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BlackRock supera il 5% del capitale di Pernod Ricard

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Il colosso americano del risparmio gestito BlackRock ha superato la soglia del 5% del capitale di Pernod Ricard, secondo distillatore mondiale di vini e spiriti. La dichiarazione è stata trasmessa all’AMF, l’autorità francese dei mercati finanziari, e segna un nuovo passaggio nella struttura azionaria del gruppo francese.

I numeri della partecipazione

BlackRock, che agisce per conto di clienti e fondi gestiti, ha dichiarato di aver oltrepassato al rialzo il 29 maggio 2026 la soglia del 5% del capitale di Pernod Ricard. Il gestore americano detiene ora il 5,22% del capitale e il 4,35% dei diritti di voto del gruppo.

Secondo quanto precisato nella comunicazione, il superamento della soglia deriva da acquisti di azioni Pernod Ricard effettuati sia sul mercato sia fuori mercato, oltre che da un aumento del numero di azioni detenute a titolo di garanzia (collaterale).

Un peso da big mondiale degli spiriti

Pernod Ricard è il numero due mondiale (dopo Diageo) nella produzione e commercializzazione di vini e spirits premium. Il portafoglio del gruppo comprende marchi come Absolut, Jameson, Ballantine’s, Chivas Regal, Ricard, Malibu, Beefeater, Havana Club, Martell e The Glenlivet, insieme a brand di nicchia come Italicus, Lillet e Malfy e a vini come Jacob’s Creek, Campo Viejo e Brancott Estate.

BlackRock, presenza diffusa nel beverage globale

L’ingresso sopra il 5% in Pernod Ricard si inserisce in una presenza già molto ampia di BlackRock nel settore delle bevande. Il gestore, primo asset manager al mondo, figura tra i principali azionisti istituzionali di quasi tutte le grandi società quotate del comparto.

Nel beverage BlackRock detiene partecipazioni significative, in genere intorno o sopra l’8%, in gruppi come PepsiCo e The Coca-Cola Company, oltre a posizioni rilevanti in altri big mondiali di spiriti e birra come Diageo e Anheuser-Busch InBev. Si tratta per lo più di partecipazioni di natura passiva, gestite per conto di fondi indicizzati e clienti, ma che danno comunque al gruppo americano un peso considerevole negli assetti proprietari del settore.

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