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Una birra contro i virus? Il test come vaccino che divide gli scienziati

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Un virologo statunitense ha creato una birra che potrebbe funzionare come vaccino. Chris Buck, ricercatore del National Cancer Institute di Bethesda, Maryland, ha modificato geneticamente il comune lievito da birra per produrre frammenti di virus innocui, capaci di stimolare il sistema immunitario.

Come funziona

Buck ha ingegnerizzato il lievito Saccharomyces cerevisiae — lo stesso usato per pane e birra — inserendo il gene di una proteina del poliomavirus BK. Questo virus può causare gravi problemi ai pazienti trapiantati e con sistema immunitario compromesso.

La scoperta chiave: nei topi, il lievito vivo mescolato al cibo ha prodotto anticorpi protettivi. Il lievito morto o purificato no.

L’auto-esperimento

A maggio 2025 Buck ha bevuto la sua birra-vaccino: una pinta al giorno per cinque giorni, poi due richiami. Gli esami del sangue hanno mostrato un aumento degli anticorpi contro il virus. Nessun effetto collaterale.

Anche il fratello e altri familiari hanno partecipato. I risultati, pubblicati su Zenodo.org il 17 dicembre 2025, non sono ancora stati validati da altri scienziati.

Perché è controverso

Il NIH ha vietato a Buck di sperimentare su se stesso durante il lavoro. Lui ha aggirato il divieto fondando una società privata, la Gusteau Research Corporation (dal nome dello chef di Ratatouille).

“La burocrazia sta ostacolando la scienza”, ha dichiarato Buck. “Questo è il lavoro più importante della mia carriera”.

Le critiche

Arthur Caplan, esperto di etica medica della NYU, è scettico: “È forse il peggior momento immaginabile per lanciare qualcosa del genere”, considerando l’attuale clima ostile ai vaccini negli USA.

Altri ricercatori sollevano dubbi: testare un vaccino su due persone non basta per dimostrarne sicurezza ed efficacia su larga scala.

I sostenitori

C’è chi vede potenziale. Preston Estep, fondatore di un gruppo di ricerca sui vaccini fai-da-te, ritiene che l’approccio potrebbe rendere le vaccinazioni più accettabili: “Permette alle persone di sperimentare i vaccini come un cibo familiare”.

Buck spera di applicare la tecnologia ad altri virus, inclusi COVID-19 e influenza aviaria.

+info: zenodo.org/records/17969224

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