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Eccolo finalmente online Baround. Qui si gioca in casa, non è facile parlarne per chi come noi ha seguito dietro le quinte la gestazione di un progetto innovativo e interessante focalizzato sul mondo del bar. Allora per non rischiare di sbagliare per raccontare che cos’è Baround, ce lo spiega direttamente Carlo Carnevale, uno dei fondatori. “E’ una guida alle storie, che siano storie di bar (non da bar), perché siamo la piattaforma dove i bartender e gli imprenditori possono raccontarsi sotto gli aspetti più emozionali del proprio locale. E storie da scoprire, perché portiamo gli utenti in giro attraverso le chicche meno note delle città, in itinerari tematici creati per emozionare, far discutere, far riflettere”.

Un binomio scoppiettante quello che ha dato vita a Baround, fondendo le idee di Carlo Carnevale giornalista classe ’93 firma emergente nell’universo del beverage cresciuto professionalmente nella cantera di Beverfood.com, mixate insieme alla strategia di Diana Djurdjevski, australiana esperta di marketing per portare una ventata di internazionalità al concept. Si parte da Milano per poi allargarsi a tutto il territorio nazionale e anche fuori dai confini italici. “Siamo partiti da Milano che è la città dove viviamo- spiega Carnevale- abbiamo già in cantiere Napoli, Roma, Firenze e Torino e poi via via le principali piazze italiane del mondo del bar. Nel nostro paese non c’è nulla di simile, ci ispiriamo a delle piattaforme presenti all’estero coinvolgendo in primis i bartender, gli utenti che possono scriverci per ricevere dei consigli e anche i brand per promuovere i loro prodotti con la creazione di contenuti”.

Carlo Carnevale e Diana Djurdjevski

Già i contenuti, se il contenitore di Baround al lancio di lunedì 12 ottobre dopo un countdown e un tam tam con teaser sui social pare subito ben calibrato, uno dei pezzi forti della piattaforma sono i contenuti. Si spazia dal focus classico del bancone del bar arrivando a costruire un vero e proprio itinerario sulla città che va oltre il canonico pensiero che ci si potrebbe immaginare quando si parla di bar. Storie da scoprire prime che da bere, dalla Milano Liberty, passando tra peste, arte e letteratura sino ai must see della città. “I contenuti saranno sempre in aggiornamento, uno dei canali principali con cui comunicheremo è Instagram, sostenuto però dal sito dove si trova anche una vera e propria guida, con tanto di filtro all’inizio dove impostare le proprie preferenze e avere come risultato i bar più adatti alle proprie esigenze”.

Camparino in Galleria

Si la vita è tutt’un quiz, l’idea del questionario iniziale di Baround è simpatica e coinvolgente. 5 steps e si entra in un magico mondo per trovare il bar per i nostri gusti e per le nostre tasche. Un percorso guidato, ma anche un viaggio a corpo libero. Una guida che mancava, un progetto ben studiato che siamo certi sarà in grado di centrare il target e lasciare il segno. In che anno sei nato? In che città ti trovi? Che tipo di locale stai cercando? Per quale occasione? Dentro o fuori? La risposta dei bartender è stata super positiva. “Tutti i professionisti che abbiamo coinvolto in questi mesi ci hanno davvero accolto a braccia aperte perché sentivano il bisogno di comunicare con l’utente finale, con l’immediatezza e la forza del video che fanno la differenza- conclude Carnevale-  Uno dei nostri obiettivi è far capire quanta fatica e quanta umanità c’è dietro un semplice drink, che di fatto dovrebbe essere l’ultima delle cose a cui si pensa quando si va a bere”.

INFO www.baround.it

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