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Publicato da Beverfood su 26/1/2012 (72 Letto)
 Copertina Coffitalia Annuario Caffè Italia 2011-2012 BeverfoodAbstrat dalla Relazione di
ALESSANDRO POLOJAC

Presidente del Comitato Italiano Caffè
all’Assemblea CIC 2011

+info: Comitato Italiano Caffè
Viale Pasteur, 10 - 00144 Roma
Tel. 02/89074244 (segreteria)
comitcaf@comitcaf.it

SOMMARIO - I PREZZI DEL CAFFE': Negli ultimi dodici mesi il mercato internazionale del caffé è stato caratterizzato da una decisa crescita dei corsi internazionali e da una forte volatilità, in gran parte dovuta agli interventi operati dai fondi di investimento. La media composita ICO, che rispecchia l'andamento delle quotazioni all’origine ha raggiunto, nell’ottobre 2011, i 193,90 cents per libbra, in evidente calo rispetto a quella di settembre (213,04 cents per libbra) e decisamente inferiore al picco di aprile (231,24 cents per libbra). Con riferimento ai quattro gruppi di caffè, “Colombiani dolci”, “Altri dolci”, “Brasiliani Naturali” e “Robusta”, si segnala un andamento non uniforme. Analizzando più in dettaglio la tabella delle medie mensili (pag. 8) si osserva infatti che i quattro gruppi hanno raggiunto la quotazione massima nel mese di aprile ad eccezione dei robusta che hanno toccato il livello più elevato nel mese di maggio. D'altra parte però il Colombia nel mese di luglio 2010 quotava il 50% più di un Brasiliano Naturale nel mentre un anno dopo, nell'ottobre 2011, tale differenza si è ridotta al 10%. In effetti i prezzi dei Colombiani hanno anticipato gli aumenti mentre i Brasiliani si sono adeguati in ritardo con il risultato che hanno venduto il raccolto 2010 in forte anticipo e ora, quasi per un atteggiamento di rivalsa, tengono i prezzi molto alti per non trovarsi nel 2012 nella stessa situazione, considerato inoltre che attualmente ci troviamo in un anno di bassa produzione.Coerentemente si osserva che la media di ottobre 2011 per i Colombiani, gli altri Dolci e i Robusta è molto vicina al valore dello scorso dicembre 2010 mentre i Brasiliani, raffrontati allo stesso periodo, hanno una quotazione del 15% superiore.


Riferimento temporale: DICEMBRE 2011
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Publicato da Beverfood su 23/1/2012 (320 Letto)
raccoltocaffe.jpg
documento originario pubblicato in inglese, francese, portoghese e spagnolo da INTERNATIONAL COFFEE ORGANIZATION
http://www.ico.org http://dev.ico.org/documents/cmr-1211-e.pdf

SOMMARIO: In dicembre, i prezzi dei caffè Arabica hanno subito significative correzioni verso il basso, mentre quelle dei caffè Robusta sono aumentati in modo significativo. La media delle seconde e terze posizioni sul mercato a termine di New York sono scese del 3,4%, passando da 235,25 a 227,23 cents per libbra. La media annuale del prezzo indicativo composto ICO si è portata a 189,02 cents/libbra contro 193,66 in novembre, in calo del 2,4%. Le speculazioni circa le dimensioni del raccolto brasiliano per la campagna di commercializzazione 2012/13 e le prospettive di buoni raccolti in altri paesi esportatori durante la campagna in corso hanno contribuito a influenzare i livelli di prezzo per l'Arabica e ad aumentarne la volatilità. Tuttavia, i prezzi sono ancora relativamente elevati rispetto ai livelli del 2010. Il prezzo medio annuo composto ICO è stato pari a 210,39 cents/libbra nel 2011 contro 147,24 nel 2010. La produzione totale della campagna 2011/12, che è in atto in tutti i paesi esportatori, è stimata a 132,4 milioni di sacchi contro 134,2 milioni nel 2010/11. In Brasile, la stagione 2012/13 inizia fra tre mesi e le prime stime della produzione rilasciate dal CONAB sono di 50,6 milioni di sacchi, di cui cui 37,7 milioni di Arabica e 12,9 milioni di Robusta. Le esportazioni nel novembre 2011 sono state pari a 7,8 milioni di sacchi, portando il totale dei primi undici mesi dell'anno solare a 94,7 milioni di sacchi, contro 87,6 milioni di sacchi per lo stesso periodo del 2010, con un incremento del 8,1%.
Riferimento temporale: GENNAIO 2012
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Publicato da Beverfood su 9/1/2012 (177 Letto)
ConserveItaliaLogo Documento elaborato dalla redazione Beverfood srl sulla base delle informazioni e comunicati aziendali pubblicati sui siti del gruppo Conserve Italia
www.conserveitalia.it
www.valfrutta.it
www.succhiyoga.it
www.cirio.it
www.derbyblue.it
www.derica.it
www.jollycolombani.it
www.juver.com
www.saint-mamet.com

SOMMARIO: Conserve Italia rappresenta una delle maggiori aziende agroindustriali operanti in Europa. Una realtà tutta italiana aderente alla Confcooperative (Confederazione Cooperative Italiane), che in 35 anni di storia ha assunto una dimensione internazionale, caratterizzata dal controllo di diverse società presenti, oltre che in Italia, anche in Francia, Gran Bretagna, Spagna e Germania, e che si è collocata ai vertici dell’industria conserviera e delle bevande frutta per fatturato, volume di materie prime lavorate e qualità dei prodotti. Il successo di Conserve Italia e la sua presenza sui mercati – con succhi e nettari di frutta, frutta allo sciroppo, derivati del pomodoro, conserve di ortaggi e specialità alimentari - nascono da una missione e da una strategia commerciale profondamente legate alla realtà agricola italiana. Conserve Italia è infatti un consorzio cooperativo di secondo grado che raggruppa 48 cooperative di primo grado con 14.500 produttori agricoli associati, che annualmente producono oltre 600.000 tonnellate di frutta e ortaggi destinati alla trasformazione e alla vendita con la garanzia di marche che sono sinonimo di qualità e della migliore tradizione ortofrutticola europea. Nell'esercizio 2010/11 il fatturato globale del Gruppo ha raggiunto 1.009 milioni di Euro.

Riferimento temporale: dicembre 2011
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Publicato da Beverfood su 9/1/2012 (157 Letto)
vinitaly logo generale Documento proposto da Vinitaly per la pubblicazione al pubblico www.vinitaly.com




PREFAZIONE: Dal sondaggio “Vinitaly incontra la ristorazione italiana”, realizzato intervistando circa 300 ristoratori italiani estrapolati dall’incrocio delle principali guide italiane (Gambero Rosso, Il Golosario, Slow Food, L’Espresso, Jeunes Restaurateurs d'Europe), emerge che nel 2010 sono diminuiti i ristoranti con un’offerta di oltre 100 etichette e che i vini d’importazione sono ormai di casa nelle cantine dei ristoranti italiani. In particolare: l’80% ha in cantina vini spumanti non made in Italy, mentre il 63% e il 60% rispettivamente ha vini bianchi e rossi stranieri. Secondo l’85% degli intervistati, la scelta della bottiglia viene fatta dal cliente seguendo i consigli del ristoratore/sommelier, per il 73% in base al rapporto qualità/prezzo, per il 53% vale la notorietà del produttore, mentre per il 34% è importante la moda del momento. I gusti sembrano ancora in evoluzione, e secondo le previsioni dei ristoratori continuerà a crescere la richiesta di bollicine e di vini a bassa gradazione alcolica.
Riferimento temporale: gennaio 2012
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Publicato da Beverfood su 9/1/2012 (406 Letto)
 assoenologi
Nota emessa da Giampietro Comolli
Direttore Osservatorio Economico
Vini Effervescenti

www.ovse.org

SOMMARIO: Un 2011 difficile e di paure è alle spalle. Si spera che il 2012 non sia duro come appare. Nel 2011 non si è rinunciato al brindisi. In Italia tengono i consumi di spumanti e bollicine, nei 74 Paesi dove si esporta è ancora un boom, più diversificazione di canali, nuovi mercati, incrementi stratosferici in certi Paesi. Dai dati dalle indagini, grazie alla rete di contatti social network, OVSE.ORG stima il 2011 un anno di stasi e ritorno al passato sul mercato interno e un grande incremento all’estero con novità. OVSE.ORG stima in 420 milioni circa le bottiglie di spumanti italiani stappati nel 2011 pari a 1,200 mld di plv all’origine e a oltre 2,9 mld al consumo. In Italia il consumo è in leggero calo, intorno a 150 milioni di bottiglie di produzione nazionale (-1%) cui si aggiungono 7 milioni di prodotti importati, quasi totalmente di provenienza francese.

Riferimento temporale: gennaio 2012
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Publicato da Beverfood su 19/12/2011 (564 Letto)
simei 2011 logo Documento tratto dal Dossier sui
Mercati Bevande Pubblicato da
Simei 2011
http://www.simei.it

SOMMARIO: Secondo le indicazioni estimative di Global Drinks, la produzione ed il consumo mondiale di succhi, nettari e altre bevande naturali a succo sono valutabili complessivamente per il 2010 in ca. 58,4 miliardi di litri, con un incremento di poco più del 2% rispetto al 2009. Il consumo pro-capite medio a livello mondiale si è ora portato a 8,6 litri/anno. I succhi al 100% di tenore di frutta rapPresentano ancora la categoria più consumata (39,4% del totale volumi), ma subito dopo si collocano i Juice Drinks, cioè le bevande con un tenore di frutta medio-basso (dal 12 al 40%), tra le quali spiccano le nuove nbevande funzionali.

Riferimento Temporale: novembre 2011
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Publicato da Beverfood su 12/12/2011 (502 Letto)
 assoenologi
Tratto dallo studio omonimo di Assoenologi
www.assoenologi.it info@assoenologi.it

PREMESSA: Nelle pagine che seguono sono illustrati i dati definitivi sulla produzione 2011 elaborati dall’Associazione Enologi Enotecnici Italiani - Organizzazione nazionale di categoria dei tecnici del settore vitivinicolo (Assoenologi).Essi sostituiscono quelli divulgati da Assoenologi il 4 settembre 2011. Le rilevazioni di Assoenologi non sono il risultato di un giro di telefonate ma il frutto dell’elaborazione di migliaia di rilievi ottenuti attraverso diverse fonti. La base è data dalle valutazioni condotte a livello locale dalle diciassette Sedi periferiche che ha a copertura dell'intero territorio nazionale. Questi dati vengono quindi confrontati con un’altra moltitudine di informazioni acquisite autonomamente dalla Sede centrale.Questo modo di operare consente da anni all’Assoenologi di formulare, fra agosto e ottobre, le previsioni sulla produzione in modo preciso e obiettivo, tanto da essere poi confermate, dopo diversi mesi, dall’Istituto nazionale di Statistica (Istat) con piccoli margini di differenza. A riprova di ciò basti ricordare che lo scarto tra i dati Assoenologi e quelli Istat è solo del 3% (media degli ultimi 5 anni).

Riferimento temporale: novembre 2011
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Publicato da Beverfood su 12/12/2011 (555 Letto)
simei 2011 logo Documento tratto dal
Dossier sui Mercati Bevande
Pubblicato da Simei 2011
http://www.simei.it

SOMMARIO: Nel 2009 la crescita del mercato mondiale della birra si era arrestata, risentendo negativamente della crisi finanziaria ed economica generale. I volumi produttivi e di consumo si erano mantenuti sostanzialmente allo stesso livello dell’anno precedente. Per il 2010 i dati riportati dall’ultimo Barth Report indicano una leggera ripresa della produzione mondiale di birra che si è ora portata a 1.846 milioni di ettolitri, contro i 1.818 milioni del 2009, segnando quindi un leggero incremento intorno all’1.5%. I consumi medi pro-capite si mantengono intorno ai 27 litri/anno. Tuttavia i dati globali mascherano grandi differenze a livello regionale, in termini di consumi e di tendenze.

Riferimento Temporale: novembre 2011
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Publicato da Beverfood su 6/12/2011 (623 Letto)
simei 2011 logo A cura di Marco Emanuele Muraca
www.beverfood.com

SOMMARIO: Nel mondo del beverage il settore delle bibite gassate è quello in cui è più spinta la competizione globale e in cui si registrano i più elevati livelli di concentrazione. Due grandi gruppi, le compagnie americane Coca-Cola e Pepsico dominano la scena internazionale, posizionandosi quasi sempre nelle prime due posizioni in quasi tutti i più importanti mercati nazionali, con una quota complessiva che generalmente supera il 50% del mercato e talvolta supera i due terzi del totale. A livello di capillare diffusione internazionale va anche citato il gruppo Red Bull, che però realizza un approccio specialistico (solo energy drink). Tuttavia il settore è ricco di numerose realtà aziendali che hanno saputo ritagliarsi un proprio ruolo o a livello specialistico di prodotto o a livello territoriale, nel cui ambito spesso occupano posizioni di leadership.

Riferimento temporale: novembre 2011
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Publicato da Beverfood su 6/12/2011 (562 Letto)
simei 2011 logo Documento tratto dal
Dossier sui Mercati Bevande
Pubblicato da Simei 2011
http://www.simei.it

SOMMARIO: Nel 2010 si sono consumati nel modo ca. 229 miliardi di litri di bibite analcoliche pre-confezionate con un incremento del 2% rispetto al 2009. Il consumo pro-capite corrispondente si è ora portato a 33-34 litri/anno. La categoria di prodotti di maggior peso è quella delle bibite gassate (oltre 81% del totale bibite). Questa è la categoria di prodotti di più antica tradizione (le prime bibite gassate risalgono alla fine dell’800); le bibite gassate hanno avuto un grande sviluppo per tutto il ‘900, ma negli ultimi anni i consumi sui mercati più evoluti (Nord America ed Europa Occidentale) sono entrati in fase di maturità mentre nei paesi emergenti i consumi continuano a crescere. L’alto consumo di bibite gassate zuccherate viene sempre più indicato dai dietologi come una delle cause dell’obesità infantile. Ed è proprio in considerazione di questo fatto che i principali produttori hanno rapidamente sviluppato delle versioni senza zucchero a bassissimo apporto calorico. Crescono inoltre le bibite funzionali, tra cui gli Energy & sport drink. Riferimento temporale: novembre 2010
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Publicato da Beverfood su 23/11/2011 (383 Letto)
  Ulrich MalyDocumento diffuso dall'ufficio stampa di Brau Beviale: Petra Trommer e Jasmin McNallyTel +49 (0) 9 11.86 06-86 46


SOMMARIO:
Il segreto è il mix: 31.693 esperti delle bevande hanno festeggiato insieme. Dal 2012 il salone inizia prima: si svolge da martedì a giovedì.Una festa di compleanno con 31.693* ospiti? Solo i veri VIP ci riescono: come la BrauBeviale per l'appunto, che dal 9 all'11 novembre ha invitato a celebrare il suo 50° al Centro Esposizioni di Norimberga. 1.384* espositori hanno allestito questo incontro amatissimo che è anche il più importante per l'industria delle bevande europea e, con le loro innovazioni, hanno tenuto altissimo il morale. Da fiera della birra a piazza di scambio internazionaleI cambiamenti avvenuti nel corso di questo mezzo secolo sono stati incisivi: la funzione originaria di fiera della birra è quasi scomparsa. Altre caratteristiche positive come l'internazionalità e la professionalità vengono alla ribalta con più evidenza. Questa manifestazione è e resta la miglior fonte di informazione per il settore ed è apprezzata perché è anche un'esperienza indimenticabile. Incredibile ma vero: anche questa volta niente meno che il 98 % dei visitatori professionali attivi in fabbriche di birra e malterie, specialisti di aziende che producono analcolici (di nuovo un aumento dei visitatori pari ad un due percento abbondante!), esperti di centrali del latte, viticoltori e fornitori dell'industria birraria e delle bevande si sono dichiarati soddisfatti dell'offerta specializzata. (Nella foto il Dr. Ulrich Maly)

Riferimento temporale: novembre 2011
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Publicato da Beverfood su 24/10/2011 (1135 Letto)
  Tazzina caffè logo lavazzaDocumento aziendale diffuso in occasione di HOST 2010 da Ufficio Stampa Lavazza Edoardo Fulio Bragoni Tel. 011.2398377
e.fuliobragoni@lavazza.it

SOMMARIO: Lavazza è stata presente a Host 2011 con uno stand di 300 mq, suddiviso in diverse aree in cui sono ricreati vari momenti di consumo legati al mondo Ho.re.ca. La marca di caffè preferita dagli italiani si è messa così in mostra a 360 gradi, prevedendo l’esposizione dell’intera gamma di macchine e prodotti e la degustazione di ricette a base di caffè del tutto innovative. A completare il quadro dell’offerta Lavazza è stata presentata la gamma di sistemi per ufficio, a dimostrazione che Lavazza è in grado di offrire l’autentico espresso italiano in ogni momento e in ogni locazione del Fuori Casa, che sia bar, ristorante, ufficio o qualsiasi altro spazio di piccole, medie e grandi dimensioni. “Host è una fiera cardine per il mondo dell’ospitalità professionale” – dichiara Giampaolo Arpe, Direttore Away From Home Business Emea - “e in Italia, ma sempre di più anche all’estero, il caffè è sinonimo di ospitalità. Per tale motivo, Lavazza ha voluto esserci in quanto leader dell’espresso italiano e player di riferimento sia per il segmento Ho.re.ca. che per quello della Distribuzione Automatica”.

Riferimento temporale: maggio 2010
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Publicato da Beverfood su 17/10/2011 (699 Letto)
  Logo Coca Cola Italia Hbc Tratto da documenti e comunicati stampa pubblicati da http://www.smigroup.it

SOMMARIO:
A Mojo de’ Calvi (Alpi Orobiche), 50 km a nord di Bergamo, tra picchi rocciosi, boschi rigogliosi e aria pulita, si trova un impianto tecnologicamente all’avanguardia nato dalla collaborazione tra SMI e la locale fonte di acqua minerale “Stella Alpina”. Entrambe le aziende hanno nel proprio “DNA” una forte vocazione all’innovazione e al rispetto del territorio; da qui l’idea di concepire, in collaborazione anche con le società SIAD e P.E. Labellers, una nuova linea di produzione che utilizzasse le soluzioni tecnologiche più avanzate per abbassare significativamente i costi di produzione per ogni singola bottiglia di acqua piatta o gassata e rispettasse l’ambiente circostante, consentendo la massima tracciabilità del prodotto grazie alla marcatura laser.
La nuova linea “SACS” (acronimo di “Stella Alpina Cost Saving”) è stata pensata, progettata e realizzata da SMI – su una superficie di appena 800 mq - per produrre fino a 14.400 bottiglie / ora in modo più efficiente ed economico rispetto all’impianto di imbottigliamento già esistente presso la stessa fonte. Le soluzioni tecnologiche adottate permettono di abbattere sensibilmente i costi di produzione di ogni singola bottiglia di acqua Stella Alpina prodotta nel pieno rispetto dell'ambiente circostante. Rispetto alla pre-esistente linea di imbottigliamento, con SACS si sono ottenuti risultati significativi in termini di compattezza degli ingombri, risparmio energetico, efficienza produttiva, flessibilità operativa e TCO (Total Cost of Ownership).


Riferimento temporale: ottobre 2011
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Publicato da Beverfood su 3/10/2011 (1357 Letto)
Annuario Birra Infobirra beverfoodDocumento a cura di Marco E. Muraca
Fonte dati: annuario settoriale Infobirra della Beverfood srl Milano www.beverfood.com

SOMMARIO: Il numero totale delle birrerie industriali attive sul nostro pianeta è di almeno 4.000 unità, di cui circa ca. 2.000 nella sola Europa (oltre 1.300 in Germania).. a queste si aggiungono alcune migliaia di microbirirfici artigianali (di cui ben 1.500 negli USA) Tuttavia il quadro competitivo internazionale è caratterizzato da un intenso processo di concentrazione che si è accentuato negli ultimi dieci anni. Attualmente i primi 10 produttori di birra assorbivano ca. i due terzi della totale produzione mondiale, ma i primi quattro (Ab-Inbev, SABMiller, Heieneken e Carlsberg) da soli concentrano il 48% del totale. L’attuale tasso di concentrazione è più basso rispetto al settore dei soft drink, ma è molto più elevato rispetto al settore del vino e dei superalcolici.

RIFERIMENTO TEMPORALE: agosto 2011
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Publicato da Beverfood su 3/10/2011 (899 Letto)
 Logo Carlsberg Birra Danese CoronaDati e informazioni tratte dalle cartelle stampa della società e dai siti aziendali e di gruppo
www.carlsbergitalia.itwww.carlsberg.com


PREMESSA: Carlsberg Group rappresenta oggi la 4° potenza mondiale nella produzione della birra, estendendosi in oltre 150 mercati in tutto il mondo e conquistando la vetta del mercato in Europa Settentrionale e Orientale. Scelta ogni giorno da 15 milioni di persone, la birra Carlsberg si è distinta sin dalla nascita per la sua eccellente qualità, frutto di un continuo lavoro di ricerca e innovazione condotto dal Dipartimento di Chimica e Fisiologia del Laboratorio di Ricerca Carlsberg. L’obiettivo e la filosofia aziendale di Carlsberg sono marchiate a fuoco nelle Golden Words incise nel 1882 sul Dyplon Gate all'entrata della fabbrica a Copenhagen come segno indelebile della volontà del fondatore J.C. Jacobsen di voler puntare sempre all’eccellenza e al continuo miglioramento. “Sviluppare l’arte di produrre birra al massimo grado di perfezione, a prescindere dall’immediato profitto” sono infatti le parole che ispirano l’operato di Carlsberg sin dalla sua fondazione. Intenzione di Carlsberg è infatti di farsi riconoscere nel mondo come modello di qualità e come garante di una produzione birraria di livello elevato, perseguita negli anni attraverso un circolo virtuoso fatto di ricerca di base e ricerca applicata, in grado di offrire benefici economici, ambientali e sociali. Carlsberg opera in Italia fin dal 1975 a seguito di un accordo di ditribuzione con Industrie Poretti, che nel tempo diventa poi Carlsberg Italia, controllata al 100% dalla multinazionale danese.


RIFERIMENTO TEMPORALE: settembre 2011
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Publicato da Beverfood su 26/9/2011 (978 Letto)
Kimbo Coffee HoursDocumento tratto da cartella stampa e comunicati della società
www.kimbo.it

PREMESSA: Quella di Cafè do Brasil Spa, azienda produttrice dei caffè a marchio Kimbo e Kosè, è la storia esemplare di un successo tutto italiano che parte da Napoli, da sempre riconosciuta capitale mondiale dell'espresso. Una di quelle storie di imprenditoria familiare che hanno contribuito a creare il miracolo del made in Italy grazie a un mix di passione, intraprendenza e brillanti intuizioni.

Riferimento temporale: settembre 2011
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Publicato da Beverfood su 26/9/2011 (945 Letto)
Caffè Mauro LogoDocumentazione tratta dalla cartella stampa aziendale e dalla brochure societaria
pubblicate sul sito aziendale. http://www.caffemauro.com/it/home/

PREMESSA STORICA: La storia di Caffè Mauro inizia nel 1949 quando Demetrio Mauro, nonostante le molte difficoltà del suo tempo (il primo dopoguerra) e della sua terra (che scontava, per molte ragioni, una situazione di arretratezza), ebbe l'intuizione e la forte volontà di far installare in un magazzino, nei pressi del porto di Reggio Calabria, una macchina torrefattrice della capacità di 20 chili. Nasce così il primo nucleo di un'impresa che, nei decenni, registrerà un sempre maggior successo, fino a diventare un vero e proprio simbolo di passione per il caffè e di italianità anche nei molti Paesi esteri in cui è diffusa. La piccola azienda ha uno sviluppo vorticoso. Demetrio Mauro, con l'aiuto di tutta la famiglia, costruisce una realtà che diventerà presto una delle piu' avanzate del settore. Negli anni '50 e 60' la "Mauro Caffè" si connota come un'Azienda innovatrice da molteplici punti di vista: applica strategie inedite nell'ambito dei sistemi di produzione, della distribuzione e della promozione. E' stata la prima azienda italiana a portare il caffè standard di qualità elevatissimi per l'epoca ed è stata, soprattutto, la prima azienda a distribuire un prodotto confezionato con un marchio (prima infatti era distribuito soltanto sfuso). Nel 1986 la terza generazione della famiglia Mauro entra a far parte dell'Aziend
a.

Riferimento temporale: luglio 2011
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Publicato da Beverfood su 26/9/2011 (616 Letto)
SANA 2011 Bologna Settembre Salone Internazionale del Naturale BiologicoDocumento pubblicato da SANA Fiera Bologna in occasione del 23.mo Salone Internazionale del Naturale
http://www.sana.it/press/

PREMESSA: L’annunciata proposta di riforma della Politica Agricola Comune (PAC), che verrà presentata dal Commissario Europeo Dacian Ciolos il prossimo 12 ottobre, per entrare poi in vigore nel 2014, punta a indirizzare l’agricoltura europea in funzione della sostenibilità, secondo uno sviluppo basato su tutela dell’ambiente, benessere degli animali negli allevamenti, qualità e sicurezza alimentare. In questo quadro, quali saranno le ricadute per l’agricoltura biologica? La riforma sarà l’occasione per valorizzarla in maniera adeguata ai costi di produzione e all’investimento in termini di lavoro che richiede, o si proseguirà con una politica di sostegno all’agricoltura sostanzialmente indifferenziato? E qual è la visione strategica delle Regioni, che gestiranno i fondi per lo sviluppo rurale? E’ intorno a questi interrogativi che si è dipanato il confronto al convegno “L’agricoltura biologica come strumento di sviluppo sostenibile. Le prospettive nell’ambito della riforma della PAC”, organizzato da BolognaFiere in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna. Un incontro che ha visto la partecipazione di tutti i livelli istituzionali coinvolti, dal ministro alle Politiche Agricole, Francesco Romano, all’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni, al presidente della commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro, oltre a rappresentanti delle più importanti associazioni italiane ed europee di produttori biologici.

RIFERIMENTO TEMPORALE: settembre 2011
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Publicato da Beverfood su 22/9/2011 (712 Letto)
  Logo Coca Cola Italia HbcDati e informazioni tratti da un comunicato stampa pubblicato da Coca-Cola Italia
http://www.coca-colaitalia.it/

+INFO: Ufficio stampa Coca-Cola Italia – MSL Group emanuela.locci@mslgroup.com - Coca-Cola Italia Tel. 02/26246.306
tdeicco@eur.ko.com
PREMESSA: Italiani popolo di virtuosi: il 78% dichiara di sapere come seguire un’alimentazione corretta ed equilibrata ed il 67% afferma di mangiare correttamente tutti i giorni; alla prova dei fatti, tuttavia, si scopre che solo il 25% conosce l’apporto calorico giornaliero ideale. Sono alcune delle evidenze dell‟indagine “Gli italiani e l’alimentazione” condotta dall’Istituto di ricerca ISPO, con il supporto di Coca-Cola Italia, e di recente discusse a Milano nel corso della tavola rotonda “La conoscenza nutrizionale in Italia”. Ad animare il dibattito, moderati dal giornalista Bruno Vespa, un panel di autorevoli esperti in ambito nutrizione e informazione: Renato Mannheimer (Presidente ISPO), Andrea Poli (Direttore Scientifico Nutrition Foundation of Italy), Eugenio Del Toma (Primario Emerito Dietologia e Diabetologia, Specialista in Scienza dell‟Alimentazione e in Gastroenterologia), Giuseppe Fatati (Presidente Fondazione ADI, Fondazione dell‟Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), Rosario Cuomo (Professore Associato di Gastroenterologia presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università degli Studi di Napoli Federico II) e Luciano Onder, giornalista scientifico RAI.

PERIODO DI RIFERIMENTO. LUGLIO 2011
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Publicato da Beverfood su 14/9/2011 (867 Letto)
 Logo Ismea Uiv Unione Italiana VinoComunicato stampa di UIV e ISMEA
Diffuso alla stampa da Agenzia Medialab Milano

SOMMARIO: Per il 2011 si sta delineando una vendemmia ai minimi storici. E’ quanto emerge dalla ricognizione dei vigneti effettuata congiuntamente da Unione Italiana Vini e Ismea nella prima settimana di settembre, che attesta la produzione poco al di sopra dei 42 milioni di ettolitri, il 10% in meno rispetto ai 46,7 milioni registrati dall’Istat per il 2010. Questo dato non solo riporterebbe l’Italia al secondo posto tra i Paesi produttori, dopo la Francia che stima circa 49 milioni di ettolitri (+8%), ma se confermato potrebbe segnare anche uno dei più bassi livelli per la produzione di casa nostra da mezzo secolo a questa parte: dal 1957 infatti si è scesi sotto soglia 43 milioni solo due volte, in quell’anno e nel 2007.Già dall’inizio dell’estate si era prospettata una lieve riduzione che si è fatta però ben più significativa con il passare delle settimane e con la colonnina di mercurio che ha segnato temperature record. Il caldo, unitamente alla prolungata assenza di piogge, che le irrigazioni di soccorso non sono riuscite a compensare, ha causato stress idrico ai grappoli innescando un processo di maturazione molto anticipato rispetto alla norma ed una maggiore concentrazione degli zuccheri dovuta essenzialmente alla disidratazione delle uve, che mostrano pertanto una resa in vino minore dello scorso anno.

RIFERIMENTO TEMPORALE. SETTEMBRE 2011
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Publicato da Beverfood su 5/9/2011 (1151 Letto)
Logo AssenologiTratto dallo studio omonimo di Assoenologi
www.assoenologi.it - info@assoenologi.it

Il documento originale completo, comprensivo anche di tabelle e grafici, può essere scaricato da: ASSOENOLOGI

SOMMARIO: Nelle pagine che seguono sono illustrate le prime previsioni dell’Asso-ciazione Enologi Enotecnici Italiani - Organizzazione nazionale di categoria dei tecnici del settore vitivinicolo (Assoenologi) sulla produzione 2011, valide sino a fine ottobre, periodo in cui l’Assoenologi presenterà i dati definitivi. Assoenologi non ritiene opportuno formulare previsioni quantitative e qualitative prima che almeno il 20% della produzione sia stata conferita alle cantine: questo perché i mesi di agosto e di settembre sono determinanti per i processi di accumulo del grappolo e quindi per la quantità e la qualità del futuro vino, in particolare in un'annata come questa, fatta di stravolgimenti e colpi di scena. Le rilevazioni di Assoenologi non sono il risultato di un giro di telefonate ma dell’elaborazione di migliaia di rilievi ottenuti attraverso diverse fonti. La base è data dalle valutazioni condotte a livello locale dalle diciassette Sedi periferiche che ha a copertura dell'intero territorio nazionale. Questi dati vengono quindi confrontati con un’altra moltitudine di informazioni acquisite autonomamente dalla sede centrale. Questo modo di operare consente da anni all’Assoenologi di formulare, fra agosto e ottobre, le previsioni sulla produzione in modo preciso e obiettivo, tanto da essere poi confermate, dopo diversi mesi, dall’Istituto nazionale di Statistica (Istat) con piccoli margini di differenza. A riprova di ciò basti ricordare che lo scarto tra i dati Assoenologi e quelli Istat è solo del 3% (media degli ultimi 5 anni). Considerata la trasversalità dei professionisti che Assoenologi riunisce e rappresenta, i dati devono essere veritieri, poiché direttamente o indirettamente, possono sfasare il mercato di compravendita delle uve, dei mosti e dei vini all'ingrosso, con ripercussioni sui prezzi. (Giuseppe Martelli Direttore Generale Assoenologi)
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Publicato da Beverfood su 18/8/2011 (1317 Letto)
Documento tratto dalle press releases pubblicate da
http://www.brau-beviale.de
Brau Beviale 2011 Logo

SOMMARIO: La Brau Beviale 2011, dal 9 all'11 novembre al Centro Esposizioni di Norimberga, è quest'anno il salone dedicato ai beni d'investimento per l'industria delle bevande più importante a livello internazionale. Ben più di 1.300 espositori informano i 32.000 visitatori professionali attesi su nuove realizzazioni e perfezionamenti nei settori delle materie prime, delle tecnologie, della logistica e del marketing per le bevande. Ma la Brau Beviale è molto più che una semplice esposizione di prodotti. Per poter preparare delle decisioni ben fondate sugli investimenti da fare gli esperti apprezzano questo salone che è a livello internazionale anche un forum per lo scambio di opinioni sugli sviluppi dei mercati globali delle bevande. Di seguito alcune indicazioni sui trend delle bevande e le bevande trendy

Riferimento temporale: agosto 2011
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Publicato da Beverfood su 8/8/2011 (1045 Letto)
 Logo DoxaTratto dal Commento alla Sesta Indagine Doxa 2011
Osservatorio Permanente Giovani e Alcool
http://www.alcol.net/images/italianiealcool/commento_doxa_2010.pdf

SOMMARIO: Nella primavera del 2010, l’Istituto DOXA ha condotto, in collaborazione con l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, la sesta indagine campionaria sui comportamenti, le opinioni e gli atteggiamenti degli italiani adulti e dei giovani, in merito ai consumi di bevande alcoliche, a distanza di quasi cinque anni dall’indagine precedente, dell’autunno 2005. L’indagine è stata basata su 2.026 interviste fatte a domicilio, ad un campione rappresentativo degli adulti e dei giovani di 13 anni ed oltre (52,7 milioni di individui) ed ha consentito di ottenere, per tutti gli aspetti fondamentali, dati comparabili con quelli delle cinque rilevazioni precedenti, perché è stato adottato lo stesso metodo. Nell’indagine sono stati analizzati i comportamenti di consumo di bevande alcoliche (birra e vino; aperitivi, digestivi ed amari; distillati e liquori), anche per ciò che riguarda i comportamenti a rischio, le opinioni e gli atteggiamenti, nei confronti delle bevande alcoliche e le caratteristiche socio-demografiche dei consumatori e dei non consumatori. Nell’edizione 2010 dell’indagine, sono stati ripresi quasi tutti gli argomenti considerati nelle edizioni precedenti, per poter valutare i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni e sono stati considerati anche alcuni aspetti nuovi: comportamenti nei consumi a rischio, comportamenti dei giovani nelle prime esperienze di consumo di bevande alcoliche, l’informazione e le opinioni in merito alle sanzioni a cui si va incontro guidando dopo avere bevuto alcolici.

Riferimento temporale: gennaio 2011
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Publicato da Beverfood su 5/8/2011 (664 Letto)
  Rapporto NielsenCOMUNICATO NIELSEN PUBBLICATO DA NIELSEN SU: http://it.nielsen.com

SOMMARIO: Secondo i risultati della ricerca “Nielsen Global Online Consumer Confidence” nel secondo trimestre 2011 la fiducia dei consumatori globali è scesa al minimo in sei trimestri. Il Nielsen Global Consumer Confidence Index, dal 2005 misura la fiducia di oltre 31.000 consumatori internet in 56 Paesi del mondo, le maggiori preoccupazioni e le intenzioni di spesa. Livelli di fiducia sopra e sotto 100 indicano il livello di ottimismo e pessimismo. Nell'ultima ricerca condotta tra il 20 maggio e il 7 giugno 2011, a livello mondiale la fiducia dei consumatori online è scesa di tre punti indice, da 92 a 89 – il livello più basso dal quarto trimestre 2009. Negli Stati Uniti la fiducia è scesa di cinque punti indice posizionandosi a 78, di due punti inferiore agli 80 registrati nel primo semestre del 2009, al culmine della recessione globale.

RIFERIMENTO TEMPORALE: luglio 2011

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Publicato da Beverfood su 3/8/2011 (848 Letto)
 Uomo Piantagione Caffèdocumento pubblicato
in inglese, francese, portoghese e spagnolo
da INTERNATIONAL COFFEE ORGANIZATION
http://www.ico.org
http://dev.ico.org/documents/cmr-0611-e.pdf

SOMMARIO: Nel giugno 2011 i prezzi del caffè, in particolare quelli del caffè Arabica, hanno registrato un nuovo calo, dopo quello registrato in maggio. Il ribasso dei prezzi dei Robusta è stato relativamente più debole rispetto a quelli del caffè Arabica, portando ad una riduzione del divario tra i due tipi di caffè. Dopo aver raggiunto il livello di 224,31 cents di dollaro per libbra il 3 giugno, il prezzo indicativo composto ICO è sceso a 204,85 cents il 21 giugno, prima di riprendersi gradualmente a 222,32 cents del 30 giugno Tuttavia, i prezzi sono ancora relativamente alti lrispetto ai ivelli dell'anno precedente. La media dei prezzo composio ICO è diminuita del 5,4%, passando da 227,97 cents la libbra del maggio scorso a 215,58 cents nel mese di giugno. la volatilità dei prezzi è aumentata, indicando una certa febbrilità nel mercato. Per quanto riguarda i fondamentali del mercato del caffè, la produzione totale di tutti i paesi esportatori nel corso della stagione 2010/11 è di circa 133,3 milioni di sacchi contro 123,2 milioni della stagione precedente. Per la campagna 2011/12, la stima ufficiale della produzione brasiliana è di 43,5 milioni, di cui 32,2 milioni di sacchi di Arabica e 11,4 milioni di sacchi per la Robusta. Il calo della produzione brasiliana durante la campagna 2011/12 sembra meno pronunciato per una campagna di bassa stagione secondo il ciclo biennale della produzione di Arabica. Informazioni provenienti da altri paesi esportatori indicano che alcuni si aspettano che la produzione possa aumentare se le condizioni meteorologiche rimangono favorevoli. Sulla base di questi informazioni, una prima stima della produzione totale per la campagna 2011/12 sarebbe di circa 130 milioni di sacchi. Le esportazioni per tutti i paesi esportatori nel corso del mese di Maggio 2011 sono state pari a 9.200.000 sacchi contro i 9.800.000 sacchi nel mese di aprile. Le esportazioni combinate totali dei primi otto mesi del l'annata 2010/11 (ottobre 2010 - maggio 2011) ammontano a 71.900.000 sacchi rispetto al 61,6 milioni di sacchi lo stesso periodo nell'anno 2009/10 caffè un incremento del 16,8%. Le esportazioni totali negli ultimi dodici mesi (giugno 2010 - maggio 2011) sono state pari a 104,2 milioni dollari contro i 92,8 milioni di sacchi del periodo precedente (giugno 2009 - maggio 2010).

RIFERIMENTO TEMPORALE. LUGLIO 2011
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Publicato da Beverfood su 29/7/2011 (1116 Letto)
 Logo AssobirraTESTI TRATTI DA ASSOBIRRA
Pubblicati sul sito www.assobirra.it e sul report annuale 2010

SOMMARIO: Cereali (soprattutto orzo) germinati in acqua e poi essiccati o torrefatti, lievito, qualità diverse di luppolo e persino di acqua: niente di più sano e naturale della birra, prodotta ancora oggi come accade ormai da diversi millenni, nel rispetto di un procedimento che somiglia a un rito. Se l'orzo è stato il primo cereale coltivato da un popolo non più nomade, la storia della birra prende avvio con la nascita della civiltà. Da allora sono molte le tappe che hanno segnato la vita di questa bevanda che è (dal latino "bibere") da sempre sinonimo di bere. La birra è, poi, tra le bevande che fanno bene al corpo e anche allo spirito, la più antica. Per risalire alle sue origini, occorre fare un passo indietro di parecchi millenni. A quando legumi e cereali erano alla base dell'alimentazione quotidiana. E l'orzo è stato certamente il primo cereale coltivato, quello che ha accompagnato il passaggio di molti popoli dal nomadismo alla fondazione di villaggi e città.

Riferimento temporale: agosto 2011
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Publicato da Beverfood su 25/7/2011 (1547 Letto)
  Tratto dall’Annual Report Assobirra 2011
A cura di Alberto Frausin, Presidente Assobirra
Il report integrale è reso disponibile al pubblico su www.assobirra.it

SOMMARIO: Dopo due anni particolarmente difficili, nel 2010 il settore birrario italiano ha registrato un’inversione di tendenza, tanto nella produzione (+0,3% rispetto al 2009) quanto nei consumi (+2,1% pro capite). Nulla che consenta di tornare ai livelli del 2007, ultimo anno prima del manifestarsi della grave crisi economica internazionale del biennio 2008-2009. E tuttavia la conferma, nel permanere di una situazione oggettivamente difficile, del dinamismo di un settore capace di riaffermare la propria valenza economica, occupazionale e sociale. Il settore della birra in Italia esprime una realtà costituita da 350 impianti produttivi, di cui 16 stabilimenti industriali; un’occupazione complessiva (compreso l’indotto allargato) per quasi 150 mila persone; un’esportazione che continua a crescere con un trend che l’ha portata, in cinque anni, a più che raddoppiare; un beneficio complessivo annuo per le casse dello Stato calcolato in almeno 4 miliardi di euro.

Riferimento temporale: luglio 2011

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Publicato da Beverfood su 8/7/2011 (1062 Letto)

Documento pubblicato da Braubeviale 2011
http://www.brau-beviale.de

SOMMARIO: L'industria produttrice di macchinari per bevande, che durante la crisi finanziaria ed economica aveva mantenuto la sua posizione di leader sul mercato mondiale, ha ripreso a crescere significativamente nel 2010 e anche nel corso di quest'anno. Alla Brau Beviale – dal 9 all'11 novembre 2011 nel Centro Esposizioni Norimberga – questo settore innovativo costituisce il nucleo del settore espositivo dedicato alla tecnologia, al quale appartiene circa un terzo dei 1.300 espositori complessivi. Insieme ai segmenti dell'offerta materie prime per bevande, logistica e marketing il salone dedicato ai beni d'investimento per l'industria delle bevande, che quest'anno sarà il più importante a livello internazionale, attende anche la presenza di 32.000 visitatori professionali.

Riferimento Temporale: Luglio 2011
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Publicato da Beverfood su 4/7/2011 (1236 Letto)
di Riccardo Staglianò
prefazione al libro
STARBUCKS Il buono e il cattivo del caffè
Editore EGEA www.egeaonline.it
Pubblicata anche su Coffitalia 2010-11
per gentile concessione dell’editore Egea.

SOMMARIO: L’America è un motore che va a petrolio e caffè. Il primo alimenta le macchine, il secondo gli uomini. È qui che va a finire un terzo dei chicchi mondiali e vengono scolate undici miliardi di tazze all’anno. Nazione fondata sulla prestazione – dai traslocatori del Bronx ai banchieri di Wall Street – ne ha fatto da sempre la sua bevanda di elezione, la droga legale, il doping presentabile. Per secoli è stata considerata solo la sua funzione: benzina che dava la carica a un popolo di workaholic. Poi, alla fine degli anni Ottanta, è arrivato Starbucks e ne ha svelato i simboli. Ci ha costruito intorno una religione e ne ha officiato la liturgia.

Riferimento Temporale: Aprile 2010
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Publicato da Beverfood su 27/6/2011 (1263 Letto)
 Vari tipi Birra tipologie bicchieriDocumento reso pubblico da Assobirra
www.assobirra.it

SOMMARIO: Nel 2011 hanno scoperto la birra 7 milioni di neo consumatori. Che portano a 36 milioni il numero dei suoi appassionati. Una ricerca ISPO/AssoBirra rivela che la birra è la bevanda alcolica preferita dagli italiani maggiorenni “under 44” e, nella maggioranza dei casi, viene bevuta, responsabilmente, a tavola. Si conferma regina dei pasti fuori casa, dove è ormai l’alternativa più leggera e meno alcolica al vino – che, invece, resta il preferito nei pasti “domestici” degli italiani. A trainare il trend birra i consumatori sporadici (+40%) e quelli abituali (+20%), ma anche un consumo sempre più al femminile: sono ormai 16 milioni le consumatrici di birra, pari al 62,7% delle italiane maggiorenni, che la scelgono soprattutto per il suo gusto e perché è poco alcolica, conveniente e di tendenza.

Riferimento Temporale: Giugno 2011
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