Il futuro dei grandi birrai europei passa anche dal bicchiere senza alcol. Mentre il consumo di birra alcolica rallenta e la sobrietà guadagna terreno, alcuni dei nomi più solidi del continente stanno presidiando con decisione la categoria delle bibite analcoliche e funzionali. Lo fanno con strategie diverse, dalla lager isotonica al recupero di una ricetta dimenticata, fino alla bevanda che promette benefici per la pelle. Tre mosse recenti raccontano bene un movimento che non è più un esperimento di nicchia, ma una direzione di mercato.
Heineken e la birra che diventa sport drink
La mossa più netta arriva dal Regno Unito. Heineken UK ha lanciato Outd00r Brewing, una lager isotonica analcolica (0.0% di alcol) con elettroliti, magnesio e vitamina C, disponibile nelle varianti original lager e limone. È il primo ingresso del gruppo nel cosiddetto “functional brewing”, la zona di confine tra le birre low e no alcol e i soft drink funzionali.
Il posizionamento è chiaro: una bibita pensata per il consumatore attivo, da bere dopo lo sport. Presentata come la lager isotonica a più basso contenuto calorico sul mercato britannico, gluten free, è venduta in lattine da 330 ml a circa 2 sterline e distribuita attraverso Ocado, Waitrose e i centri fitness David Lloyd, con attivazioni legate a running club e gruppi sportivi urbani. “I consumatori stanno ridefinendo le occasioni di consumo dell’alcol e cercano benefici funzionali, come l’idratazione, nelle loro bevande”, ha spiegato Katie Park, Head of Beyond Beer di Heineken UK. La scelta poggia su un dato di mercato: nel Regno Unito la quota delle birre low e no alcol è raddoppiata.
La direzione non è isolata. Heineken sta spingendo da tempo verso il confine tra birra senza alcol e bevanda funzionale, come mostra il lancio della Heineken 0.0 Ultimate, la prima del brand senza alcol, calorie e zuccheri, a proposito della quale ci si è chiesti se non si tratti ormai di una vera e propria acqua di luppolo. Con Outd00r il passo è ancora più netto: gli elettroliti e la vitamina C spostano il prodotto nel terreno degli sport drink, facendo leva sull’incontro tra birra analcolica e bevanda funzionale, in un territorio vicino a quello degli sport drink.
Mahou San Miguel e la bibita che pensa alla pelle
Anche in Spagna il leader del settore birrario punta sul funzionale, ma con un angolo diverso, quello del benessere e della bellezza. Mahou San Miguel è entrata nella categoria dei soft drink funzionali con il lancio di YUZZ, una bevanda analcolica e a basso contenuto calorico che integra il concetto di cura personale nel momento del consumo. Il prodotto contiene acido ialuronico di origine naturale e vegetale (GreenIuronic, derivato dal cosiddetto “fungo della bellezza”, la Tremella fuciformis) e vitamina C, che contribuisce alla normale formazione del collagene.
Sviluppata dall’area Innovazione dell’azienda in collaborazione con l’imprenditrice e influencer María Pombo, YUZZ debutta sui canali digitali (Amazon, store online, Glovo e parafarmacie) con un’espansione progressiva nel canale fisico. La scelta non è casuale. “La crescita di questo segmento riflette un cambiamento nelle priorità del consumatore verso opzioni legate al benessere”, spiega Miguel Ángel Cabrero, Innovation Hub Director di Mahou San Miguel. Il riferimento è a una categoria, quella dei funzionali, che insieme agli energy drink cresce a ritmi stimati tra il 6,8% e il 7% annuo in valore. Per il gruppo, già presente in acqua minerale, energy drink, caffè e bevande a base di vino, è un ulteriore tassello di diversificazione.
La Trappe e il ritorno di Ariston dalla soffitta dell’abbazia
Dai Paesi Bassi arriva la storia più curiosa. I monaci dell’Abbazia di Koningshoeven a Berkel-Enschot, noti per la birra trappista La Trappe, hanno rilanciato Ariston, una bibita analcolica nata da una ricetta di circa 75 anni fa. L’originale veniva prodotto durante e subito dopo la Seconda guerra mondiale, quando ai monaci era vietato produrre birra e le materie prime scarseggiavano: la bibita serviva a integrare le entrate. La ricetta è riemersa per caso, dalla scoperta di una vecchia bottiglia in soffitta durante i preparativi per i 140 anni dell’abbazia.
Il prodotto di oggi non è una semplice riedizione ma una reinterpretazione, a basso contenuto di zuccheri e calorie, declinata in quattro varianti che combinano frutta ed erbe da diverse parti del mondo, ispirate alla composizione internazionale della comunità monastica. La produzione iniziale, circa 10.000 litri per oltre 36.000 bottiglie, avviene per ora sotto la supervisione dei monaci ma fuori dalle mura, in fase di test. “I consumatori scelgono in modo più consapevole qualità e gusto, anche quando optano per meno alcol o per nessun alcol”, ha osservato Lizanne Reefman, head of marketing del birrificio De Koningshoeven. Una parte del ricavato sostiene la cura di bambini orfani in Uganda.
Il luppolo esce dal boccale
Il fenomeno ha anche una declinazione tutta italiana. Il luppolo, con il suo patrimonio di polifenoli e antiossidanti, sta uscendo dal perimetro della birra per diventare ingrediente di bevande funzionali a sé stanti, dall’Acqua di Luppolo nata dalla collaborazione tra Baladin e Acqua S.Bernardo alle acque luppolate della startup trentina ActiveHop. Un movimento che corre in parallelo a quello dei grandi gruppi e che racconta la stessa cosa: il confine tra birra, soft drink e integratore si sta facendo sempre più sottile. Su questi temi rimandiamo al nostro approfondimento sui benefici della birra analcolica e del luppolo per il benessere.
Una categoria che attira i grandi birrai
Tre casi, tre Paesi, tre approcci diversi: la lager isotonica per chi fa sport, l’innesto del benessere funzionale, il recupero di un patrimonio storico. Ma la traiettoria è comune. Davanti a un consumo di birra in flessione e a una domanda crescente di prodotti analcolici, i birrai non si limitano più alle versioni “zero” dei propri marchi: entrano da protagonisti nel soft drink, dove possono spendere reputazione, capacità produttiva e cultura del gusto. Una partita europea che ridisegna i confini tra birra, bibita e integratore, e che promette di arrivare presto anche sugli scaffali italiani.
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