Carlo Carnevale
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Addio al pub, il Super Bowl cambia i consumi: più donne, vino e brunch

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Mancano pochi giorni a uno degli eventi più attesi e iconici della cultura sportiva e non degli Stati Uniti: il cinquantatreesimo Super Bowl della NFL, la finale del campionato USA di football americano. Poche altre cose identificano il popolo a stelle e strisce come l’inno nazionale prima della gara, il concerto live dell’intervallo (che nel 2004, solo per citarne una, fece scandalo con l’incidente osè di Janet Jackson) e soprattutto i milioni di famiglie incollate ai televisori con birra e alette di pollo. Eppure anche i consumi di una tradizione del genere stanno vivendo un cambiamento.

 

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GIRL POWER – L’agenzia newyorchese Nielsen ha stilato un rapporto intitolato “L’evoluzione dei consumi del Super Bowl”, per inquadrare l’esperienza degli spettatori durante l’incontro. Il primo punto rilevato è demografico: negli ultimi quattro anni la percentuale femminile di tifosi ha praticamente pareggiato quella maschile (47%). “Le donne contribuiscono enormemente a settori in crescita nel panorama del beverage; controllano 4.3 trilioni di dollari (73%) delle spese della nazione, e nel 40% dei nuclei familiari sono le uniche fonti di reddito della famiglia, cosiddette breadwinners”, dice Nielsen. Il marketing si muove di conseguenza: da una mentalità maschiocentrica si sta passando a messaggi e slogan molto più bilanciati. E con ottime ragioni.

BRUNCH TIME – Il bar, che pur essendo il tempio per eccellenza dove assistere agli incontri, è generalmente poco gettonato durante la domenica del Super Bowl, è nettamente snobbato in favore colazioni e brunch. Questo perché le donne sono molto più inclini a consumare cocktail rispetto agli uomini (il 32% in più), denotando apprezzabile conoscenza dei trend relativi al vino, ai consumi low alcohol e al lifestyle. “Il vino regna supremo quando si tratta di consumi femminili, rimane l’alcolico più consumato. Il concorrente diretto è l’hard seltzer (una bevanda al malto speziata e a basso contenuto calorico), che ha visto le proprie vendite per il Super Bowl aumentare dallo 0.3% del 2016 all’1.3% del 2018”.

SHOWTIME – Lo standard di un’appassionata di football si reincarna in una donna di ventun anni o più, che abbia seguito anche gli incontri della stagione e non soltanto il Super Bowl. “Specificamente per quel che riguarda il vino, l’11% delle appassionate beve Pinot Grigio”. Non va mai dimenticata la regina dell’evento però, la birra, che rimane comunque la più scelta (38%). Nielsen chiude sottolineando l’aumento delle vendite online di alcolici, da parte di spettatori del Super Bowl: “I vini venduti online sono balzati addirittura al +46%, dai 716,792 dollari del 2017 ai 1,047,993 dello scorso anno”. Appuntamento a domenica 9 febbraio: i New England Patriots della leggenda Tom Brady sfidano i Los Angeles Rams, in palio il Vince Lombardi Trophy. Chi porta le alette di pollo?

Fonte: bevindustry.com

 

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