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Royal Unibrew, uno dei principali gruppi del beverage in Nord Europa, operativo anche in Italia tramite la controllata Ceres Italia, ha chiuso il bilancio 2020 con un fatturato globale di 7.557 Mni di corone danesi, pari a circa 982 Mni di euro.  La perdita di fatturato è stata contenuta a  meno  2% rispetto al 2019

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Le vendite complessive a volume sono state pari a 11,1 Mni hl, con un lieve incremento dell’1% rispetto al 2019. Con ottime prestazioni nell’off-trade ed una migliore pianificazione e attenzione ai costi, il gruppo è riuscito a fornire il più alto EBIT di sempre nonostante l’impatto di COVID-19. Il margine EBTID è passato dal 23,6% del 2019 al 24,6% del 2020, mentre l’utile netto si è portato a 1.183 Mni di corone (154 Mni €) contro 1.140 Mni di corone (148 Mni €) del 2019.

Il CEO del gruppo ha così commentato “La nostra strategia aziendale ha dimostrato la sua forza in un ambiente difficile, poiché il nostro modello di gestione locale ha dimostrato che siamo stati in grado di reagire rapidamente ai numerosi cambiamenti nei nostri mercati e ci siamo avvicinati ancora di più ai nostri clienti durante i tempi difficili. Abbiamo continuato a guidare la conversione da bevande normali a bevande a basso contenuto di zucchero e senza alcool… Nonostante l’attività On-Trade sia stata chiusa in gran parte dell’anno, siamo riusciti a far crescere la nostra quota di attività, riuscendo a fornire un EBIT più elevato… Abbiamo anche trascorso il 2020 stabilendo un’ambizione a lungo termine per l’area della sostenibilità totale, che mira a portarci nella parte più avanzata delle aziende di bevande sostenibili entro i prossimi cinque anni. In genere stiamo già ottenendo buoni risultati, ma abbiamo identificato opportunità a medio termine che miglioreranno il risultato in modo abbastanza significativo “.

 

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Con 2.630 dipendenti il gruppo Royal Unibrew produce e commercializza bevande di qualità con particolare attenzione ai prodotti di marca all’interno dei settori birra, bevande al malto e bevande analcoliche, sidro e altri prodotti pronti da bere. I mercati principali sono Danimarca, Finlandia, Italia (Ceres Italia), Francia e Germania, nonché Lettonia, Lituania ed Estonia. A questi si aggiungono i mercati internazionali che comprendono una serie di mercati nelle Americhe e nelle principali città in Europa e Nord America, nonché i mercati emergenti in Africa. Oltre ai propri marchi, il gruppo offre marchi internazionali basati su licenza dei gruppi PepsiCo e Heineken nel Nord Europa.

MERCATO ITALIA

In Italia, dove il gruppo opera con la controllate Ceres Italia (birre) e Fonti di Crodo (soft drinks) , il fatturato 2020 è indicato in 714 Mni di corone (cioè 93 Mni di €) contro 853 Mni di corone (cioè 109 Mni di €)  del 2019. Si tenga conto che sul mercato italiano circa il 60% dell’attività è in On-Trade, il canale che ha subito il tracollo delle vendite a causa della pandemia.  Per compensare in parte gli effetti della significativa diminuzione di vendite durante i periodi con blocchi e restrizioni, la società si è concentrata sul potenziamento delle proprie operazioni nei supermercati, assicurando in ogni caso che i canali all’ingrosso e i Cash & Carry fossero ben forniti e attivati sia con le birre Ceres che con la linea Lemonsoda e gli altri soft drink prodotti nello stabilimento di Crodo. Ceres ha in particolare ottenuto buoni risultati nel canale Off Trade, dove è stata lanciata una gamma di birre speciali accanto all’iconica Ceres Strong Ale.

+info: www.royalunibrew.com

A cura della redazione beverfood.com edizioni

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