Attualità Eventi Marketing & Comunicazione Personaggi Spirits, Distillati, Liquori

Dubai oltre il rumore mediatico: la realtà dell’hospitality raccontata da Francesco Galdi

Pinterest LinkedIn

Mentre molte testate internazionali raccontano Dubai con toni drammatici dopo le tensioni geopolitiche degli ultimi giorni, chi vive e lavora nella città descrive una realtà più complessa e sfumata.

Databank excel xls csv Dati Indirizzi e-mail Aziende Beverage Bevande Tabella Campi records

Nel cuore di una delle scene di hospitality più dinamiche al mondo, operatori e bartender continuano a lavorare in un contesto fatto al tempo stesso di attenzione e normalità.
È stato detto di una città improvvisamente paralizzata dalla tensione regionale, ma per capire cosa stia realmente accadendo dietro il bancone dei bar e nei luoghi dell’ospitalità della città, abbiamo raccolto il punto di vista di Francesco Galdi, Corporate Operations & Beverage Manager di Buddha-Bar Worldwide. Dal suo osservatorio privilegiato sulla scena globale dell’hospitality – e dopo un confronto con lui, di quelli che restano impressi – emerge un quadro molto diverso da quello che circola all’esterno.

«La narrazione dei media fuori dagli Emirati Arabi Uniti è stata decisamente apocalittica», spiega Galdi. «Da residenti, tolto l’iniziale sconcerto di sabato 28 febbraio – quando è iniziato il conflitto – la situazione ci è sembrata da subito completamente sotto controllo da parte del Governo. Spaventati? Certo. Chi non lo sarebbe in una situazione del genere».

La sensazione diffusa tra chi vive quotidianamente la città è quella di una realtà che rimane operativa, pur nella consapevolezza del contesto regionale. «È una condizione particolare: vigilanza e normalità convivono nello stesso spazio».

Databank Database Case Vinicole Cantine Dati Excel xls csv tabella campi indirizzo email sito web


Nel mondo dell’hospitality, uno dei pilastri economici e culturali di Dubai, la reazione è stata rapida e organizzata. «Dubai è abituata a gestire scenari complessi e questo si riflette anche nel modo in cui reagisce il settore: pragmatismo, organizzazione e sangue freddo. Un paio d’ore dopo i primi attacchi avevamo già organizzato diversi contingency meetings con i nostri partner nella regione».

Un dettaglio che racconta molto della macchina organizzativa della città. Mentre all’esterno si diffondevano le prime immagini e i titoli più allarmistici, operatori dell’hospitality, gruppi alberghieri e manager del settore stavano già coordinando riunioni operative per valutare sicurezza, scenari possibili e continuità delle attività. Una rapidità di risposta che riflette il peso strategico che l’ospitalità ha nell’economia urbana di Dubai e la capacità del settore di reagire in modo più strutturato anche nei momenti più delicati.

La vita della città, infatti, non si è fermata. «Negli hotel, nei ristoranti, sulle spiagge e nei luoghi dell’ospitalità si continua a correre, preparare cocktail, prendere il sole, incontrare amici». La sicurezza resta naturalmente al centro delle conversazioni tra residenti, ma la percezione quotidiana è distante dall’immagine di paralisi spesso raccontata all’esterno.

«Non si respira il clima di emergenza permanente spesso descritto fuori dagli Emirati».

Bevitalia 2025-26 Bevande Analcoliche Beverfood.com acquista ora o scarica gratis il pdf
Bevitalia 2025-26 Bevande Analcoliche Beverfood.com acquista ora o scarica gratis il pdf

Per Galdi, inoltre, la differenza tra narrazione mediatica e realtà vissuta è piuttosto chiara.

«Fuori domina l’immagine della tensione — spesso venduta come clickbait — mentre qui si percepiscono soprattutto capacità di gestione e volontà di andare avanti con responsabilità e lucidità. Quello che ho davvero detestato è stato l’odio letto sui social nei confronti dei residenti di Dubai. Triste. E francamente ingiustificabile».

Un’affermazione che tocca un tema più ampio: quello del racconto mediatico delle crisi internazionali, dove l’urgenza della notizia e la logica dei titoli finiscono spesso per semplificare contesti più articolati. Nel caso di Dubai, il rischio è quello di ridurre una realtà complessa a una narrazione uniforme, senza cogliere le dinamiche interne di una città che negli ultimi vent’anni è diventata uno dei principali crocevia globali dell’hospitality: un ecosistema altamente coeso, dove persone provenienti da decine di Paesi condividono lo stesso spazio professionale e, spesso, la stessa esperienza di vita lontano da casa.

«La scena dell’hospitality — non limitiamoci al solo bar — a Dubai è unica. Siamo tutti ospiti in questa città e, in qualche modo, tutti abbiamo bisogno di sentirci un po’ meno soli».

Annuario Birre Italia Birritalia 2025-26 Beverfood.com
Annuario Birra Italia Birritalia 2025-26 beverfood.com

La frase coglie uno degli aspetti meno raccontati della vita professionale nella metropoli emiratina. Per molti bartender e operatori del settore, Dubai non è solo un luogo di lavoro ma anche un punto di incontro tra culture, esperienze e percorsi professionali molto diversi tra loro. Lontani dalle proprie città d’origine, molti professionisti costituiscono qui una rete di relazioni che va oltre il semplice ambito lavorativo, trasformando la community dell’hospitality in una vera e propria infrastruttura sociale.

In questo senso, continua Galdi, la comunità dei bartender e dei professionisti dell’ospitalità diventa uno dei fattori che più contribuiscono alla resilienza del settore nei momenti di incertezza. Quando il contesto esterno si fa più complesso, la rete informale di relazioni tra colleghi — fatta di messaggi, telefonate, scambio di informazioni e supporto reciproco — diventa un elemento fondamentale per mantenere equilibrio e continuità operativa:

«In una parola? La migliore bar community del mondo è a Dubai. Qui c’è pochissimo spazio per invidie e pettegolezzi. I bar e i ristoranti che hanno deciso di rimanere aperti stanno lavorando a marce ridotte, ma la fiducia nella ripresa è forte. Da queste parti c’è un detto che ripeto spesso a chi rimane scettico davanti alla reazione pragmatica della città:“Mentre il mondo si preoccupa di un problema, Dubai si occupa del problema”».

Guardando al quadro più ampio, Galdi sottolinea quanto l’industria dell’hospitality sia ormai profondamente interconnessa a livello globale. Il Gruppo Buddha-Bar gestisce, infatti, numerose venues nella regione e sta monitorando costantemente l’evoluzione della situazione. Nel frattempo, il lavoro continua in forme diverse: «Abbiamo organizzato diversi training online per i team, soprattutto per i junior bartender». Un modo per mantenere attiva la formazione e trasformare una pausa operativa in un’occasione per rafforzare competenze e preparazione professionale.

Ricevi le ultime notizie! Iscriviti alla Newsletter


Le possibili ripercussioni di un eventuale prolungamento della crisi potrebbero però estendersi anche oltre la regione. «I turisti provenienti dai Paesi del Golfo sono habitué delle spiagge di Bodrum, Mykonos, Porto Cervo e Ibiza». Se la situazione dovesse protrarsi, osserva Galdi, alcune destinazioni europee potrebbero risentirne. Una dimostrazione di quanto il settore dell’ospitalità sia ormai una rete globale in cui ogni nodo è collegato agli altri.

«Viviamo in un momento storico in cui il mondo è diventato molto più piccolo: i business sono sempre più collegati tra loro da fili invisibili».

Nonostante la complessità del contesto, Dubai continua comunque a rappresentare una delle piazze più dinamiche per chi lavora nel mondo bar. «Dubai non è per tutti. Non lo è mai stata», osserva Galdi. La città premia il talento ma richiede risultati concreti, responsabilità operative e una forte mentalità manageriale. Per chi riesce ad adattarsi, però, il potenziale di crescita è enorme.

«Se affrontata con la giusta mentalità, Dubai è un acceleratore straordinario per la carriera».

Un’affermazione che riassume bene il paradosso della città: una destinazione spesso percepita solo attraverso l’immagine del lusso e dello skyline, ma che in realtà rappresenta per molti professionisti dell’hospitality uno dei laboratori più formativi della scena internazionale.

E forse è proprio questo che rende Dubai, nonostante tutto, uno dei luoghi più interessanti del mondo per chi vive dietro il bancone di un bar, o usando le parole di Galdi:

«Ad oggi, senza molti dubbi, una delle cinque migliori città al mondo per qualità dell’ospitalità nel mondo bar».

© Riproduzione riservata

Tu cosa ne pensi? Scrivi un commento (0)

Wisecap Group - Smart - Aliseo - SportCap -  Reliable - Superstar 26 - GME 30/40 Asterix - Yours - MonoCap - Discover more solution on our website

Resta sempre aggiornato! Iscriviti alla Newsletter

Scrivi un commento

Per continuare disattiva l'AD Block

La pubblicità è fondamentale per il nostro sostentamento e ci permette di mantenere gratuiti i contenuti del nostro sito.
Se hai disattivato l'AD Block e vedi ancora questo messaggio ricarica la pagina