L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) ha chiuso senza rilievi l’istruttoria sul presunto “cartello del vetro” relativo agli aumenti dei prezzi delle bottiglie per il vino applicati nel 2022. Nel Provvedimento n. 31783, pubblicato nel Bollettino AGCM 1/2026, l’Autorità ha escluso l’esistenza di un’intesa anticoncorrenziale tra i produttori, disponendo l’archiviazione del procedimento.
A darne notizia è Assovetro, l’Associazione degli industriali del vetro, che tra le 9 aziende indagate annovera 8 imprese associate.
Nel provvedimento l’AGCM chiarisce che “nel procedimento istruttorio non sono emersi elementi idonei a confermare la sussistenza di un’intesa fra le Parti, nella forma di accordo o pratica concordata, avente per oggetto e/o per effetto di falsare la concorrenza nel mercato delle bottiglie di vetro per il vino”. Di conseguenza, prosegue l’Autorità, “non si ritiene di proseguire la presente istruttoria formulando addebiti alle Parti in merito alla violazione dell’art. 101 TFUE ipotizzata nella delibera di avvio”.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente di Assovetro, Marco Ravasi, che ha dichiarato: “Si mette così finalmente fine a una vicenda che aveva messo in discussione la lealtà della concorrenza e la reputazione del settore. In un periodo estremamente complesso e difficile, le vetrerie si sono trovate costrette a reagire tempestivamente e gli aumenti del costo delle bottiglie sono dipesi da fattori esogeni, quali l’impennata dei costi dell’energia e delle materie prime. Importante è aver visto riconosciuta l’assoluta liceità della condotta delle vetrerie e aver stabilito la correttezza di un comparto che ha sempre servito al meglio i propri clienti”.
Dalla Comunicazione delle Risultanze Istruttorie emerge inoltre che, nel corso delle indagini, l’Autorità ha riscontrato tempistiche e modalità differenti nelle comunicazioni di aumento dei prezzi. Le imprese hanno infatti adottato strategie diverse, applicando incrementi percentuali sull’intera gamma oppure surcharge specifici, con comunicazioni in alcuni casi massive e in altri basate su negoziazioni ad hoc. Anche l’entità degli aumenti ha mostrato una variabilità significativa tra le parti.
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Secondo l’AGCM, tali elementi confermano che “non sono emersi significativi indizi che inducano a ritenere che le parti abbiano reagito agli aumenti delle materie prime in modo coordinato, sostituendo alla naturale concorrenza nel mercato una concertazione sui livelli e/o sulle modalità degli aumenti”.
L’istruttoria Antitrust era stata avviata nel novembre 2023, anche a seguito di segnalazioni provenienti dalla piattaforma di whistleblowing dell’Autorità. Il procedimento ha coinvolto Berlin Packaging Italy, Bormioli Luigi, O-I Italy, Verallia Italia, Vetreria Cooperativa Piegarese, Vetreria Etrusca, Vetri Speciali, Vetropack Italia e Zignago Vetro.
+Info: assovetro.it/



