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    <title>Beverfood.com</title>
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    <description>Il portale italiano sul beverage. Tutto sulle bevande</description>
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    <category>Documenti Dossier Ricerche Case History Articoli Bevande &gt; DISTRIBUZIONE E RISTORAZIONE</category>
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      <title>Beverfood.com</title>
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      <title>INDAGINE VINITALY 2011-12: IL VINO NELL&amp;#039;ALTA RISTORAZIONE ITALIANA</title>
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      <description>&lt;img align=&quot;right&quot; style=&quot;margin: 3px; width: 267px; height: 119px;&quot; src=&quot;http://www.coffeeurope.eu/news3/vinitaly logo generale.jpg&quot; alt=&quot;vinitaly logo generale&quot; /&gt;   Documento proposto da Vinitaly per la pubblicazione al pubblico &lt;a href=&quot;http://www.vinitaly.com&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.vinitaly.com&lt;/a&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(102, 0, 0); font-weight: bold;&quot;&gt;PREFAZIONE&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(102, 0, 0);&quot;&gt;: Dal sondaggio Vinitaly incontra la ristorazione italiana, realizzato intervistando circa 300 ristoratori italiani estrapolati dallincrocio delle principali guide italiane (Gambero Rosso, Il Golosario, Slow Food, LEspresso, Jeunes Restaurateurs d&#039;Europe), emerge che nel 2010 sono diminuiti i ristoranti con unofferta di oltre 100 etichette e che i vini dimportazione sono ormai di casa nelle cantine dei ristoranti italiani. In particolare: l80% ha in cantina vini spumanti non made in Italy, mentre il 63% e il 60% rispettivamente ha vini bianchi e rossi stranieri. Secondo l85% degli intervistati, la scelta della bottiglia viene fatta dal cliente seguendo i consigli del ristoratore/sommelier, per il 73% in base al rapporto qualità/prezzo, per il 53% vale la notorietà del produttore, mentre per il 34% è importante la moda del momento. I gusti sembrano ancora in evoluzione, e secondo le previsioni dei ristoratori continuerà a crescere la richiesta di bollicine e di vini a bassa gradazione alcolica.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Riferimento temporale: gennaio 2012 &lt;/span&gt;</description>
      <pubDate>Mon, 09 Jan 2012 10:20:00 +0100</pubDate>
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      <title>CONVEGNO SANA 2011: LAGRICOLTURA BIOLOGICA COME STRUMENTO DI SVILUPPO SOSTENIBILE</title>
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      <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;img align=&quot;right&quot; alt=&quot;SANA 2011 Bologna Settembre Salone Internazionale del Naturale Biologico&quot; src=&quot;http://www.coffeeurope.eu/docu/sana-8-11-sett.png&quot; style=&quot;width: 180px; height: 180px; &quot; /&gt;Documento pubblicato da&lt;strong&gt; SANA Fiera Bologna&lt;/strong&gt; in occasione del &lt;strong&gt;23.mo Salone Internazionale del Naturale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.sana.it/press/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.sana.it/press/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font color=&quot;#660000&quot;&gt;&lt;strong&gt;PREMESSA: &lt;/strong&gt;Lannunciata proposta di riforma della Politica Agricola Comune (PAC), che verrà presentata dal Commissario Europeo Dacian Ciolos il prossimo 12 ottobre, per entrare poi in vigore nel 2014, punta a indirizzare lagricoltura europea in funzione della sostenibilità, secondo uno sviluppo basato su tutela dellambiente, benessere degli animali negli allevamenti, qualità e sicurezza alimentare. In questo quadro, quali saranno le ricadute per lagricoltura biologica? La riforma sarà loccasione per valorizzarla in maniera adeguata ai costi di produzione e allinvestimento in termini di lavoro che richiede, o si proseguirà con una politica di sostegno allagricoltura sostanzialmente indifferenziato? E qual è la visione strategica delle Regioni, che gestiranno i fondi per lo sviluppo rurale? E intorno a questi interrogativi che si è dipanato il confronto al convegno Lagricoltura biologica come strumento di sviluppo sostenibile. Le prospettive nellambito della riforma della PAC, organizzato da BolognaFiere in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna. Un incontro che ha visto la partecipazione di tutti i livelli istituzionali coinvolti, dal ministro alle Politiche Agricole, Francesco Romano, allassessore regionale allagricoltura dellEmilia-Romagna Tiberio Rabboni, al presidente della commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro, oltre a rappresentanti delle più importanti associazioni italiane ed europee di produttori biologici. &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;RIFERIMENTO TEMPORALE: settembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;</description>
      <pubDate>Mon, 26 Sep 2011 10:00:00 +0200</pubDate>
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      <title>NIELSEN: FIDUCIA NEI CONSUMATORI IN FLESSIONE A LIVELLO GLOBALE NEL SECONDO TRIMESTRE 2011</title>
      <link>http://www.beverfood.com/v2/modules/smartsection/item.php?itemid=283</link>
      <description>&lt;img vspace=&quot;6&quot; hspace=&quot;6&quot; align=&quot;right&quot; alt=&quot;  Rapporto Nielsen&quot; src=&quot;http://www.coffeeurope.eu/docu/NielsenQ2GlobalOnlineConsum.jpg&quot; style=&quot;width: 247px; height: 320px;&quot; /&gt;COMUNICATO NIELSEN PUBBLICATO DA NIELSEN SU: &lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://it.nielsen.com&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://it.nielsen.com&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#660000&quot;&gt;&lt;strong&gt;SOMMARIO:&lt;/strong&gt; Secondo i risultati della ricerca Nielsen Global Online Consumer Confidence nel  secondo trimestre 2011 la fiducia dei consumatori globali è scesa al minimo in sei trimestri. Il Nielsen Global Consumer Confidence Index, dal 2005 misura la fiducia di oltre 31.000 consumatori internet in 56 Paesi del mondo, le maggiori preoccupazioni e le intenzioni di spesa. Livelli di fiducia sopra e sotto 100 indicano il livello di ottimismo e pessimismo. Nell&#039;ultima ricerca condotta tra il 20 maggio e il 7 giugno 2011, a livello mondiale la fiducia dei consumatori online è scesa di tre punti indice, da 92 a 89  il livello più basso dal quarto trimestre 2009. Negli Stati Uniti la fiducia è scesa di cinque punti indice posizionandosi a 78, di due punti inferiore agli 80 registrati nel primo semestre del 2009, al culmine della recessione globale.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;RIFERIMENTO TEMPORALE: luglio 2011&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;</description>
      <pubDate>Fri, 05 Aug 2011 17:20:00 +0200</pubDate>
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      <title>IL MERCATO DEL VENDING IN ITALIA 2005-2009</title>
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      <description>&lt;a href=&quot;http://www.beverfood.com/v2/mydownloads+singlefile.lid+6.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img width=&quot;200&quot; align=&quot;right&quot; alt=&quot;guida vending beverfood guidaonline vending italia 2010 Scarica Ora!!!&quot; src=&quot;http://www.beverfood.com/v2/modules/mydownloads/images/shots/guida-vending.gif&quot; hspace=&quot;6&quot; complete=&quot;complete&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Articolo pubblicato su &lt;br /&gt;Annuario Coffitalia 2010-11&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.beverfood.com&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.beverfood.com&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.beverfood.com&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font color=&quot;#660000&quot;&gt;&lt;strong&gt;SOMMARIO: &lt;/strong&gt;Lindustria del vending rientra nella definizione di automatic retailing, ovvero la vendita di prodotti e servizi attraverso macchine attivate/operanti dalla introduzione di monete, banconote, carte di pagamento, gettoni o altri metodi di pagamento cashless; il prodotto selezionato viene quindi erogato in un contenitore (per accogliere le bevande sfuse-es caffè), lasciato cadere in uno scompartimento (per snack, bibite in lattina, bevande PET), movimentato mediante meccanismo ad ascensore (libri, dvd, bottiglie). A questi si aggiungono, infine, i negozi automatici, che sono, per altro, ancora nella fase dintroduzione. In termini più ampi si tende a far rientrare nel settore vending anche il c.d. OCS (Office Coffee Service), cioè i sistemi di erogazione caffè e altre bevande calde attraverso macchine automatiche, negli uffici e altri posti di lavoro.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Riferimento temporale: dicembre 2010&lt;/em&gt;</description>
      <pubDate>Mon, 16 May 2011 08:50:00 +0200</pubDate>
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      <title>RICERCA FIPE  SU LEUROPA AL RISTORANTE: CONSUMI E IMPRESE</title>
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      <description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;img style=&quot;width: 138px; height: 160px&quot; alt=&quot; Fipe Logo&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.coffeeurope.eu/docu/fipe-logo.jpg&quot; /&gt;Documento presentata a Sapore Rimini 2011&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Diffuso al pubblico su &lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.fipe.it/&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.fipe.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.fipe.it&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#660000&quot;&gt;&lt;strong&gt;SOMMARIO:&lt;/strong&gt; In un contesto di caduta della domanda a livello europeo, la ristorazione italiana rappresenta un&#039;eccezione. Il settore dei consumi fuori casa risulta nel nostro paese in crescita e si conferma avere una funzione anticiclica nell&#039;ambito dell&#039;agroalimentare e rappresenta l&#039;ancora di salvezza per molte imprese della filiera.  È quanto emerge dalla ricerca del Centro studi Fipe LEuropa al ristorante: consumi e imprese con la quale è stata inaugurata alla presenza dell&#039;on. Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, Sapore 2011, la quattro giorni di Mostra Internazionale dellAlimentazione in calendario da sabato alla Fiera di Rimini. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;Riferimento temporale: febbraio 2011 &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <pubDate>Tue, 22 Feb 2011 17:10:00 +0100</pubDate>
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      <title>NIELSEN GLOBAL CONSUMER CONFIDENCE INDEX: FIDUCIA DEI CONSUMATORI IN CALO A FINE 2010</title>
      <link>http://www.beverfood.com/v2/modules/smartsection/item.php?itemid=246</link>
      <description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;img style=&quot;width: 225px; height: 310px&quot; hspace=&quot;6&quot; alt=&quot;  &quot; vspace=&quot;6&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.coffeeurope.eu/docu/GlobalConsumerConfid.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;intesi del rapporto&lt;strong&gt; Nielsen Global Consumer Confidence Index&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Pubblicato da &lt;strong&gt;Nielsen Italia&lt;/strong&gt; su&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.nielsen.com/news/ConsumerConfidence25gennaio2011.shtml&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://it.nielsen.com/news/ConsumerConfidence25gennaio2011.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://it.nielsen.com/news/ConsumerConfidence25gennaio2011.shtml&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font color=&quot;#660000&quot;&gt;&lt;strong&gt;SOMMARIO:&lt;/strong&gt; Secondo lultima edizione del Nielsen Global Consumer Confidence Index che rileva online la fiducia dei consumatori, le loro principali preoccupazioni e la conseguente propensione alla spesa, nel quarto trimestre del 2010 si è accusato un calo in 25 dei 52 Paesi analizzati quando, al termine dello scorso anno, le speranze di ripresa economica a livello mondiale sono sfumate. Lindagine che nello scorso novembre ha coinvolto oltre 29.000 utenti internet in 52 Paesi, indica che i livelli di fiducia dei consumatori si sono ridotti nella metà dei Paesi monitorati e che linquietudine per laumento della disoccupazione, lincertezza del posto di lavoro, laumento dei prezzi di alimentari e servizi hanno cancellato qualsivoglia aspettativa di forte ripresa economica. Lindice Globale Nielsen sulla fiducia dei consumatori fornisce un indicatore sintetico del sentiment dei consumatori nei confronti dellattuale situazione economica, delle loro intenzioni e delle aspettative per il futuro. I livelli superiori a 100 indicano i gradi di ottimismo&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riferimento temporale: gennaio 2010&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 03 Feb 2011 17:10:00 +0100</pubDate>
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      <title>RAPPORTO COOP 2010 CONSUMI E DISTRIBUZIONE: ASPETTI DINAMICI E PREVISIONI</title>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img align=&quot;right&quot; style=&quot;width: 165px; height: 250px&quot; alt=&quot;rapporto coop consumi e distribuzione&quot; src=&quot;http://www.coffeeurope.eu/docu/Rapporto-Coop_-Consumi-e-di.jpg&quot; vspace=&quot;6&quot; hspace=&quot;6&quot; complete=&quot;complete&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Indicazioni di sintesi tratte dal &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rapporto Coop Consumi e Distribuzione 2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;A cura dellufficio stampa Coop - Tel. 06 441811  &lt;br /&gt; &lt;a href=&quot;mailto:silvia.mastagni@ancc.coop.it&quot;&gt;&lt;a href=&quot;mailto:silvia.mastagni@ancc.coop.it&quot;&gt;silvia.mastagni@ancc.coop.it&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto completo può essere scaricato da: &lt;br /&gt;.&lt;a href=&quot;http://www.e-coop.it/portalWeb/stat/docPortaleCanali/doc00000085140/true/true/consumi-e-distribuzione-2010.dhtml&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.e-coop.it/portalWeb/stat/docPortaleCanali/doc00000085140/true/true/consumi-e-distribuzione-2010.dhtml&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#660000&quot;&gt;&lt;strong&gt;SOMMARIO:&lt;/strong&gt; Presentato il Rapporto Coop 2010 Consumi e distribuzione redatto dall Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di Ref. (Ricerche per lEconomia e la Finanza) e contributi originali di Nielsen. Il Rapporto, presentato da Enrico Migliavacca, vicepresidente Ancc-Coop, fotografa la situazione attuale dei consumi nel nostro Paese inserito in un contesto europeo e internazionale, fornisce previsioni ragionate per il 2011 e indica le strategie per permettere alle famiglie italiane di recuperare i livelli di benessere precedenti alla crisi. - Leredità della crisi e il comportamento degli italiani. si conferma il gap fra le famiglie. - Il carrello alimentare e non - Landamento delle vendite nel primo semestre 2010 e il rischio  inflazione   -  Una strategia economica per uscire definitivamente dalla crisi. alcune proposte di coop - FOCUS SULLE BEVANDE&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Riferimento temporale: settembre 2010&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <pubDate>Mon, 13 Sep 2010 10:00:00 +0200</pubDate>
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      <title>CENSIS/COLDIRETTI: RAPPORTO SULLE ABITUDINI ALIMENTARI DEGLI ITALIANI 2010</title>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img align=&quot;right&quot; style=&quot;width: 194px; height: 230px&quot; alt=&quot;Logo Coldiretti&quot; src=&quot;http://www.coffeeurope.eu/docu/COLDIRETTI.png&quot; vspace=&quot;6&quot; hspace=&quot;6&quot; complete=&quot;complete&quot; /&gt;Documento pubblicato dal sito &lt;strong&gt;Coldiretti &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.coldiretti.it&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.coldiretti.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.coldiretti.it&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;reso pubblico per la diffusione al pubblico&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font color=&quot;#660000&quot;&gt;&lt;strong&gt;SOMMARIO:&lt;/strong&gt; Vorrei mangiare più sano ma non ci riesco, è questa laffermazione che più e meglio descrive il proprio rapporto con il cibo di quasi il 37% degli italiani (quasi 4 italiani su 10), quota che sale al 40,5% tra i 30-44enni, ad oltre il 40% tra le donne e sopra il 43% tra le casalinghe. E quanto emerge dal primo rapporto Coldiretti/Censis sulle abitudini alimentari degli italiani dal quale si evidenzia che i frustrati sono in numero superiore al quasi 33% degli italiani che dichiara di seguire una dieta sana perché lalimentazione è tra i fattori importanti per la salute, e sono soprattutto gli anziani (40,3%) e i laureati (37,6%) a praticare questa tendenza salutista. Informarsi sul cibo per gli italiani è sempre più importante; infatti, quasi il 62% degli intervistati si dichiara molto informato sui valori nutrizionali, le calorie e i grassi riguardanti i vari alimenti. Non a caso il 34% degli intervistati ritiene, poi, che la propria alimentazione dipenda in via prioritaria da caratteristiche e scelte soggettive (che presumibilmente hanno bisogno di tante informazioni per essere adeguate), il 30,4% dalla tradizione familiare, e poco meno del 19% da quello che si può permettere, tenuto conto del reddito e dei prezzi. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LE FONTI D&#039;INFORMAZIONE SUGLI ALIMENTI - LERA DEL POLITEISMO ALIMENTARE - LE OCCASIONI DI CONSUMO -  LE TIPOLOGIE DI ALIMENTI - I PREZZI  I CONSUMI FUORI CASA  I SOGGETI D&#039;ACQUISTO&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Riferimento temporale: maggio 2010&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <pubDate>Mon, 31 May 2010 19:10:00 +0200</pubDate>
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      <title>VENDING: OLTRE MEZZO SECOLO DI STORIA</title>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img align=&quot;right&quot; style=&quot;width: 200px; height: 97px&quot; alt=&quot;Logo Confida&quot; src=&quot;http://www.coffeeurope.eu/news3/CONFIDALOGO.jpg&quot; vspace=&quot;6&quot; hspace=&quot;6&quot; complete=&quot;complete&quot; complete=&quot;complete&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Documento emesso da CONFIDA&lt;br /&gt;Ed inviato alla stampa per la &lt;br /&gt;Comunicazione al pubblico&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.confida.com&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.confida.com&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;uff. stampa confida &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.mirandola.net&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.mirandola.net&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color=&quot;#660000&quot;&gt;SOMMARIO: Dai primi distributori americani, alla nascita dellassociazione di settore, al varo della fiera settoriale Venditalia, al passagio alleuro e al lancio della Carta dei Servizi: le origini - lo sviluppo italiano - la nascita dellassociazione di categoria - le prime difficoltà e i primi interventi di confida - anni 90: una nuova percezione della da - dalleuro alla carta dei servizi  Lassocciazione di categoria: CONFIDA.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;riferimento temporale. marzo 20010&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <pubDate>Mon, 22 Mar 2010 16:00:00 +0100</pubDate>
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      <title>NOMISMA: STUDIO SULLE INEFFICIENZE DELLA FILIERA AGROALIMENTARE</title>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;img style=&quot;width: 190px; height: 172px&quot; alt=&quot;Nogo Nomisma&quot; src=&quot;http://www.coffeeurope.eu/docu/Nomisma-logo343.png&quot; align=&quot;right&quot; /&gt;Studio condotta da Nomisma&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Presentato in occasione dellincontro del 28.10.2009 &lt;br /&gt;Organizzato da ANCD Conad e Federalimentare&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per maggiori info: &lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.nomisma.it/&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.nomisma.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.nomisma.it&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il resoconto incontro e il documento della ricerca sono pubblicati su  &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2303&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2303&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2303&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;font color=&quot;#660000&quot;&gt;&lt;strong&gt;SOMMARIO:&lt;/strong&gt; In Italia si spendono ogni anno per alimenti e bevande 215,3 miliardi di euro all&#039;anno, il 23,3 per cento sul totale dei consumi. Alle spalle c&#039;è una filiera agroalimentare che contribuisce al Pil per l&#039;8,4 per cento e all&#039;occupazione per il 12,6 per cento: una parte importante dell&#039;economia nazionale, che patisce, tuttavia, l&#039;estrema parcellizzazione dell&#039;agricoltura. Una pluralità di attori economici, ognuno dei quali grava sul prezzo finale di ogni prodotto e sottrae competitività al sistema agroalimentare nazionale e un carico di imposte indirette tra le più alte in Europa. D&#039;altra parte, la distribuzione moderna italiana presenta un grado di concentrazione di sotto a quello dei principali Paesi europei. A ciò si aggiunge la penalizzazione di un sistema dei trasporti che per le imprese italiane ha un costo Km più elevato della media europea. Analogo discorso vale per il prezzo dell&#039;energia elettrica per uso industriale.&lt;/font&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font color=&quot;#660000&quot;&gt;&lt;br /&gt;La formazione del prezzo nella filiera agroalimentare&lt;br /&gt;Gli attori interni: una filiera polverizzata &lt;br /&gt;Gli attori esterni: relazioni economiche e ambiente competitivo &lt;br /&gt;La spesa alimentare in Italia: il ruolo economico dei diversi attori &lt;br /&gt;Conclusioni: una riduzione dei costi, non degli utili&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt; Rifer. Temporale: ottobre 2009&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <pubDate>Fri, 08 Jan 2010 14:00:00 +0100</pubDate>
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