Aziende Eventi Marketing & Comunicazione Mercati Personaggi Prodotti & Brands Salute Trends Acqua Minerale Bevande Analcoliche Birra Caffè - Tè - Bevande Calde e Coloniali Spirits, Distillati, Liquori Vino

Verso BrauBeviale 2026: come la metamorfosi del beverage cambia l’Europa

Pinterest LinkedIn

C’è un cortocircuito affascinante che attraversa l’industria europea del beverage, una tensione costante tra il desiderio intimo di rimettersi al centro e il bisogno viscerale di non perdersi di vista. Da un lato, la ricerca quasi scientifica del self-care: corpi più puliti, produttività, controllo, esplosione di energy drink e prodotti “No-Low Alcohol”. Dall’altro, una resistenza silenziosa che si consuma attorno ai tavoli dei pub e nei micro-distretti urbani, dove la socialità pura, l’atmosfera e l’identità locale rimangono un collante importante.

Per raccontare questa transizione, la fiera internazionale BrauBeviale ha scelto come tappa del suo tour europeo “BrauBeviale meets Europe” Tripstillery, la prima distilleria urbana di Milano. Un vero e proprio “laboratorio del futuro”, perfetto per accogliere la conferenza stampa tenutasi il 17 giugno 2026.

«A cinque mesi esatti dal via della manifestazione di Norimberga, siamo qui per raccontare come sta cambiando il comparto nel suo complesso. La birra resta il punto di riferimento tradizionale, ma oggi assistiamo a una spinta fortissima verso i vini contemporanei e il mondo ‘low e no alcohol’. In Italia, questo è diventato il grande argomento di discussione», ha esordito il giornalista e moderatore Andrea Guolo.

La sfida della metamorfosi: cooperare per non sparire

Il mercato non aspetta più i tempi della burocrazia o i cicli pluriennali della tecnologia. Gli shock economici si sono trasformati in realtà quotidiana. Lo sa bene Rolf Keller, Managing Director di YONTEX (joint venture nata nel 2023 tra Fiera di Monaco e Fiera di Norimberga). Il suo intervento sposta il focus dalla dimensione aziendale alla prontezza di riflessi:

«Il panorama europeo sta cambiando rapidamente e i consumatori si evolvono più velocemente che mai. Tecnologie e processi che un tempo richiedevano anni per svilupparsi stanno diventando una realtà economica immediata, in un clima però sfidante. Ma dentro queste sfide risiede una grande opportunità. Il futuro del comparto non sarà deciso solo dalle dimensioni delle aziende, ma soprattutto dalla capacità di adattamento, dalla velocità e dalla cooperazione. Le sfide che ci attendono non possono essere risolte da soli».

Keller lancia un messaggio chiaro alla filiera: la frammentazione è un lusso che l’Europa non può permettersi. BrauBeviale 2026, sotto il claim “All Beverages. One Future”, punta a trasformarsi da semplice fiera e piattaforma di orientamento integrata.

I macro-trend sociologici e i numeri della frammentazione

L’analisi dei comportamenti di consumo, affidata a Susanne Blüml, Senior Manager Strategic Portfolio Development di YONTEX, poggia sulle rivelazioni del prestigioso Rheingold Institut. Ne emerge un consumatore europeo che si muove tra spinte opposte, riassuminili in tre grandi macro-tendenze globali:

  • Self-Care / “Booze Less”: in un mondo percepito come instabile e fuori controllo, l’individuo cerca di riprendere il controllo su se stesso attraverso il corpo. Moderare l’alcol (“booze less”), ottimizzare il sonno e cercare la massima efficienza fisica diventano una priorità. Il trend No-Low alcohol e l’esplosione dei functional drinks nascono esattamente da questa esigenza di “pulizia” e performance;
  • Convenience: il tempo è la risorsa più scarsa. Il consumatore pretende soluzioni rapide, formati portatili e accessibilità immediata, spingendo la crescita di ready-to-drink e confezioni monouso performanti;
  • Adult Happy Meals: il bisogno di evasione e di “comfort emotivo”. Gli adulti cercano nel beverage esperienze ludiche, nostalgiche, giocose o spiccatamente identitarie, per staccare temporaneamente dalle ansie quotidiane.

A tradurre queste intuizioni in dati macroeconomici sono le stime di Statista Markets Insights (maggio 2026).  I dati mostrano un’Europa profondamente spaccata, in cui l’Italia recita spesso una parte a sé stante. Se si guarda al volume totale di bevande analcoliche consumate, l’Italia e la Svizzera sembrano quasi specchiarsi, rispettivamente con 229 e 230 litri pro capite annuali a fronte di una media europea decisamente più bassa che si attesta sui 179 litri.

Tuttavia, basta scavare sotto la superficie per scoprire che i mercati interni si muovono su binari antitetici. «Quando guardiamo al consumo pro capite, vediamo come si stanno evolvendo le abitudini in diversi paesi», ha spiegato Susanne Blüml nel suo intervento, evidenziando come in Italia il settore delle acque minerali si attesti già sull’altissimo livello di 173 litri pro capite, con una prospettiva di ulteriore crescita prevista intorno al 6% entro il 2030, mentre la Svizzera si rivela un caso unico per gli energy drink, toccando la quota considerevole di 12,9 litri pro capite, ben al di sopra della media europea.

Una barriera culturale ancora più netta emerge nel segmento delle bevande pronte al consumo, i Ready-To-Drink, dove l’Italia resta inchiodata a 1,1 litri pro capite con proiezioni piatte, «questo accade perché la cultura tradizionale dell’espresso è così forte che il caffè pronto da bere (o freddo) non è percepito come così necessario, anche se il potenziale sta emergendo».

A questa resistenza fa però da contraltare la svolta nel segmento “No e Low Alcohol”, dove si prevede la crescita più netta. Se storicamente l’Italia è rimasta al palo con un timido 0,2 litri pro capite di birra analcolica rispetto ai 3,4 della Svizzera, la metamorfosi è ormai avviata. «Questo succedeva in parte perché la passata legislazione italiana non consentiva determinati processi di dealcolizzazione nel paese», ha ricordato Susanne Blüml sottolineando come il cambio delle competenze e della legge entro il 2026 abbia finalmente aperto la strada a nuovi e massicci sviluppi industriali.

E la birra? La controtendenza italiana

Mentre il consumo di birra alcolica tradizionale in Europa mostra un lento declino strutturale – una tendenza costante fin dal 1993 che spinge i più pessimisti a ipotizzare scenari estremi per il futuro del comparto – l’Italia continua a mostrare dinamiche controtendenti e di grande interesse. A dare voce e anima a questo scenario sono i dati dell’Independent Brewers of Europe (IBE), l’alleanza transnazionale di oltre 350 birrifici privati che vede tra i suoi tredici Paesi co-fondatori proprio l’Italia, e che oggi è guidata dall’esperienza quarantennale di Stefan Stang, Managing Director di Private Brauereien Bayern, mastro birraio e veterano della manifestazione da più di quarant’anni.

Di fronte al trend decrescente dei consumi, Stang ha lanciato un monito chiaro:

«Se la tendenza va avanti così nel 2078 non avremo più birre alcoliche».

I dati del report evidenziano comunque differenze nette tra i mercati: in Italia la birra alla spina raggiunge il 54% della produzione totale di 10mila ettolitri, contro una media europea del 37%. Per i consumatori svizzeri, invece, la birra lager rimane la migliore, considerata “l’unica bevibile”.

Il report illustra anche la struttura e le aspettative dei produttori indipendenti: in generale, il 39% di essi possiede un proprio pub, mentre sul fronte della diversificazione l’Italia mostra una forte specificità, con appena il 19% dei birrifici che produce anche altre bevande. Lo scenario economico per il comparto italiano si preannuncia tuttavia complesso, con il 46% dei produttori nel nostro Paese che si aspetta un calo del fatturato. Di fronte a questo quadro, le priorità indicate dall’esperto sulla base dei dati vedono al primo posto la sopravvivenza economica, accompagnata dalla quantificazione dei rischi, dalla consapevolezza di essere “piccoli ma felici”, dalla capacità di adattarsi e di fare comunità.

Ricevi le ultime notizie! Iscriviti alla Newsletter


Verso Norimberga 2026: “All Beverages. One Future”

L’appuntamento di BrauBeviale a Norimberga, fissato dal 10 al 12 novembre 2026, si preannuncia quindi come lo snodo cruciale per i destini dell’intera filiera, un momento in cui non si parlerà più soltanto di birra ma dell’intero e complesso ecosistema dei liquidi. Un palcoscenico dove l’Italia promette di essere grande protagonista non solo nei dibattiti strategici, ma anche sotto i riflettori della celebre European Beer Star Awards Ceremony and Winner’s Night, la prestigiosa competizione internazionale che vede storicamente i birrifici artigianali italiani in prima linea.

La tappa milanese di BrauBeviale meets Europe ha confermato come la manifestazione di novembre si proponga come una vera e propria piattaforma di orientamento integrata. In un mercato europeo sfidante e in rapida evoluzione, diviso tra la ricerca del self-care e la resistenza identitaria dei piccoli produttori, la fiera rappresenterà lo spazio per trovare risposte concrete e favorire quella cooperazione e capacità di adattamento necessarie per scrivere il futuro del comparto.

+ INFO: www.braubeviale.com

© Riproduzione riservata

Scheda e news:
BrauBeviale

Tu cosa ne pensi? Scrivi un commento (0)

Wisecap Group - dal 1977 Partner affidabili nel mercato delle chiusure

Resta sempre aggiornato! Iscriviti alla Newsletter


Scrivi un commento

Per continuare disattiva l'AD Block

La pubblicità è fondamentale per il nostro sostentamento e ci permette di mantenere gratuiti i contenuti del nostro sito.
Se hai disattivato l'AD Block e vedi ancora questo messaggio ricarica la pagina