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BALADIN ancora una volta il migliore. TEO MUSSO (cfr foto a lato), re della birra artigianale italiana e padre del marchio piemontese, bissa nel 2014 il titolo che fu suo l’anno scorso di “Birrificio dell’anno”. Il premio, che va al produttore con la migliore sommatoria di punteggi, è stato consegnato in occasione della IX edizione di BIRRA DELL’ANNO, il concorso che premia l’eccellenza in fatto di birre artigianali italiane a livello mondiale e che si è concluso oggi con una serata di gala presso gli spazi di RIMINIFIERA.

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Già, perché come si è evinto dai paesi di provenienza dei 40 giudici chiamati nella città romagnola per una due giorni di tasting session a porte chiuse, qui si è consacrata l’internazionalità del prodotto brassicolo e artigianale italiano, nonché la professionalità di quanti hanno scelto di fare impresa in un settore in forte ascesa oramai da qualche anno. Uno dei pionieri di tutti i craftbrewers si conferma dunque il più alto punto di arrivo in termini di qualità, unico ed esclusivo criterio di giudizio per il contest promosso da UNIONBIRRAI. L’associazione nazionale che riunisce oltre 300 tra birrifici, degustatori e semplici appassionati, ha visto la partecipazione di 123 produttori per un totale di 621 birre pervenute. Per ognuna delle 26 categorie (“Italian Lager”, “Golden Ale”, “Kolsch”, eccetera..), la giuria ha decretato ben 3 vincitori, 79 riconoscimenti in tutto da cui emerge chiara una nuova geografia birraria: Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna sono le regioni con più alto numero di ‘medaglie’. Degna di nota anche la partecipazione dei birrifici del Sud – in maggior numero rispetto agli anni passati – tra cui spiccano in particolare quelli sardi e quelli pugliesi. Per la prima volta quest’anno una categoria è stata dedicata alle birre con mosto d’uva, un fenomeno in crescita tra i birrifici nazionali che riscuote successo soprattutto tra i consumatori all’estero. Molte le birre con ingredienti locali e a km 0 (frutta – fichi d’india -, castagne, spezie, fiori).

Un altro momento importante è stata la presentazione di un progetto di filiera di produzione di orzo coltivato in Italia e maltato in Germania. Si creerà in sostanza una via dell’orzo che lega per la prima volta agricoltori nostrani e maltatori esteri.Il palcoscenico sotto lo scenografico lucernario a cupolone della Hall sud di Rimini Fiera è servito infine per anticipare ai convenuti l’atteso BEER ATTRACTION-International Craft Breweries Show, evento di respiro internazionale che si svolgerà in questi stessi spazi nel 2015 coinvolgendo birrifici indipendenti di ogni parte del globo e che promette di essere la grande vetrina del mondo brassicolo artigianale.

+info: www.unionbirrai.it – +info: Salvato Cabras Comunicazione e Media Relation studiosalvatocabras@gmail.comgiusecab@gmail.com

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