Mercati Trends Birra

Meno birra, più lavoro: il paradosso italiano nel report European Beer Trends 2026

Pinterest LinkedIn

In Europa si beve meno birra, ma in Italia il settore non ha mai dato lavoro a così tante persone. È il paradosso che emerge dall’edizione 2026 dello European Beer Trends, il rapporto statistico annuale di The Brewers of Europe che fotografa il 2025 del comparto brassicolo continentale.

L’Europa rallenta, l’analcolica corre

I numeri complessivi confermano una fase difficile: nell’Unione Europea la produzione è scesa del 2,9% e i consumi del 3,2% rispetto al 2024. Dal 2019 il calo cumulato è rispettivamente dell’8,6% e del 9,2%. In controtendenza c’è un solo segmento, la birra analcolica: volumi a +5,9% nel 2025 e +38,3% dal 2020, per una quota che ha raggiunto l’8,2% del mercato UE. Una birra su dodici consumate in Europa è ormai senza alcol.

“La birra è molto più di ciò che viene versato in un bicchiere. Unisce le persone, sostenendo agricoltori, birrai, imprese dell’ospitalità e comunità locali in tutta Europa. Anche in un contesto economico difficile, il nostro settore continua a innovare e a rispondere alle aspettative dei consumatori. La crescita continua della birra analcolica mostra come i birrai si stiano evolvendo per offrire ai consumatori più scelta e più opportunità di moderazione che mai”, ha dichiarato Julia Leferman, Segretario Generale di The Brewers of Europe.

Italia: consumi giù, occupazione e accise mai così alte

I dati italiani contenuti nel report raccontano una storia diversa dai titoli europei. I consumi sono scesi a 21,15 milioni di ettolitri (-2,5%), meglio della media UE, e la produzione a 16,79 milioni di ettolitri (-2,5%), che vale l’ottavo posto tra i produttori europei. Ma l’occupazione diretta è salita a 6.200 addetti, il dato più alto dell’intera serie 2019-2025 (erano 6.030 nel 2024 e 5.700 nel 2019). Record anche per il gettito delle accise: 749 milioni di euro, contro i 714 dell’anno precedente. Si beve meno, ma il settore pesa di più su lavoro e casse dello Stato.

Microbirrifici: il report conferma lo stop

La frenata dei microbirrifici non è una novità per chi segue il settore, ma ora arriva la conferma ufficiale nei numeri di The Brewers of Europe: i birrifici attivi in Italia restano fermi a quota 1.018, di cui 1.008 microbirrifici, lo stesso dato del 2024. Dal 2019 (853 impianti) la crescita era stata di quasi il 20%; il 2025 certifica la fine di quella corsa.

On-trade in calo, import da podio

Mentre a livello europeo la quota di birra consumata in bar, pub e ristoranti mostra segnali di stabilizzazione, in Italia l’on-trade arretra dal 39% al 37% dei volumi. Sul fronte del commercio estero, l’Italia si conferma terzo importatore UE con 7,5 milioni di ettolitri (dietro Francia e Regno Unito), mentre l’export si ferma a 3,1 milioni di ettolitri, in calo per il secondo anno: una peculiarità italiana è che il 75% delle esportazioni va fuori dall’Unione Europea.

Nel complesso, il settore brassicolo europeo conta circa 10.000 birrifici, sostiene circa 2 milioni di posti di lavoro diretti e indiretti e genera circa 52 miliardi di euro di valore aggiunto annuo. L’export UE è però sceso al livello più basso dal 2014. Il quadro che emerge è quello di un mercato maturo che si trasforma: volumi in calo, ma più valore, più moderazione e un peso economico che resiste anche in Italia.

+info: brewersofeurope.eu/european-beer-trends/

Tu cosa ne pensi? Scrivi un commento (0)

BUBBLE Bev - End-to-end custom beverage solutions

Resta sempre aggiornato! Iscriviti alla Newsletter


Annuario Birra Birritalia 2025-26 beverfood

Scrivi un commento

Per continuare disattiva l'AD Block

La pubblicità è fondamentale per il nostro sostentamento e ci permette di mantenere gratuiti i contenuti del nostro sito.
Se hai disattivato l'AD Block e vedi ancora questo messaggio ricarica la pagina