Sette villaggi, un solo vino. Con Amour de Deutz 2015, la Maison Deutz riscrive la propria cuvée de prestige Blanc de Blancs, che per la prima volta nasce dall’incontro tra sette Grand e Premier Cru dediti allo Chardonnay della Côte des Blancs e della Montagne de Reims. Un vino pensato per superare il concetto stesso di millesimo, dove il tempo diventa materia da assemblare.

Il nome Amour è una dichiarazione d’intenti. D’amore per la Champagne, per i suoi grandi terroir e per quella capacità, tutta champenoise, di trasformare il tempo in un sorso da archiviare nella memoria gustativa. Una storia iniziata oltre venticinque anni fa, quando la Maison decise di affiancare alla storica William Deutz una cuvée capace di raccontare un’altra anima: quella dello Chardonnay, del sole, della mineralità.
Un millesimo che ha chiesto attesa
La 2015 è stata un’annata intensa. Dopo un inverno particolarmente piovoso, la primavera si è aperta con temperature eccezionalmente elevate. L’estate, calda e asciutta, ha messo alla prova la vite, costringendola a trovare dentro di sé l’equilibrio tra concentrazione e freschezza. Solo le piogge di fine agosto hanno restituito armonia ai grappoli, accompagnandoli verso una maturazione ideale.
Per Caroline Latrive e il suo team la sfida non era ottenere potenza, ma trasformare quella ricchezza in finezza. La raccolta degli Chardonnay è stata quindi ritardata volontariamente, fino al raggiungimento della maturazione ideale. Una scelta che ha richiesto precisione assoluta e una lettura estremamente accurata del vigneto.
Sette cru, oltre venti prove di assemblaggio
Amour de Deutz 2015 nasce da sette Grand e Premier Cru selezionati tra i migliori Chardonnay della Champagne. Avize (46%) ne costituisce la spina dorsale, regalando verticalità e tensione. Oger (15%) aggiunge volume e ricchezza aromatica, Villeneuve-Renneville (13%) e Vertus (7%) apportano freschezza e precisione, Le Mesnil-sur-Oger (8%) imprime il carattere minerale, Chouilly (6%) dona eleganza, mentre Villers-Marmery (5%), dalla Montagne de Reims, completa l’insieme con una raffinata profondità aromatica.
Ogni cru viene vinificato separatamente in acciaio inox. Solo dopo mesi di degustazioni e oltre venti prove di assemblaggio prende forma la versione definitiva. Successivamente il vino riposa quasi dieci anni nelle storiche gallerie della Maison ad Aÿ, a 30 metri sottoterra.
Un Blanc de Blancs destinato a svelarsi nel tempo
Nel calice Amour de Deutz 2015 esprime tutta la luce della sua annata. Il bouquet si apre con biancospino, acacia e fiori d’arancio, per evolvere verso pesca gialla, agrumi canditi, miele e delicate note di brioche. Il sorso è preciso, profondo e luminoso. La tensione minerale sostiene una materia ampia, attraversata da una raffinata sapidità che accompagna un finale di grandissima persistenza.
La firma di Caroline Latrive

Dal 2022 la direzione enologica della Maison è affidata a Caroline Latrive. Nata a Reims, figlia di un enologo consulente, è cresciuta tra vigneti, cantine e laboratori di analisi. Dopo il diploma in enologia ha maturato importanti esperienze presso Bollinger e, successivamente, alla Maison Ayala, dove ha ricoperto per dieci anni il ruolo di Chef de Cave. Quando Michel Davesne, storico interprete dello stile Deutz, ha deciso di passare il testimone, è stato proprio lui a indicarla come sua erede.
Per Caroline il ruolo dello Chef de Cave non consiste nel lasciare la propria firma sul vino, ma nel permettere al terroir e all’annata di esprimersi con la massima autenticità. Un approccio rigoroso, che si riflette con precisione, senza rigidità, ma con un’intensità senza eccessi e un’eleganza mai ostentata.
Deutz, una Maison che ha scelto la discrezione
Fondata nel 1838 ad Aÿ, uno dei villaggi classificati Grand Cru sia per Pinot Noir sia per Chardonnay, Maison Deutz occupa da sempre una posizione particolare nel panorama champenois. Con 46 ettari di proprietà, lontana dai riflettori, ha costruito la propria reputazione attraverso una costanza qualitativa, privilegiando la precisione dell’assemblaggio, il rispetto delle singole annate e lunghissimi affinamenti.
Oggi, con Marc Hoellinger alla guida dell’azienda e Caroline Latrive in cantina, la Maison vive una nuova fase della propria storia, fedele alla sua identità ma con uno sguardo sempre più internazionale. In un mercato dove le grandi cuvée di Blanc de Blancs si contendono l’attenzione a colpi di marketing, la scelta di far parlare il tempo e il terroir resta la vera cifra distintiva.
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