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Anheuser-Busch InBev, il più grande gruppo birraio del mondo, ha chiuso il 2011 con un fatturato in crescita del 4,6% , superando i 39 miliardi di $. I volumi di vendita totali si sono consolidati sui 399 m.ni hl, di cui 350 costituiti da birre e il resto da altre bevande analcoliche Le tre marche mondiali, Budweiser, Stella Artois e Becks, sono complessivamente progredite del 3.3%. Il margine Ebitda normalizzato è notevolmente migliorato portandosi a $ 15,4 miliardi, pari al 39,3% del fatturato, contro il 36,3% del 2010. Anche il beneficio attribuibile ai portatori di capitale è notevolmente migliorato portandosi a $ 5,9 miliardi contro 4,0 dell’anno precedente. L’indebitamento finanziario netto è diminuito e a fine 2011 valeva $ 34,7 miliardi, con un calo di $ 5,0 miliardi rispetto dal 31.12.2010. Il Cda di AB InBev proporrà il pagamento di un dividendo di 1,20 $ per azione (contro 1,07 del 2010).

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Di fronte a questi brillanti risultati il top management del gruppo si è espresso con grande orgoglio: “ Il 2011 è stato un altro anno di performance e di sviluppo. Abbiamo ottenuto una crescita dei ricavi, abbiamo aumentato il nostro margine EBITDA e siamo progrediti in termini di riduzione della leva finanziaria del bilancio. Ma sappiamo di poter fare di meglio. Uno dei capisaldi della nostra cultura è di non essere mai soddisfatti pienamente dei nostri risultati: ci impegniamo sempre a pensare in grande e andare più lontano. Questi risultati sono stati raggiunti nonostante la debole fiducia dei consumatori e gli aumenti dei prezzi delle materie prime in molti mercati. Di fronte a queste condizioni avverse, i nostri collaboratori hanno fatto quello che sanno fare meglio. Essi si sono appropriati della situazione, si sono focalizzati sui punti in cui avrebbero potuto agire e non hanno permesso che i fattori a breve termine potessero distoglierci dagli obiettivi di lunga durata, cioè stare più vicini ai nostri consumatori, accrescere il valore dei nostri azionisti e concretizzare il nostro sogno di essere la migliore azienda brassicola del mondo”

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Il marchio Budweiser ha aumentato il suo volume a livello mondiale del 3,1%, con quasi il 44% delle vendite realizzato oggi fuori degli Stati Uniti, rispetto a solo il 28% di tre anni fa. Ancora una volta, Budweiser è posizionato come il primo marchio premium di birra al mondo secondo la classifica di BrandZ . Nel 2011, Budweiser è stata lanciata in Brasile, è cresciuta e continua la propria espansione in Cina, in Canada e in Russia. Ottimi risultati sono stati conseguiti anche nel Regno Unito dopo un eccellente 2010 . Nel mercato di origine, gli USA, l’obiettivo è di stabilizzare la quota di mercato. Stella Artois ha continuato la sua espansione come marchio mondiale simbolo globale della “sophistication”. Il marchio ha registrato una crescita solida nel 2011, con un aumento di volume del 5,9%, trainato principalmente dalla crescita negli Stati Uniti, Brasile e Argentina. E’ stato realizzato un buon andamento del marchio anche nel Regno Unito, dove la marca ha beneficiato dell’introduzione di sidro Stella Artois. Un altro passo importante è stato l’introduzione di Stella Artois in tre grandi città della Cina, vale a dire Shanghai, Pechino e Guangzhou. La crescita del marchio ha inoltre proseguito nei mercati diversi come Canada, Russia e Ucraina. I volumi di Becks sono aumentati dello 0.8% nel corso del 2011, principalmente grazie ai risultati conseguiti nel suo mercato d’origine (Germania) e la buona performance in Cina. L’innovazione ha continuato a guidare la crescita in tutti i mercati. Si stima che circa il 6% dei volumi realizzati dal gruppo nel 2011 è riconducibile alle iniziative di innovazione e rinnovamento. A livello mondiale, il gruppo sta ampliando la propria offerta di prodotti, grazie al successo del lancio del sidro Stella Artois nel Regno Unito, la birra senza alcool Quilmes Lieber in Argentina, Harbin Ice GD in Cina e, più recentemente, Bud Light Platinum negli USA . E’ stato anche introdotto un nuovo imballaggio per aggiornare l’immagine dei marchi con i consumatori: per esempio la lattina Copaco (dotata di un coperchio rimovibile) per Brahma e nuovi progetti per le lattine Budweiser e Stella Artois. La comunicazione digitale con i consumatori si è intensificata attraverso i social media e altri mezzi interattivi.

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In termini di distribuzione geografica del fatturato, è possibile notare come l’America Latina, con 155 milioni di ettolitri, rappresenti l’area geografica a maggiori volumi, oltretutto in crescita anche se solo dell1-2% rispetto al 2010. Segue il Nord America con 125 milioni di hl, in diminuzione di oltre il 3% rispetto al 2010. Complessivamente il continente americano pesa per oltre il 70% dei volumi totali del gruppo. L’Europa occidentale, dove risiede il quartier generale del gruppo, realizza solo poco più di 30 milioni di hl (7-8% del totale volumi); in quest’area i mercati nazionali dimensionalmente più importanti sono il Belgio (in crescita rispetto al 2010), la Germania (anch’essa in crescita) ed il Regno Unito (volumi in calo).

+info: www.ab-inbev.comwww.becks.it – Tel 0331/268411

INFOFLASH/AB-INBEV
Alla fine degli anni ’80 i belgi della Stella Artois decisero di costruire un grande gruppo birrario multinazionale a capitale belga. Furono assorbiti e integrati numerosi marchi e birrerie storiche del Belgio per poi puntare a numerose acquisizioni sul fronte estero, tra cui il gruppo canadese Labatt, la divisione birraria del gruppo Bass e del gruppo Whitebread in Gran Bretagna, le tedesche Beck’s e Diebels e il gruppo bavarese Spaten/Franziskaner/Loewenbrau. Sul fronte dell’Est Europa il gruppo belga si è mostrato molto attivo assumendo tra l’altro il controllo del gruppo SUN (leader in Ucraina e secondo in Russia). Ma la grande operazione, che ha portato la multinazionale belga a porsi ai vertici della classifica mondiale dei birrai, è stata l’integrazione con il gruppo sudamericano Ambev, a seguito della quale la nuova conglomerata belga-brasiliana ha assunto la nuova denominazione di InBev. Ed, infine, nel 2008 la mega acquisizione del gruppo americano Anheuser-Busch, che ha proiettato la società a una quota di mercato prossima al 20% del totale mondiale. Nel frattempo il nuovo gruppo, che ha assunto la denominazione di AB-Inbev, ha avviato un piano di disinvestimenti di cespiti considerati non strategici, tra cui la partecipazione di minoranza nella società birraia cinese Tzing Tao, la filiale Labatt negli Usa. Tennent’s nel Regno Unito e le attività birrarie in diversi paesi dell’Est Europa (Ungheria, Repubblica Ceca , Romania e Serbia), anche al fine di rientrare del notevole debito finanziario accumulato in occasione della acquisizione di Anheuser-Busch. Con un fatturato di 39 miliardi di dollari e volumi di vendita pari a 399 milioni di hl, di cui 350 di birre, AB-Inbev rappresenta il più grande gruppo birraio del mondo. Il gruppo è operativo anche sul mercato italiano tramite la filiale Inbev Italia che, con 1,3 milioni di ettolitri di birra venduta annualmente, occupa la terza posizione sul mercato nazionale.

Copertina Birritalia Inbev

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