Il mercato mondiale della birra continua a perdere terreno, e i numeri del 2025 lo confermano senza margini di interpretazione. Il BarthHaas Report 2025/2026, l’atteso rapporto annuale firmato dal più grande specialista mondiale del luppolo, fotografa un settore ancora sotto pressione, dove persino i giganti arretrano e la crescita resta un’eccezione riservata a pochi.
Secondo i dati anticipati il 17 giugno 2026 da Norimberga, i 40 maggiori gruppi birrari del pianeta hanno venduto nel 2025 circa 1.586 milioni di ettolitri di birra. Si tratta di un calo del 3,1% rispetto all’anno precedente, un arretramento più marcato rispetto al 0,6% registrato nel 2024 e la conferma di un trend negativo che va avanti ormai da tre anni consecutivi.
Il podio resta invariato ma perde volumi
In cima alla classifica nulla cambia, ma quasi tutti i big chiudono in territorio negativo. AB InBev mantiene saldamente la vetta con 484,19 milioni di ettolitri (-2,5%), seguita da Heineken con 235,65 milioni di ettolitri (-2,1%). Al terzo posto China Res. Snow Breweries, unica del podio a crescere, con 110,30 milioni di ettolitri (+1,4%). Insieme, questi tre colossi rappresentano da soli oltre la metà della produzione complessiva dei top 40.
I movimenti nella top 10
Le prime sette posizioni della classifica restano invariate, mentre più in basso si registrano alcuni scambi di poltrona. La cinese Yanjing Brewery sale dall’ottavo al settimo posto (i dati indicano un avanzamento nella parte alta della graduatoria), scambiando la posizione con la francese BGI/Groupe Castel.
La novità più rilevante riguarda l’ingresso in classifica di JSC AB InBev Efes, inserita per la prima volta nella top 40. L’ex controllata russa del gruppo, oggi quotata separatamente come società indipendente, entra all’undicesimo posto e spinge fuori dalla graduatoria mondiale il gruppo francese Financière ACP, che occupava l’ultima posizione.
La diversificazione come strategia di sopravvivenza
Il mercato sempre più difficile sta spingendo i produttori a cercare linee di business alternative. Le birre analcoliche e a basso contenuto alcolico, insieme alla diversificazione verso categorie di bevande collegate, restano al centro dell’agenda strategica di tutti i grandi gruppi birrari. Un segnale chiaro di come il comparto stia cercando risposte a un consumo tradizionale in contrazione strutturale.
Il calo dei volumi globali racconta un mercato maturo che si riorganizza, dove la crescita non passa più dai volumi ma dalla capacità di intercettare nuove abitudini di consumo. La versione integrale del BarthHaas Report 2025/2026 sarà pubblicata il 21 luglio.
INFO: barthhaas.com




