Hollywood incontra Parma. Barilla Group ha firmato l’accordo per acquisire Goodles, il marchio californiano che ha reinventato il mac and cheese in scatola e che porta tra i suoi fondatori l’attrice Gal Gadot, la Wonder Woman del cinema DC. Un colosso della pasta italiana, quarta generazione familiare, che scommette sul comfort food americano per eccellenza.
Nata a Santa Cruz nel ottobre 2020 come Gooder Foods, Goodles è arrivata sugli scaffali poco più di quattro anni fa con un’idea precisa: rendere il mac and cheese più nutriente senza rinunciare al gusto. Farina di grano, proteine di ceci, broccoli, spinaci, cavolo, zucca, patata dolce e persino alga chlorella e funghi maitake e shiitake nella ricetta. Un prodotto pensato prima per le famiglie, poi conquistato anche dagli adulti.
Un brand piccolo ma con una community enorme
Il segreto di Goodles sta nei numeri della sua base fan. Nei soli ultimi 90 giorni il marchio ha generato 235 milioni di impression organiche e circa 2 milioni di nuovi consumatori. Ogni fan, in media, ne ha convertiti 27 nuovi, e il brand vanta il punteggio NPS più alto della categoria. C’è chi si tatua il logo, chi si traveste da confezione di Goodles ad Halloween.
Il team resta piccolo e determinato: 73 persone che continueranno tutte a lavorare per il marchio. “La nostra missione è stata quella di avere un impatto positivo su quante più vite possibile con il nostro delizioso mac and cheese. Ma oltre il 90% degli americani non ha ancora provato Goodles, quindi siamo solo all’inizio”, ha dichiarato Jen Zeszut, cofondatrice e CEO di Goodles, che resterà alla guida dell’azienda.
Cosa cambia dopo l’acquisizione
Nulla, secondo le parti. Goodles manterrà il quartier generale a Santa Cruz e continuerà a operare in autonomia come brand indipendente, libero di decidere su prodotto, ricette, ingredienti, fornitori e marketing. Per Barilla, azienda fondata nel 1877 e presente in oltre 100 Paesi, l’operazione significa mettere piede in una categoria e in una fan base finora estranee al proprio portfolio, dopo l’investimento da 145 milioni di dollari annunciato a inizio 2026 nello stabilimento di Avon, nello Stato di New York.
“Seguivamo Goodles da tempo ed eravamo sempre più colpiti dalla forza del brand, dalla qualità dei prodotti e dallo slancio della sua crescita”, ha commentato Guido Barilla, presidente del Gruppo. I termini economici dell’operazione non sono stati resi noti. Il closing è soggetto alle consuete approvazioni regolatorie.
L’acquisizione conferma una tendenza sempre più netta nel food globale: i grandi gruppi storici comprano i marchi sfidanti a rapida crescita per intercettare i consumatori più giovani e rinnovare i portafogli. Per Barilla, alla vigilia dei suoi 150 anni nel 2027, Goodles è la porta d’ingresso a un pubblico nuovo.


