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Baccanale 2026, a Imola la cucina italiana va oltre i confini

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Tre settimane di appuntamenti per raccontare una cucina che nasce dall’incontro e si evolve attraverso lo scambio. È questo il filo conduttore di Baccanale 2026, la rassegna gastronomica e culturale di Imola, presentata alla Triennale di Milano e in programma dal 24 ottobre al 15 novembre. Il tema scelto per questa edizione, “Incontri. La cucina italiana senza confini”, assume un significato particolare anche alla luce del riconoscimento della cucina italiana nella Lista del Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. Il Baccanale interpreta questo risultato mettendo in evidenza come l’identità gastronomica italiana sia il risultato di secoli di scambi tra territori, popoli, ingredienti e tradizioni.

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A sviluppare il tema saranno numerosi appuntamenti che coinvolgeranno ristoratori, produttori, associazioni e attività del territorio, trasformando Imola in un grande palcoscenico gastronomico diffuso. Il programma spazierà dalla cucina al vino, dall’olio all’agricoltura, con iniziative come “Un’Albana buona da matti”, il Banco d’Assaggio dei vini, Olimola e gli incontri dedicati all’olio extravergine. Tra gli appuntamenti anche la Giornata del Ringraziamento, organizzata da Coldiretti l’8 novembre in piazza Matteotti.

Tra gli interventi della presentazione anche quello di Massimo Montanari, professore emerito di Storia dell’alimentazione all’Università di Bologna e direttore scientifico del Baccanale, che ha sottolineato il carattere aperto della cucina italiana, storicamente capace di assorbire influenze esterne e trasformarle in nuove espressioni gastronomiche.

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Sul rapporto tra cucina italiana e mondo interverranno inoltre Donato De Santis, chef e imprenditore italiano da quarant’anni in Argentina, e Girolamo Panzetta, volto della cultura italiana in Giappone. Due esperienze che raccontano come la cucina italiana sia diventata uno degli strumenti più efficaci per trasmettere all’estero cultura, territorio e identità.

Per Maddalena Fossati, direttrice de La Cucina Italiana e presidente del Comitato Promotore del riconoscimento UNESCO, il Baccanale rappresenta inoltre un’occasione per continuare a raccontare e tutelare la cucina italiana, valorizzandone il legame con sostenibilità, diversità bioculturale e territorio.

A completare l’edizione 2026 sarà l’immagine realizzata dall’illustratore Gianluca Folì, che ha tradotto il tema degli “Incontri” attraverso tre mani di diverse tonalità che si intrecciano, circondate da ingredienti simbolo della tavola italiana. Un’interpretazione visiva del convivio come spazio di condivisione, scambio e contaminazione.

Il Baccanale 2026 si propone così come un racconto della cucina italiana non come patrimonio statico, ma come espressione culturale in continua evoluzione, capace di custodire le proprie radici e, allo stesso tempo, di confrontarsi con influenze e culture provenienti da tutto il mondo

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