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Ardnamurchan firma in PET il primo single malt al mondo per il monopolio norvegese

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Una bottiglia di plastica su uno scaffale di whisky di pregio. In Norvegia non è un errore di allestimento, ma il risultato di una gara d’appalto pubblica. Ardnamurchan, distilleria delle Highlands di proprietà dello storico imbottigliatore Adelphi, ha confezionato il suo single malt di punta AD/ in PET riciclabile da 50 cl, rivendicando il titolo di primo single malt al mondo in questo formato. Il destinatario è Vinmonopolet, il monopolio statale norvegese degli alcolici, che in un bando aveva fissato un requisito preciso, bottiglia in PET da mezzo litro.

Una bottiglia disegnata da un bando pubblico

Il prodotto arriva sugli scaffali norvegesi in questo mese di settembre a 399 corone, circa 43 dollari. Dentro c’è la stessa combinazione di malto torbato e non torbato maturato in botti ex bourbon ed ex sherry che si trova nelle versioni in vetro, ma con una differenza rilevante, la gradazione scende da 46,8% a 46% vol. La ragione è fiscale, in Norvegia l’imposta cresce con il grado alcolico e mezzo punto in meno pesa sul prezzo finale.

“In Norvegia i tassi di riciclo sono incredibilmente alti, tra il 90 e il 98%”, ha spiegato a The Spirits Business Graeme Mackay, international sales manager di Ardnamurchan. “Quando il bando è stato scritto imponendo la bottiglia PET da 50 cl, si è sposato perfettamente con le nostre credenziali di sostenibilità. Alla distilleria di Ardnamurchan siamo alimentati al 100% da biomassa proveniente dalle foreste locali, e utilizziamo una serie di altri metodi innovativi per ridurre l’impatto ambientale sul nostro prezioso angolo di West Highland.”

Per ora la bottiglia in plastica resta un’esclusiva norvegese, ma la distilleria ha dichiarato di stare valutando altri mercati dove la scelta abbia senso sul piano della sostenibilità.

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Come funziona il monopolio norvegese

Per capire la portata della notizia bisogna conoscere il sistema nordico. In Norvegia tutto ciò che supera il 4,7% vol, quindi vino, distillati e birre forti, può essere venduto al dettaglio solo da Vinmonopolet, società interamente pubblica che risponde al ministero della Salute. Nei supermercati restano birra e sidro fino al 4,7%.

Un prodotto non può semplicemente essere proposto dal produttore, deve vincere un bando. Il monopolio pubblica un piano tender con richieste dettagliate per paese, stile, gradazione e persino packaging, i grossisti presentano le offerte, i campioni vanno a degustazione cieca in un laboratorio sensoriale interno e l’acquisto si decide su prezzo, qualità e capacità di fornitura. Chi entra in assortimento base viene poi misurato sulle vendite e, sotto obiettivo, viene delistato. Esistono canali secondari, un assortimento su ordinazione per i prodotti non listati e un canale horeca libero, ma lo scaffale fisico resta appannaggio dello Stato.

Il modello finlandese e le booze cruise verso Tallinn

Identico il meccanismo in Finlandia, dove il monopolio si chiama Alko ed è l’unico dettagliante di vino, distillati e birre oltre l’8% vol. Dal 10 giugno 2024 i supermercati possono vendere bevande fermentate fino all’8%, mentre i ready to drink e i long drink restano fermi al 5,5%. Anche qui per entrare in assortimento serve vincere un bando.

La rigidità del sistema ha generato un fenomeno noto, le “booze cruise” dei finlandesi, che da anni prendono il traghetto di due ore per Tallinn, in Estonia, dove nei pressi del porto sono sorti veri e propri megastore in stile ingrosso specializzati in alcolici, con migliaia di referenze e prezzi storicamente molto più bassi di quelli di Alko. Un vantaggio però in erosione. Tallinn ha alzato le accise sull’alcol del 5% nel 2025 e del 10% a gennaio 2026, con altri due ritocchi del 5% già calendarizzati per il 2027 e il 2028, e i prezzi oltreconfine si sono avvicinati a quelli finlandesi.

E in Italia

Da noi il single malt di Ardnamurchan viaggia sul binario tradizionale, distribuito da Pellegrini S.p.A., che porta in Italia sia il marchio della distilleria sia le selezioni Adelphi. E l’AD/ resta nel vetro, come tutto il resto della gamma.

Il caso dice qualcosa che va oltre il packaging. Dove esiste il monopolio è il compratore pubblico a decidere non solo quali prodotti entrano, ma anche in che formato e con quale confezione. Per un produttore questo significa che accettare una richiesta insolita, un mezzo litro invece del formato standard, la plastica invece del vetro, può diventare la chiave per conquistare uno scaffale altrimenti inaccessibile. Un vincolo che si trasforma in opportunità commerciale, e nel caso di Ardnamurchan anche in un primato mondiale.

© Riproduzione riservata

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