Non sono più una nicchia per intolleranti. Le bevande vegetali sono entrate stabilmente nei consumi quotidiani degli italiani e oggi muovono un mercato che vale circa 400 milioni di euro, con oltre 12 milioni di persone che le acquistano con regolarità. Un fenomeno che nasce come alternativa Dairy-Free e si è trasformato in una categoria proteica trasversale, pensata per ogni momento della giornata.
Secondo gli ultimi dati di Circana Italia, nell’anno terminante a fine 2025 le vendite nella GDO (iper, super, libero servizio e discount) hanno raggiunto i 166,62 milioni di litri (+7,12% sull’anno precedente) per un valore di 332,98 milioni di euro (+6,53%). Allargando lo sguardo agli altri canali, dettaglio tradizionale e Horeca, il volume complessivo del mercato si colloca ora intorno ai 195 milioni di litri per un giro d’affari vicino ai 400 milioni di euro.
Il supermercato traina, il discount avanza
Nella distribuzione moderna il canale prevalente resta quello dei supermercati (54,4% a quantità e 61,3% a valore), ma cresce in modo deciso il peso del discount, che già oggi rappresenta il 28,5% dei volumi e il 18,8% del valore. La categoria comincia inoltre a entrare nei punti vendita Horeca, in particolare nel canale bar per la preparazione di cappuccini a base di “latti vegetali”.
L’avena sorpassa la soia
Il vero motore della crescita è il cambio di gusti. La tradizionale soia, in calo del 2,4%, scende a circa il 30% dei volumi con 49,76 milioni di litri, mentre conquistano spazio le bevande di mandorla (31,83 milioni di litri, +11,7%), riso e cocco. In testa alla scalata c’è l’avena, che con 58,14 milioni di litri e una crescita del 17,7% copre ormai il 35% dei volumi e ha superato nettamente la soia, spinta dall’alta componente proteica e dal gusto delicato. Un segnale di maturità del comparto, dove il gusto pesa ormai quanto il prezzo.
I principali competitor
I maggiori player nel mercato italiano sono Alpro del gruppo Danone, pioniere dei prodotti a base di soia e leader a livello europeo, la bolognese Valsoia con una gamma trasversale (bevande, gelati, pietanze) e il gruppo Granarolo, grande produttore di latte di origine animale che ha scelto di diversificare nel vegetale per compensare il calo del latte tradizionale.
Il fronte dei produttori continua ad allargarsi. Tra i debutti più recenti figurano alcuni produttori tradizionali di bevande analcoliche come il gruppo San Benedetto, mentre tra le altre nuove entrate spiccano OraSì di Unigrà, Sojasun della francese Triballat e Bio Slim di Abafoods. Si affermano anche le private label, che oggi valgono oltre il 39% a valore del totale GDO.
Da prodotto di nicchia a fenomeno di consumo di massa, il percorso delle bevande vegetali racconta una trasformazione strutturale delle abitudini alimentari italiane, sempre più orientate verso il benessere e le proteine di origine vegetale.
I dati GDO:
+Info: www.beverfood.com
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1 Commento
Avete inserito il latte di capra fra i latti vegetali!