarà il più importante a livello internazionale, attende anche la presenza di 32.000 visitatori professionali.

Riferimento Temporale: Luglio 2011
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| Categoria Documenti | 2889 letture

RICERCA ISPO/ASSOBIRRA: SONO 36 MILIONI I CONSUMATORI ITALIANI DI BIRRA NEL 2011

Documento reso pubblico da Assobirra
www.assobirra.it

SOMMARIO: Nel 2011 hanno scoperto la birra 7 milioni di neo consumatori. Che portano a 36 milioni il numero dei suoi appassionati. Una ricerca ISPO/AssoBirra rivela che la birra è la bevanda alcolica preferita dagli italiani maggiorenni “under 44” e, nella maggioranza dei casi, viene bevuta, responsabilmente, a tavola. Si conferma regina dei pasti fuori casa, dove è ormai l’alternativa più leggera e meno alcolica al vino – che, invece, resta il preferito nei pasti “domestici” degli italiani. A trainare il trend birra i consumatori sporadici (+40%) e quelli abituali (+20%), ma anche un consumo sempre più al femminile: sono ormai 16 milioni le consumatrici di birra, pari al 62,7% delle italiane maggiorenni, che la scelgono soprattutto per il suo gusto e perché è poco alcolica, conveniente e di tendenza.


Riferimento Temporale: Giugno 2011

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| Categoria Documenti | 2631 letture

BRAU BEVIALE 2011: L’EFFICIENZA E LA SOSTENIBILITÀ NELL’INDUSTRIA DELLE BEVANDE

Documento pubblicato da Braubeviale 2011 http://www.brau-beviale.de

SOMMARIO: Quasi 40 anni fa il Club of Rome mise in guardia sui ‘Limiti della crescita’. Considerando l’aumento della popolazione mondiale, l’industrializzazione, l’inquinamento ambientale, il consumo di materie prime e la produzione di alimentari, gli autori dello studio avevano previsto che in un prossimo futuro questo sviluppo avrebbe raggiunto i suoi limiti. Indipendentemente da quanto siano valide le critiche alla crescita fatte dal Club of Rome in relazione all’ecologia o le critiche di parere opposto, questo tema ha assunto una nuova attualità in seguito alla crisi economica degli anni 2008/2009, quando la costante crescita economica del decennio precedente era sfumata nel giro di pochi mesi. Secondo le stime della Banca Mondiale, nel 2009 l’economia della zona Euro si è ridotta di un quattro percento abbondante rispetto al 2008 (misurando sulla base della parità del potere d’acquisto). È vero che nell’anno passato si è lievemente ripresa raggiungendo una crescita dello 0,7 percento (Banca Mondiale) la quale nel 2011 potrebbe salire all’1,3 percento. Tuttavia la crisi è stata indubbiamente un colpo duro che ha messo in luce le debolezze fondamentali dell’economia. Come si muove l’industria delle bevande in questo nuovo contesto?

Riferimento temporale: Maggio 2011
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| Categoria Documenti | 2435 letture

RICERCA ASSOBIRRA: LE RAGIONI DEL SUCCESSO DELLA BIRRA CHIARA IN ITALIA

SOMMARIO: La Birra chiara è lo stile di birra preferito dai 30 milioni di italiani – ben 12 milioni sono donne – consumatori di questa bevanda, che ne bevono circa 25 litri a testa ogni anno. Si moltiplicano le sue occasioni di consumo, dall’ aperitivo alla cena a casa o al ristorante, dalla pausa pranzo alla serata al bar con gli amici davanti alla partita. E la chiara si afferma anche come la birra italiana più bevuta fuori dal nostro Paese, con 1,7 milioni di ettolitri esportati. AssoBirra chiede a cinque esperti (1 sociologo dei consumi, 1 dietologo, 1 sommelier, 1 foodblogger e 1 nutrizionista) di provare a mettere a fuoco le ragioni di questo successo, radiografando l’anima “democratica” della birra chiara. Chi dice birra, dice… “chiara”. Anche se nei negozi specializzati, nei pub e negli scaffali della grande distribuzione si può ormai scegliere tra 1.500 marchi di birra, sempre più diversificati per stili e gradazione, resta un dato di fatto, che può per certi versi apparire sorprendente. I 30 milioni di italiani (58,5%del totale) che consumano birra, secondo una ricerca Makno/AssoBirra,quando decidono di berla, la scelgono “chiara” 9 volte su 10.E lo fanno anche 12 milioni di donne che rappresentano il 42% del totale dei consumatori di questa bevanda.Riferimento temporale: maggio 2011

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| Categoria Documenti | 4475 letture

IL BOOM DELLE BIRRE BARRICATE SULL’ASSE AMERICA/ITALIA

Articolo pubblicato nella sezione microbirrifici
Dell’annuario Infobirra italia 2010-11 della A cura di Lorenzo Dabove (in arte Kuaska)

SOMMARIO: Durante i miei recenti, sempre più frequenti ed esaltanti viaggi negli Stati Uniti, sono rimasto particolarmente colpito dall’ormai costante presenza di botti, principalmente di rovere, utilizzate dalla stragrande maggioranza dei protagonisti della straordinaria Renaissance americana, per maturare ed invecchiare birre dai più svariati stili. Anche noi la tendenza a fare birre barricate è in crescita esponenzialmente, almeno nel breve periodo, portando inevitabilmente ad avere sul mercato birre costose, di non facile fruizione “popolare” ma molto adatte alla ristorazione e alla meditazione. Come sempre si affermerà chi saprà sfoderare l’arma vincente della qualità e della personalità, doti ormai essenziali e decisive per una nuova figura di consumatore più consapevole ed esigente. Nel seguito viene riportata una esseziale panoramica delle principali esperienze americane e nostrane in materia di birre barricate
Riferimento temporale: estate 2010

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