La Dolce Vita 0.0: è questo il tema del nuovo libro pubblicato da Colors of Riyadh, a cura dei tre giornalisti Federico S. Bellanca, Antonio Galdi e Giacomo Iacobellis. “100 Esperienze Analcoliche da fare in Italia”, volume bilingue in italiano e arabo, è infatti una pubblicazione volta a celebrare il lato analcolico dell’aperitivo made in Italy e non solo, con uno sguardo attento verso ciò che avviene in Medio Oriente.
L’obiettivo del progetto? Raccontare una nuova idea di Dolce Vita attraverso il linguaggio dell’ospitalità analcolica, fotografando un settore in forte evoluzione e sempre più centrale nel panorama gastronomico contemporaneo. Più che una guida tradizionale, il libro si propone come uno strumento per esplorare un’Italia che continua a valorizzare i propri rituali conviviali – dall’aperitivo alla tavola condivisa – aprendosi al tempo stesso a nuove sensibilità legate al benessere, all’inclusione e alla qualità dell’esperienza. Non un manuale del consumo halal, bensì una chiave di lettura contemporanea dell’ospitalità italiana, ampliando il racconto tradizionalmente associato al vino e alle bevande alcoliche. Questo, grazie anche ai diretti contributi di alcuni professionisti e osservatori internazionali del settore, tra cui Giulia Caffiero, restaurant manager del Geranium di Copenaghen, Anthony Poncier, fondatore di Top 500 Bars, Francesco Galdi del Buddha-Bar di Dubai, Paola Mencarelli, fondatrice delle Italian Cocktail Weeks, Stefano Bassanese e Serena Mela.

Il cuore del libro è costituito da 100 esperienze selezionate lungo tutta la penisola, da nord a sud, senza scordarsi ovviamente delle isole. Hotel, cocktail bar, ristoranti e pizzerie raccontano la varietà delle proposte analcoliche oggi presenti in Italia: pairing gastronomici, fermentati, tè, cordial, cocktail zero alcol e carte beverage sviluppate con la stessa attenzione riservata alla mixology tradizionale, non per sostituire o alternare, ma per arricchire l’offerta. Si passa per esempio dal Negroni no alcol, servito proprio nello storico bar fiorentino dove fu inventato dal Conte Camillo oltre 100 anni fa, alla rilettura del Bellini che punta tutto sulla freschezza delle pesche bianche della costiera amalfitana.
Una sezione speciale è dedicata ai prodotti analcolici nostrani, con l’obiettivo di documentare la crescita di un comparto che intreccia innovazione, identità territoriale e nuove abitudini di consumo. Tra le realtà presenti figurano Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia, Amaretto ADRIATICO, Peroni Nastro Azzurro 0.0%, MaGiKa li ki dō, SeiBellissimi, Bocktailed, Galvanina e Montelvini 0%, ciascuna espressione di differenti approcci al mondo del beverage analcolico.

Dopo il lancio stampa del 15 aprile, a Firenze in occasione della Florence Cocktail Week, “100 Esperienze Analcoliche da fare in Italia” ha proseguito il proprio percorso con una presentazione a Roma, il 27 maggio scorso, presso il Julep Bar dell’Hotel de la Ville, struttura del gruppo Rocco Forte Hotels. Sono inoltre previste nuove presentazioni, tra cui Venezia nell’ottobre 2026 e Cortina durante le prossime Cocktail Week. In programma anche degli appuntamenti nell’area MENA e iniziative ospitate da alcune delle strutture presenti nel libro, comprese esperienze gastronomiche stellate fuori dai principali centri urbani, come il ristorante Paca di Prato, una stella Michelin.
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