C’è un cocktail veneto che ha scalzato il simbolo per eccellenza del lusso francese. Con 1,5 miliardi di consumazioni stimate a livello globale, l’Aperol Spritz ha superato lo Champagne, fermo a 1,35 miliardi di flûte. A rendere noti i numeri è Campari Group, per voce del managing director Gabriele Ornaghi, in un’intervista a Il Sole 24 Ore. Dal Comité Champagne arriva una precisazione metodologica: “Non disponiamo di una stima dei flûte, l’unico numero certo è che mettiamo sul mercato 265 milioni di bottiglie”. Al di là delle stime, il dato fotografa un’affermazione straordinaria sui mercati globali.
Da 60 milioni a 1,5 miliardi in vent’anni
“Negli ultimi vent’anni le consumazioni a livello globale di Aperol Spritz sono passate da 60 milioni a 1,5 miliardi. Di queste, 395 milioni avvengono in Italia”, ha spiegato Ornaghi. Una traiettoria che corrisponde a una crescita media del 17% annuo (CAGR) e che ha trasformato un bitter storico del Nordest, acquisito da Campari nel 2003, nel marchio che oggi pesa circa il 26% del fatturato del gruppo (3,05 miliardi di euro nel 2025), pari a un giro d’affari alla fonte stimato intorno ai 790 milioni di euro.
L’espansione internazionale e i conti del 2026
“La nostra idea è stata prima quella di portare lo Spritz fuori dal Veneto per diffonderlo in Italia. Subito dopo abbiamo guardato ai mercati internazionali, partendo, tra 2008 e 2014, da Austria e Germania, dove era già conosciuto grazie ai turisti. Poi il resto d’Europa, col Regno Unito, e infine, nel 2017-2018, Canada e Stati Uniti. Il tutto ha subito un’ulteriore forte accelerazione nel periodo post Covid”, ha raccontato Ornaghi.
I risultati più recenti confermano il trend. Nel 2025 Aperol ha chiuso con +1% in Italia e +8% sui mercati esteri. Nel primo semestre 2026 le vendite di Campari Group sono cresciute del +2,7% a 1,51 miliardi di euro, con progressi dell’1,4% in Italia, dello 0,9% in Francia, del 4,3% nel Regno Unito, del 2,7% in Germania e del 2,7% in Nord America, come emerge dai conti del primo semestre 2026.
Oltre i numeri: il rito dell’aperitivo esportato nel mondo
Più rilevante dei volumi è l’impatto della ricetta “3-2-1” (tre parti di Prosecco, due di Aperol, una di soda) sull’immaginario globale. “Sono stato di recente al concerto di Bruno Mars, che dal palco ha mostrato tre simboli dell’Italia: una sciarpa tricolore, una Vespa e Aperol Spritz. Durante le scorse Olimpiadi un servizio della Cbs lo ha definito simbolo dell’arte italiana del godersi la vita”, ha aggiunto Ornaghi. “Con lo Spritz abbiamo diffuso nel mondo il rito italiano dell’aperitivo. Gli inglesi avevano l’after work: in tanti lo hanno sostituito col nostro aperitivo, che porta con sé la convivialità”. L’idea iniziale del “tramonto nel bicchiere” si è intanto allargata: “Gli stranieri ormai pasteggiano con Aperol Spritz, e a Venezia non è raro trovarlo sui tavolini anche alle 11 del mattino”.
Il segnale dagli Usa: l’Hugo Spritz cresce, ma la distanza resta ampia
Unico segnale di attenzione arriva dagli Stati Uniti, dove secondo i dati NielsenIQ riportati dal Financial Times la domanda di liquori ai fiori di sambuco, base dell’Hugo Spritz, è cresciuta del 40% negli ultimi tre mesi, mentre le vendite di Aperol hanno registrato una flessione del 4% nello stesso periodo. La scala del fenomeno resta però contenuta: secondo Jefferies, nel 2025 Aperol ha venduto 8,8 milioni di casse a livello globale, e il mercato americano degli spritz vale appena l’1% del totale, contro il 3% del Regno Unito: margine di crescita per entrambi. Proprio sul fronte floreale, poco più di un anno fa Campari Group ha lanciato Mondoro, l’aperitivo ai fiori di sambuco pensato per l’Hugo Spritz, e Sarti Rosa, dalle note fruttate: due referenze che si affiancano a Campari, Cynar e Crodino nella carta degli spritz del gruppo.
Nuovi canali, nuovi formati
Campari Group non intende sedersi sugli allori. Per allargare la diffusione e presidiare il mercato contro le imitazioni, il gruppo guarda a nuovi ambiti di consumo, dalle catene di pizzerie agli autogrill fino ai concerti, terreno tradizionale della birra, e a nuovi formati, come lo Spritz on tap e la nuova bottiglia presentati all’Aperol Village di Beer & Food Attraction 2026.
Sul fronte del successo, però, c’è anche il rovescio della medaglia: Aperol Spritz è tra gli aperitivi più imitati e falsificati, un tema su cui Campari ha scelto di rispondere con una campagna dedicata all’autenticità e al valore del rito.
“Siamo già tra i primi dieci cocktail al mondo”, ha concluso Ornaghi, “ma nessuno come noi è simbolo di convivialità e promotore di connessioni tra le persone”.


