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Lo scenario economico di anno in anno peggiora: consumatori in crisi e nessun segnale di miglioramento alle porte. Anzi, l’ipotizzato aumento dell’Iva che parrebbe imminente nel prossimo autunno sarebbe un’ulteriore colpo su un mercato già allo stremo delle forze. E’ questo il quadro dipinto da Coop per la presentazione dei dati di Bilancio Consuntivo 2011 avvenuta nel corso dell’Assemblea annuale di Coop Italia. Malgrado tutto Coop resiste e si conferma primo gruppo della grande distribuzione italiana aumentando la propria quota di mercato che è oggi pari al 18,4%. 13,1 i miliardi di fatturato (+1,7%), un risultato operativo netto delle grandi cooperative dello 0,5%, sostanzialmente in linea con l’anno precedente. Sono 1.474 i punti vendita di Coop (comprensivi di 30 nuove aperture), si è inoltre mantenuta la base occupazionale (oltre 56.900 addetti) e si conferma l’aumento della base sociale (sono oltre 7 milioni e 700.000 i soci con una percentuale di crescita del 3,6% rispetto al 2010).

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“Abbiamo sostanzialmente tenuto sulle vendite e sul risultato della gestione caratteristica, mantenendo anche la nostra solidità patrimoniale: sono risultati tutt’altro che scontati raggiunti contenendo i prezzi di vendita più bassi rispetto a quelli all’acquisto operati dalle industrie fornitrici (circa un punto percentuale in meno), senza venir meno alla distintività dell’essere cooperativa.- sostieneVincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Gestione Coop Italia- Anche nel 2012 Coop dimostra una tenuta delle vendite complessive (+0,9% rispetto ad una media Super+Iper a +0,4%). Permangono tuttavia difficoltà di cui le maggiori si confermano nel primo semestre 2012 sui prodotti non alimentari, con una flessione vicina al -10% (in particolare elettronica e abbigliamento) nella grande distribuzione organizzata; tengono invece le vendite degli alimentari confezionati, considerata anche l’inflazione che nei primi 5 mesi ha fatto segnare un +3,8% mentre sono in flessione i prodotti freschi, in particolare l’ortofrutta, ma anche carni e soprattutto il pesce”.

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“Nonostante la tenuta complessiva –continua Tassinari- guardiamo con preoccupazione alla seconda metà del 2012 e i primi risultati del “Barometro” Coop di giugno ci danno ragione: il 33% dei nostri soci e consumatori (ma erano il 24% solo 3 mesi fa) prevedono un peggioramento delle proprie condizioni economiche nei prossimi mesi. Sull’immediato futuro pesa anche l’incognita dell’aumento ipotizzato dell’Iva, una vera mannaia per tutti i consumatori. Abbiamo stimato che il possibile aumento dell’Iva, sommato agli aumenti delle tasse e a quelli su carburanti e tariffe graverebbe sui redditi di una famiglia media per circa 2.700€ l’anno. Ciò determinerebbe un ulteriore effetto depressivo soprattutto nei confronti delle famiglie meno abbienti, sempre più numerose, che devono fronteggiare in questi mesi la spinta inflattiva sui beni ad alta frequenza di acquisto che, soprattutto per l’inasprimento dei costi delle materie prime ed energetici, è al 3,8%”.

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I risultati positivi del 2011 e gli impegni Coop per il 2012- Pur con queste criticità spiccano alcuni risultati positivi di Coop: in primo luogo i dati del prodotto a marchio che supera i 2,8 miliardi euro di fatturato, con una quota complessiva che raggiunge nel 2011 il 25% sul totale alimentari confezionati – una quota più europea che italiana (dove le private label sono al 16%) – e che crescerà ancora – sta infatti toccando il 27% nel primo quadrimestre 2012 con un trend del +15% – a dimostrazione del fatto che i soci e consumatori trovano nel prodotto Coop quella giusta combinazione di qualità, prezzo e valori che risponde alle loro esigenze. Degno di evidenza il fatto che, in un contesto di calo dei consumi, sono le aree di maggiore innovazione e distintività del prodotto a marchio a registrare nel 2011 i migliori incrementi: FiorFiore (Premium) +17%, ViviVerde (Bio e Naturale) +22%, Solidal +11%. Buoni sono stati i risultati di Coop Voce, la telefonia mobile di Coop, che ha raggiunto 800.000 clienti e che si dimostra un piccolo caso di eccellenza e sempre nel corso del 2011 è cresciuta la diffusione di Coop Salute con 105 corner, 84 milioni di euro di fatturato (in crescita del 9%) e un risparmio per il consumatori di circa il 29%, rispetto ai prezzi medi praticati in farmacia.. Anche nell’ambito della vendita dei carburanti, dopo l’esperienza positiva delle prime 5 stazioni, nei prossimi anni prevediamo l’apertura di 15 stazioni di servizio per un volume stimato di lt erogati pari a circa 210 milioni annuali.

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Un altro impegno che Coop confermerà anche nel futuro è l’attenzione rivolta al mondo dell’agricoltura italiana, con oltre 6 milioni di q.li di ortofrutta e un valore di circa 1 miliardo di € di carne di provenienza italiana venduti nella propria rete. In questo ambito spicca il progetto della linea di vini “Assieme” realizzata di concerto con alcune cantine italiane associate a Legacoop Agroalimentare (in un anno oltre 1.800.000 bottiglie vendute) e il progetto di co-imprenditorialità siglato assieme a Legacoop e Coldiretti iniziata con la pasta “100% Italia” lanciata a fine aprile 2012: un prodotto che accorcia la filiera e garantisce una più equa ripartizione del valore aggiunto.“Confermato, inoltre, pur in un contesto molto delicato, il piano delle nuove aperture che non conosce soste: nel triennio 2012-2014 apriranno 52 nuovi punti vendita, generando nuova occupazione e investendo oltre 400 milioni di euro –aggiunge Ernesto Dalle Rive, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Coop Italia – In questo momento di recessione economica e di crisi dei consumi ciò che manca è una politica economica chiara di sostegno dell’economia. Segnalo una evidente incongruenza: se con la legge “Cresci Italia” da un lato si darebbe luogo a liberalizzazioni che data la situazione in atto possono non dare i risultati sperati (nuove aperture – orari di apertura) dall’altro con l’art. 62 si drenano risorse utili per la Distribuzione Moderna, che ogni anno investe 3 miliardi in sviluppo della rete di vendita che si riflette anche in nuova occupazione”. “Non c’è dubbio -aggiunge Tassinari- che la politica di governo deve prendere la strada decisa del rilancio dell’economia e di difesa degli oltre 19 milioni di famiglie che stanno nella fascia medio-bassa di redditi disponibili e che hanno assoluto bisogno di un sostegno chiaro e forte”.

+info: Silvia Mastagni, Responsabile Ufficio Stampa Coop

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