L’analisi della brand strength offre una lettura particolarmente significativa per il mondo beverage. Brand Finance misura attraverso il Brand Strength Index la capacità di ciascun marchio di orientare le scelte di acquisto nel proprio settore, assegnando un rating da D a AAA+.
Quattro brand del food & beverage raggiungono il massimo rating AAA+: Campari nei super-alcolici, Lavazza nelle bibite, Peroni nelle birre e Nutella negli alimentari. Significa che in ciascuno di questi comparti il brand leader esercita la massima influenza possibile sulle preferenze dei consumatori italiani, un risultato che premia decenni di investimento coerente in identità, qualità percepita e comunicazione.
Peroni e Moretti, la birra italiana corre
Il settore birra registra le performance più sorprendenti dell’intera classifica beverage. Peroni sale dal 60° al 53° posto con 888 milioni di euro (+19,6%) e si aggiudica appunto il rating AAA+ come brand più forte nel settore birre presso i consumatori italiani.
Ma il dato più eclatante è quello di Birra Moretti, che debutta nella Italy 100 al 98° posto con 375 milioni di euro e una crescita del +93,2%, la seconda più alta dell’intero report dopo Leonardo (+61,4%). Un risultato che riflette il rafforzamento del marchio nel mercato nazionale e internazionale.
Lavazza, SanPellegrino, Caffè Borbone e il caffè italiano nella classifica
Nel comparto bevande analcoliche, Lavazza si posiziona al 36° posto con un valore di 1.415 milioni di euro. Pur registrando una lieve flessione (-5%), conquista il primato di brand italiano più forte nel settore bibite con il massimo rating AAA+.
SanPellegrino guadagna sei posizioni e sale al 42° posto con 1.064 milioni di euro (+15,8%), a conferma della solidità del brand nel segmento acque minerali premium a livello internazionale.
Tra i caffè, Illy cresce dell’8,6% e raggiunge 601 milioni di euro al 75° posto, mentre Caffè Borbone entra per la prima volta nella Italy 100 al 99° posto con 368 milioni di euro (+12,3%), confermando l’espansione del marchio napoletano oltre i confini del mercato domestico.
Aperol e Campari confermano la presenza tra i top brand italiani
Nel comparto spirits, Aperol si conferma nella top 50 al 45° posto con 960 milioni di euro, mentre Campari mantiene la sua posizione tra i primi 100 brand italiani al 90° posto con 432 milioni di euro, in un anno che non è stato favorevole per i brand del settore spirits a livello globale. Martini resta sostanzialmente stabile al 72° posto con 613 milioni di euro.
Da sottolineare che, nonostante le dinamiche di mercato sfavorevoli, Campari conserva il massimo rating AAA+ per forza del marchio nel settore super-alcolici, a conferma di una solidità reputazionale costruita nel tempo e indipendente dalle fluttuazioni congiunturali.
Ferrero domina il food, Nutella e Kinder volano
Il protagonista assoluto nel settore alimentare è il Gruppo Ferrero, che piazza tre brand nella top 30 della classifica nazionale. Kinder sale al 14° posto con un valore di 3.513 milioni di euro e una crescita del +26%, Nutella si conferma al 24° posto con 2.501 milioni di euro e un balzo del +29,2%, mentre Ferrero Rocher guadagna quattro posizioni arrivando al 26° posto con 1.997 milioni di euro (+24,3%).
Barilla consolida la sua posizione al 12° posto con 4.665 milioni di euro (+4,3%), confermandosi il brand alimentare italiano di maggiore valore in assoluto. Tra gli altri protagonisti del food, il Gruppo Veronesi cresce del +26,8% raggiungendo 1.308 milioni di euro al 38° posto, mentre Parmalat risale al 56° posto con 869 milioni di euro (+14%).
Il Made in Italy alimentare, tra forza e fragilità
Il report dedica ampio spazio a una riflessione strategica che riguarda da vicino il settore. L’Italia è la prima potenza mondiale delle indicazioni geografiche protette, dal Parmigiano Reggiano al Prosecco, dall’Aceto Balsamico al Prosciutto di Parma. Ma questa notorietà collettiva, secondo Brand Finance, rischia di essere una trappola competitiva: il consumatore compra la denominazione, non il singolo produttore, e questo consegna il potere contrattuale alla grande distribuzione.
Il contrasto con brand come Ferrero, Barilla o Lavazza, che hanno costruito identità di marca autonome con comunità di consumatori fedeli, è il punto centrale dell’analisi. I numeri lo confermano: sono proprio questi brand a registrare le crescite più importanti nella classifica 2026.
+info: brandirectory.com/reports/italy
© Riproduzione riservata



