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Luca Gardini e Tommaso Inghirami presentano B.E.V.I. a Sansepolcro: vino, territorio e condivisione

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“Nel mondo del vino non ci deve essere competizione o comparazione, ma ci deve essere condivisione e cultura”. È questa la visione di Luca Gardini per la seconda edizione di B.E.V.I. – Borgo Eccellenze Vinicole Italiane, in programma a Sansepolcro (in provincia di Arezzo) il 24 e 25 ottobre 2026.

Dopo il debutto dello scorso anno, la manifestazione torna con cento cantine italiane selezionate dallo stesso Gardini e con un format che quest’anno rafforza il rapporto con la città e con l’Alta Valle del Tevere Tosco Umbra. Non soltanto una grande degustazione, dunque, ma un progetto che mette in relazione vino, territorio, cultura e convivialità. “B.E.V.I. è un concetto, quello di comunicare il vino in una chiave diversa. Cerchiamo di portare in tutto lo Stivale le eccellenze, il gruppo, l’identità, la personalità, l’unicità e soprattutto la condivisione”, ha anticipato a Beverfood.com proprio Gardini, wine critic e sommelier che per l’edizione 2026 ha nuovamente curato la selezione delle aziende protagoniste.

La sua idea parte da un superamento della logica della gara tra territori e produttori. “Non è più che è meglio o peggio, non c’è la regione migliore o peggiore. È un vino italiano che si deve muovere insieme, portando cultura, conoscenza e soprattutto allegria”. Un modo di intendere il vino che torna alla sua dimensione più immediata e conviviale. “Facciamo cultura, stiamo uniti, facciamo salotto”, prosegue Gardini. E proprio il concetto di salotto diventa una delle immagini attraverso cui descrivere B.E.V.I.: “Quello che facevano i nonni: andiamo dietro a un banco, in un bar, sotto un tavolo, in un ristorante o anche semplicemente a bordo di una barca e beviamo un buon bicchiere di vino che mette allegria e tira avanti la giornata”.

Se Gardini porta a Sansepolcro una selezione rappresentativa della viticoltura italiana, l’altra anima del progetto è profondamente legata al territorio. Tra i promotori di B.E.V.I. c’è Tommaso Inghirami, imprenditore originario della Valtiberina che, dopo essersi dedicato alla Fattoria di Grignano sulle colline fiorentine, ha scelto di tornare a investire nella propria terra d’origine. Il suo percorso passa dal recupero e dalla valorizzazione di vigne vecchie di oltre cinquant’anni, con l’obiettivo di riportare alla luce un patrimonio vitivinicolo che, secondo Inghirami, ha ancora molto da raccontare. “Dopo essermi dedicato alla tenuta di famiglia, la Fattoria di Grignano sulle colline di Firenze, ho scelto di tornare a credere nella Valtiberina, la mia terra d’origine. È qui che ho iniziato un percorso di recupero e valorizzazione di vigne vecchie di oltre cinquant’anni, con l’obiettivo di restituire nuova vita a un patrimonio vitivinicolo di grande valore e ancora in larga parte da raccontare”.

Luca Gardini
Luca Gardini

Il progetto personale di Inghirami si intreccia così con quello di B.E.V.I.: “Nasce dalla volontà di affermare la Valtiberina anche come terra di vino, valorizzandone la storia, il paesaggio e quelle caratteristiche che possono renderla un territorio vitivinicolo di grande interesse”. La manifestazione diventa quindi anche uno strumento per portare attenzione su un’area ancora poco conosciuta dal punto di vista enologico. “L’obiettivo è portare a Sansepolcro alcuni tra i più importanti protagonisti della viticoltura italiana e, allo stesso tempo, creare un confronto capace di accendere i riflettori sulle realtà e sulle potenzialità del territorio”, spiega sempre Inghirami.

Nell’edizione 2026 saranno cinque le cantine della Valtiberina chiamate a rappresentare il territorio attraverso i propri vini. “È un territorio ancora tutto da scoprire, ma che, grazie all’altitudine, alla particolare conformazione del terroir e al clima appenninico, presenta condizioni potenzialmente favorevoli alla nascita di vini di grande personalità e qualità”. La Valtiberina del vino diventa così uno dei temi centrali della seconda edizione: l’area compresa tra Sansepolcro, San Giustino, Caprese Michelangelo e Anghiari viene presentata come un territorio di confine tra Toscana e Umbria nel quale paesaggio, condizioni climatiche, cultura agricola e nuove progettualità stanno contribuendo alla crescita di una produzione vitivinicola ancora da valorizzare.

Anche il programma 2026 riflette questa impostazione. Sabato 24 ottobre B.E.V.I. entrerà nel tessuto urbano di Sansepolcro con una giornata dedicata al territorio, costruendo un dialogo tra vino, arte, artigianato, storia, cultura e produzioni locali. L’obiettivo è fare della città non una semplice sede della manifestazione, ma parte integrante del progetto. Domenica 25 ottobre, invece, il focus tornerà sulle cantine con i grandi banchi d’assaggio al Borgo Palace Hotel, dalle 12 alle 20. Le cento aziende selezionate da Gardini incontreranno wine lover, professionisti, operatori della ristorazione e dell’ospitalità, sommelier, buyer e stampa specializzata.

Il risultato è un format che prova a tenere insieme due dimensioni: da una parte il racconto delle eccellenze italiane, dall’altra la costruzione di una nuova narrazione della Valtiberina come territorio del vino. Ed è proprio nella possibilità di far dialogare queste due dimensioni che B.E.V.I. trova la propria identità. “Non c’è la regione migliore o peggiore”, ribadisce Gardini. “È un vino italiano che si deve muovere insieme”. Un vino che, prima ancora di essere confronto e valutazione, può tornare a essere cultura, relazione e convivialità. “Condivisione, allegria, voglia di fare salotto”. È questa, per Gardini e Inghirami, la direzione di B.E.V.I. 2026.

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