Un marchio scomparso dalle tavole da sessant’anni, un giardino liberty che torna a vivere e un ricavato interamente destinato al recupero di un monumento. A Livorno le Bibite Corallo tornano in produzione, e lo fanno con una formula insolita: un progetto no profit che lega il rilancio commerciale alla rinascita delle Terme del Corallo.
L’appuntamento è per domenica 21 settembre 2026 nel giardino delle Terme del Corallo, lo stabilimento liberty di via Orosi da cui tutto ebbe inizio. Qui saranno presentate le prime tre referenze della nuova gamma, la spuma bionda Sovrana, l’Aranciata Preziosa e la Corallo Cola, con nomi che omaggiano le storiche acque termali dello Stabilimento Acque della Salute.
Un progetto no profit a tre teste
L’operazione, di natura no profit, nasce dalla collaborazione tra l’Associazione culturale Terme del Corallo odv, presieduta da Silvia Menicagli, che detiene il marchio Bibite Corallo, Enoturistica, società di consulenza e comunicazione enoturistica guidata da Simone Nannipieri, titolare del sito bibitecorallo.it, e Confesercenti, rappresentata dal direttore provinciale Alessandro Ciapini. I ricavi delle vendite sosterranno il percorso di recupero delle Terme del Corallo, di proprietà del Comune di Livorno dal 2009, dove nel dicembre 2024 è stata restituita alla città la Sala della Mescita dopo un restauro durato due anni.
È un’operazione che unisce commercio, patrimonio storico e appartenenza, spiega Ciapini, che attraverso Confesercenti sta costruendo il canale distributivo, un club dei locali aperto a bar e ristoranti che vorranno aderire, con una prima base di una decina di esercenti livornesi. Sul fronte produttivo Menicagli mantiene il riserbo, i dettagli restano top secret, ma intanto rivendica il piacere di tornare a bere una spuma, un’aranciata o una cola made in Livorno.
Grafica liberty e ricette d’epoca
Il posizionamento punta sull’amarcord, bottiglie con etichette in stile liberty, campagne pubblicitarie d’epoca ricreate in formato poster, affiches e gadget dello storico stabilimento. Una coerenza che non sorprende, Enoturistica e l’associazione sono già partner del Premio Internazionale Leonetto Cappiello, dedicato al manifesto pubblicitario e intitolato al geniale illustratore livornese. Chi vorrà aderire al progetto potrà entrare nella rete dei Locali Corallo, le attività selezionate che accompagneranno il ritorno del marchio.
Il 21 settembre torneremo lì dove la storia è iniziata, dice Nannipieri. Questo è un primo test, se funzionerà aumenteremo la produzione.
Le Bibite Corallo nacquero nei primi decenni del Novecento come costola produttiva dello Stabilimento Acque della Salute, inaugurato nel luglio 1904 su progetto dell’ingegner Angiolo Badaloni e premiato all’Esposizione Internazionale di Parigi dello stesso anno. Dagli anni Venti lo stabilimento imbottigliava chinotto, limonata, spremuta d’arancia, cedrata e il Limone Corallo a base di puro succo d’agrume. Tra gli anni Cinquanta e Settanta le bottigliette verdi con etichette liberty erano un’icona della città, con una rete di agenti estesa fino a Stati Uniti e Canada. Nel dopoguerra l’attività di imbottigliamento passò alla STIB (Società Tirrenica Imbottigliamento Bevande), poi rilevata da Coca-Cola, proprietaria dell’area fino agli anni Novanta. Poi il declino, l’incendio del 1968 e la lunga odissea immobiliare, conclusa con l’acquisizione del complesso da parte del Comune di Livorno nel 2009.
+Info: bibitecorallo.it



