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Gli elementi di congiuntura disponibili in questo periodo dell’anno consentono unicamente una stima del livello di produzione di vino (produzione in cantina da marzo ad aprile nell’emisfero sud e in corso di vendemmia nell’emisfero nord). Altri elementi che saranno trattati sono la stima dell’evoluzione della superficie viticola mondiale e del livello di consumo. Tali risultati devono dunque essere considerati soltanto come indicativi e suscettibili di variazioni non trascurabili.

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Il deterioramento dei prezzi del caffè si è leggermente stabilizzato a novembre, anche se la media mensile di tutti i prezzi indicativi ICO sono al loro livello più basso da diversi anni. Il prezzo indicativo composto ICO è stato in media 100,99 cents per libbra, il 5,6% in meno rispetto all’ottobre scorso, raggiungendo il livello più basso negli ultimi sei anni e mezzo. La campagna 2012/13 ha registrato un surplus di produzione rispetto al consumo, con buoni raccolti nella maggior parte dei paesi produttori più importanti, che hanno permesso agli esportatori e importatori di ricostituire le proprie scorte, esercitando, quindi, una pressione al ribasso sui prezzi. In ogni caso, secondo le prime indicazioni, anche il consumo è aumentato nel 2013. L’aumento delle scorte si renderà necessario per sostenere la domanda, tenuto conto che per il Brasile è l’anno peggiore nel suo ciclo biennale e che persiste qualche incertezza nella produzione di altre regioni. Si tenga conto, infine, che i danni causati dalla ruggine del caffè in America Centrale suggeriscono per la nuova campagna 2013/14 una ulteriore perdita di 1,2 milioni di sacchi, che ridurrebbe la produzione nella regione per circa 11,2 milioni di sacchi.

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Lo scenario competitivo nel settore italiano dei liquori e distillati è alquanto articolato. Sul mercato nazionale sono attivi alcune grandi multinazionali degli spirits (come Campari, Diageo, Pernod Ricard e Bacardi), ma anche diversi grandi gruppi italiani che stanno ora espandendo la propria presenza in diversi Paesi esteri (come Branca, ILLVA Saronno, Montenegro, Averna e Molinari) ed, infine, numerosi piccoli e medi produttori con posizioni di rilievo in specifici segmenti tipologici.

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Sul mercato italiano operano sette società birrarie con produzione industriale sul nostro territorio: Heieneken Italia, Peroni SabMiller, Carlsberg Italia, Birra Castello, Forst, Menabrea, Theresianer. Esse gestiscono complessivamente 13 stabilimenti di produzione, ubicati in diverse regioni del Nord e Sud Italia. A questi si aggiungono poi le unità di produzione artigianale, oltre 500 unità tra microbirrifci e brew pub (secondo le ultime rilevazioni Beverfood.com) con una produzione approssimativamente stimabile intorno ai 250.000 hl annui.

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Il 2012 è stato un anno forte per i grandi produttori di birra. Anche se le vendite di birra in Europa occidentale e centrale non sono state così forti come molti avrebbero sperato nel 2012, i marchi internazionali hanno beneficiato della crescita negli altri principali mercati estraeuropei tra cui Cina, Stati Uniti e Brasile. Infatti la Cina, mercato della birra più grande del mondo, ha una grande presenza nella classifica delle top 10 marche di birra al mondo, con tre marche di birra cinesi tra le prime 4 della classifica.

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La situazione critica dell’economia ha inciso sull’andamento dei consumi di bibite rinfrescanti nell’ultimo triennio sul mercato italiano: il calo dei volumi ha interessato, anche se in misura diversa, tutti i canali di vendita. L’accentuarsi della crisi economica penalizza evidentemente i consumi di questi prodotti che sono vissuti dagli italiani con una connotazione più voluttuaria rispetto alle altre bevande di base (acque minerali). A fine 2012 i consumi complessivi di bibite rinfrescanti (gassate + lisce) potevano essere valutati complessivamente intorno ai 3.660 milioni di litri con un calo medio del 3,7% rispetto all’anno precedente.

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Secondo i dati riportati dall’ultimo Barth Report 2012-13, la produzione mondiale di birra nel 2012 è cresciuta del 1,1% portandosi a 1.951 milioni di hl contro 1.929 milioni dell’anno precedente, con un corrispondente consumo pro capite medio di circa 28 litri/anno. Ciò consolida la ripresa che si era manifestata già nel 2010, dopo la frenata produttiva del 2009. Tuttavia i dati globali mascherano grandi differenze a livello regionale, in termini di consumi e di tendenze. I mercati emergenti (Africa, Asia e America Latina) sono ancora la principale fonte di crescita dei volumi, mentre i mercati maturi (Europa, Nord America e Australia), di fronte alla debolezza della domanda dei consumatori, fanno fatica a tenere i volumi. Molti esperti del settore prevedono che già nel 2013 potrebbe essere raggiunto il traguardo produttivo mondiale dei due miliardi di hl. Per il periodo dal 2009 al 2015 Canadean prevede una crescita media del mercato mondiale della birra del 2,8 percento all’anno.

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Il maggio dello scorso anno, nell’ambito della Green Week 2012 tenutasi a Bruxelles e incentrata sul tema dell’acqua, The Brewers of Europe – Associazione, cui aderisce AssoBirra per l’Italia, che riunisce e rappresenta i produttori europei di birra – ha reso noti i risultati del primo “Rapporto sulle performance ambientali del settore birrario europeo”, realizzato dalla società olandese KWA Bedrijfsadviseurs B.V. e dall’inglese Campden BRI.

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 La pasta italiana è diventata nel mondo il piatto della crisi con le esportazioni che crescono del 27 per cento in quantità e fanno registrare nel 2013 addirittura il record storico all’estero dove non sono mai stati consumati cosi tanti spaghetti, penne, tagliatelle, tortellini e rigatoni Made in Italy. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui settori che resistono alla crisi e trainano la ripresa dell’economia nazionale, sulla base dei dati Istat relativi al mese di gennaio 2013.

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Il numero totale delle birrerie industriali attive sul nostro pianeta è di almeno 4.000 unità, di cui circa ca. 2.000 nella sola Europa (oltre 1.300 in Germania). A queste si aggiungono alcune migliaia di microbirirfici artigianali (di cui ben 2.000 negli USA). Tuttavia il quadro competitivo internazionale è caratterizzato da un intenso processo di concentrazione che si è accentuato negli ultimi dieci anni. Attualmente i primi 10 produttori di birra assorbono ca. i due terzi della totale produzione mondiale, ma i primi quattro (Ab-Inbev, SABMiller, Heieneken e Carlsberg) da soli concentrano oltre il 45% del totale. L’attuale tasso di concentrazione è più basso rispetto al settore dei soft drink, ma è molto più elevato rispetto al settore del vino e dei superalcolici.

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I locali del caffè non sono solo luoghi di consumo e vendita della speciale bevanda coloniale ma hanno assunto nel tempo un ruolo significativo in termini di relax, interazione sociale, cultura e intrattenimento. In realtà, i vari concept che si sono sviluppati, anche in termini di particolari ambientazioni ed atmosfere, tendono a differenziarsi e caratterizzarsi proprio su questo fronte e non solo sul piano della qualità e servizio del caffè e altri prodotti di food & beverage. Leggi tutto…

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Sostenibilità di filiera è il tema discusso da un parterre di esperti internazionali di altissimo calibro, provenienti sia dalla comunità scientifica che dal mondo della produzione, intervenuti al Convegno conclusosi ieri e organizzato da Unione Italiana Vini all’interno del SIMEI 2013 dal titolo “Sustainable viticulture and wine production: Steps ahead toward a global and local cross-fertilization”. Innovativa la formula di confronto che ha previsto tavoli di discussione riservati agli stakeholder e ai rappresentanti di tutti i soggetti coinvolti nella filiera vitivinicola.

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Fondata nel 1933 da Francesco Illy, l’azienda produce e vende in tutto il mondo un unico blend di caffè espresso di alta qualità composta da nove tipi di pura Arabica. Dall’equilibrio di questi ingredienti provenienti da Sud America, America Centrale, India e Africa nasce l‘inconfondibile gusto e aroma illy, sempre costante, in ogni tazzina, in qualsiasi parte del mondo la si beva. Il blend illy è destinato ai settori HoReCa (hotel, restaurant, café), al consumo a casa e in ufficio; a seconda dei canali è disponibile in barattolo (grani o macinato), in capsule o in cialde. Oggi il blend è commercializzato in oltre 140 Paesi, in tutti e 5 i continenti

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Zuegg è uno dei più importanti gruppi italiani nel settore della trasformazione della frutta con produzione di semilavorati frutta per l’industria, succhi e bevande di frutta e confetture. Oltre che in Italia, il gruppo, di origine alto atesina, ma ora con sede a Verona, è attivo anche con stabilimenti in altri Paesi europei: Germania, Francia e Russia. e con due filiali commerciali in Austria e Svizzera. L’azienda, da sempre appartenuta alla famiglia Zuegg, è ora presieduta e diretta da Oswald Zuegg.

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Nel mondo del beverage il settore delle bibite analcoliche è quello in cui è più spinta la competizione globale e in cui si registrano i più elevati livelli di concentrazione. Due grandi gruppi, le compagnie americane Coca-Cola e Pepsico, dominano la scena internazionale, posizionandosi quasi sempre nelle prime due posizioni in quasi tutti i più importanti mercati nazionali, con una quota complessiva che generalmente supera il 50% del mercato. Tuttavia il settore è ricco di numerose realtà aziendali che hanno saputo ritagliarsi un proprio ruolo, o a livello specialistico di prodotto, o a livello territoriale, con alcune realtà che hanno conquistato posizioni di grande rilievo a livello nazionale o anche continentale.

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Dal 2006, HEINEKEN Italia promuove un ampio programma di formazione e diffusione della cultura della birra nel nostro Paese. Il progetto porta il nome di I Love Beer e, in origine, era rivolto agli addetti ai lavori e ai punti di consumo: una squadra di Ambasciatori della Cultura della Birra che, utilizzando materiali specifici – come il Manuale di formazione HEINEKEN Italia – era dedicata al training e al coinvolgimento diretto di gestori di locali, barman e sommelier che oggi sono in grado di offrire al consumatore finale un servizio e un prodotto di qualità. Questa esperienza, unita al bagaglio di conoscenze birrarie che la Casa Madre alimenta dal 1864, ha suggerito ad HEINEKEN Italia di realizzare, nel 2010, un libro dal taglio divulgativo, distribuito anche in libreria, per mettere a disposizione di chiunque un patrimonio di conoscenze e informazioni che, fino ad allora, era stato appannaggio dei soli addetti ai lavori: il Manuale di cultura birraria HEINEKEN Italia. Questa pubblicazione ha sancito il passaggio del progetto I Love Beer da strumento di formazione aziendale a progetto di comunicazione e informazione. Con ILoveBeer.it, il portale italiano sulla birra lanciato nel 2011, il progetto si completa: nasce una piattaforma di comunicazione ALL LINE con obiettivi sia formativi (per gli addetti ai lavori) che divulgativi (per i consumatori finali).

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Le aziende che producono e/o distribuiscono succhi e bevande alla frutta in Italia sono una sessantina, anche se la produzione nazionale è alimentata da pochi grandi produttori: Conserve Italia, Parmalat, Zuegg, La Doria, Fruttagel, ….. Il 16-17% dei volumi di vendite fa, invece, riferimento a importazioni dall’estero, soprattutto l’Austria. Ma nel settore hanno cominciato ad operare anche alcuni produttori tradizionali di acque minerali e bibite e diversi nuovi operatori provenienti dal settore delle verdure e frutta freschi che hanno lanciato nuovi frullati e spremute. L’offerta si disperde quindi su numerosi operatori, in un mercato che, anche a causa della crisi economica, sta vivendo una congiuntura negativa. Si tenga infine conto che in questo mercato le private label delle GDO hanno un peso molto elevato: oltre il 30% a volume nei canali del retail moderno.

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In occasione di Host 2013 Fipe ha presentato la ricerca “P.E. 24h La Cas@ fuoricasa” e mostra le nuove tendenze degli italiani in fatto di consumi. Nel 2012 i consumi alimentari complessivi degli italiano sono stati è pari a 211,7 miliardi di lire, di cui 138, 8 miliardi di consumi in famiglia (65% del totale spesa) e 73 i miliardi di consumi fuori casa euro spesi nel 2012 ( 35% della totale spesa alimentare). Sempre più amata la colazione al bar, in calo la pausa pranzo mentre crescono gli italiani che escono fuori a cena.

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I prezzi del caffè hanno continuato a scivolare nel mese di agosto , nonostante una breve ripresa all’inizio di questo mese . La media mensile del prezzo indicativo composto ICO è scesa al livello più basso negli ultimi quattro anni, così come la media mensile del prezzo indicativo dei tre gruppi di Arabica . Le esportazioni totali nel luglio 2013 hanno raggiunto 9,1 milioni di sacchi, in crescita del 6,6 % dal luglio 2012, ma le esportazioni totali per i primi dieci mesi dell’anno sono cresciute solodel 3 6 % , portandosi a 94,5 milioni di sacchi . Il consumo mondiale di caffè è in incremento del 2,1 % ed è stimato per l’anno solare 2012 in circa 142 milioni di sacchi contro 139,1 milioni di sacchi nel 2011 . La maggior parte di questo aumento può essere attribuito a una forte crescita nei paesi esportatori e nei paesi emergenti ( +2,5 % e +4,7 % rispettivamente) . Il consumo nei più tradizionali Paesi consumatori ha avuto un più modesta crescita dell’1% rispetto al 2011.

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