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Aceto Balsamico di Modena IGP, 93 milioni di litri e valore al consumo da 1 miliardo di euro

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L’Aceto Balsamico di Modena IGP consolida la sua posizione tra i simboli più riconoscibili del Made in Italy nel mondo. È quanto emerso dall’Assemblea annuale del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP, che si è svolta a Modena il 19 maggio 2026 e ha fatto il punto su produzione, filiera, mercati internazionali e candidatura UNESCO.

Secondo i dati presentati, la produzione annua totale si attesta tra 93 e 95 milioni di litri, con un valore dell’export alla produzione che supera i 380 milioni di euro e un valore al consumo stimato di circa 1 miliardo di euro.

“L’Aceto Balsamico di Modena IGP non è solo un prodotto, è uno dei più forti simboli del Made in Italy nel mondo, posizionandosi per quota di export al primo posto tra tutte le DOP e IGP italiane”, ha dichiarato Cesare Mazzetti, Presidente del Consorzio. “La nostra filiera non unisce solo qualità e tradizione, ma rappresenta un modello economico sostenibile e strategico, capace di resistere alle tensioni globali e di rafforzare la reputazione internazionale dei prodotti italiani”.

All’Assemblea è intervenuto con un videomessaggio anche il Ministro delle Politiche Agricole Francesco Lollobrigida: “Con il Governo Meloni abbiamo messo in campo una visione strategica e investimenti senza precedenti per sostenere le eccellenze agroalimentari italiane. Oltre 16 miliardi di euro in tre anni sono stati destinati a produzione, protezione e promozione, con 1,2 milioni dedicati a rendere le aziende più sostenibili e azioni mirate per contrastare l’Italian Sounding. Lavoriamo come Sistema Italia e non ci ferma nessuno”.

Produzione e filiera certificata

La filiera certificata comprende 59 acetaie, 165 produttori di mosto e aceto di vino e 2.400 aziende agricole che coltivano 14.000 ettari di vigneti. Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP rappresenta l’83% della produzione certificata, un dato che ne sottolinea la centralità nella tutela del prodotto autentico.

Export oltre il 93% e crescita nei mercati asiatici

Sul fronte internazionale, oltre il 93% della produzione è destinata all’export, distribuita in più di 130 Paesi. Rispetto al 2024, e nonostante la difficile fase congiunturale, l’export ha registrato un incremento del 2,57%. Oltre il 50% delle esportazioni è extraeuropeo: i mercati storicamente più importanti restano Stati Uniti, Germania e Francia, mentre negli ultimi anni si registra una crescita rilevante in Asia, trainata da Corea del Sud e Giappone.

La filiera mostra una notevole resilienza in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche e instabilità dei trasporti. Le criticità nello Stretto di Hormuz e le pressioni sui costi energetici e logistici hanno evidenziato l’importanza di presidiare le rotte commerciali e diversificare i mercati di sbocco.

Italian Sounding e tutela delle indicazioni geografiche

Il fenomeno dell’Italian Sounding globale, stimato oltre 120 miliardi di euro (più del doppio dell’export reale italiano), conferma quanto sia strategica la difesa dell’autenticità. Secondo The European House – Ambrosetti, un contrasto efficace potrebbe far salire il potenziale dell’export agroalimentare italiano dagli attuali 70 miliardi fino a 126 miliardi di euro. Nel 2025, grazie al monitoraggio online del Consorzio, su 1.055 link analizzati il 45% è stato corretto o rimosso.

“Proteggere le nostre Indicazioni Geografiche non significa solo difendere la storia e la qualità dei prodotti, ma garantire ricadute economiche concrete per le imprese e i territori”, ha aggiunto Mazzetti. “La filiera dell’Aceto Balsamico dimostra come l’autenticità possa trasformarsi in resilienza economica, occupazione e crescita internazionale”.

Candidatura UNESCO della tradizione del balsamico

L’Assemblea ha rilanciato la candidatura UNESCO della “Tradizione del Balsamico tra socialità, arte del saper fare e cultura popolare di Modena e Reggio Emilia”. Il progetto è sostenuto da un ampio Comitato territoriale che riunisce il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, il Consorzio Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP, la Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, la Confraternita dell’Aceto Balsamico Tradizionale Reggiano, la Regione Emilia-Romagna, il Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste e il Ministero della Cultura.

“La candidatura UNESCO rappresenta un progetto fondamentale per il riconoscimento internazionale della cultura del balsamico. Non è solo un simbolo storico e culturale, ma anche un asset economico per l’Italia, in grado di creare sviluppo e occupazione sul territorio”, ha concluso Mazzetti.

+info: www.consorziobalsamico.it/

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