Quindici buyer da cinque Paesi, venti birrifici, un solo obiettivo: portare la birra artigianale italiana oltre confine. Il 5 e 6 agosto il Consorzio Birra Italiana accoglie in Salento una delegazione di operatori esteri provenienti da Regno Unito, Irlanda, Svizzera, Belgio e Croazia, nell’ambito della ventesima edizione del Birra e Sound Beer Festival a Galatina (Lecce).
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Agenzia ICE, è la quarta tappa del programma 2026 dedicato alla promozione internazionale della birra artigianale italiana da filiera agricola (Craft Beer Farmed in Italy).
Venti birrifici e materie prime tutte italiane
Per l’occasione è stato allestito uno stand del Consorzio con una rappresentanza di venti birrifici associati, selezionati per offrire ai buyer una panoramica della produzione nazionale. Tutte le aziende partecipanti producono birra utilizzando materie prime della filiera agricola italiana, malto, cereali, luppolo e altri ingredienti espressione della biodiversità del territorio, valorizzando un modello fondato su qualità, tracciabilità e legame con le aree di origine. L’obiettivo è creare occasioni concrete di incontro tra produttori e operatori internazionali, attraverso degustazioni, momenti di confronto e attività di networking.
Dal luppoleto al bicchiere, l’esperienza del birraturismo
Il programma prevede la visita alla malteria Dekore, al birrificio Birra Salento e al luppoleto dell’azienda. Un itinerario che affianca agli incontri B2B un’autentica esperienza di birraturismo, forma di turismo esperienziale sempre più apprezzata che permette di scoprire la cultura della birra artigianale nei luoghi di produzione. I buyer potranno seguire l’intera filiera, dalla coltivazione delle materie prime alla maltazione, dalla produzione alla degustazione finale.
L’iniziativa si inserisce in un contesto favorevole per il Made in Italy agroalimentare. Secondo le più recenti rilevazioni ISMEA, l’export agroalimentare italiano ha raggiunto nel 2025 il valore record di circa 73 miliardi di euro, confermando la crescita costante della domanda internazionale di prodotti di qualità, tracciabili e legati ai territori.
“Dopo sette anni di lavoro abbiamo dimostrato che una birra prodotta interamente da filiera agricola italiana è una realtà concreta. Il progetto del Consorzio Birra Italiana, nato in collaborazione con Coldiretti, ha contribuito a costruire un modello che valorizza le materie prime agricole italiane e il legame tra agricoltura, produzione brassicola e territorio. Adesso la sfida compie un passo ulteriore: vogliamo portare questo modello oltre i confini nazionali e far conoscere ai mercati internazionali il valore della nostra birra, della nostra agricoltura e dei territori da cui nasce”, dichiara Maurizio Zecca, vicepresidente del Consorzio Birra Italiana con delega all’internazionalizzazione.
Quella di Galatina è la quarta attività realizzata nel 2026 nell’ambito dell’accordo tra Consorzio Birra Italiana e Agenzia ICE. Il programma ha preso il via in Umbria, è proseguito in Veneto, ha fatto tappa a Londra in occasione del London Craft Beer Festival e approda ora in Salento, a conferma di una strategia che punta a promuovere nel mondo non soltanto la birra artigianale italiana, ma l’intera filiera agricola che la rende unica.



