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Brown-Forman, risultati 9 mesi ok e la distribuzione diretta in Italia dà frutti

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Brown-Forman ha pubblicato i risultati dei primi nove mesi dell’anno fiscale 2026 (chiusi al 31 gennaio), confermando le previsioni per l’intero esercizio nonostante un contesto operativo che il gruppo di Louisville definisce “sfidante”.

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I numeri chiave dei nove mesi

Le vendite nette reported si sono attestate a 3,0 miliardi di dollari, in calo del 2% su base annua ma sostanzialmente stabili in termini organici. Il reddito operativo è rimasto invariato a 905 milioni di dollari (-3% organico), mentre l’utile per azione diluito è sceso dell’8% a 1,41 dollari, penalizzato dall’assenza della plusvalenza registrata l’anno precedente per la cessione della partecipazione in The Duckhorn Portfolio. Il margine lordo è salito al 59,9% (+50 punti base), sostenuto dall’effetto positivo di acquisizioni e cessioni.

Sul fronte finanziario, il flusso di cassa operativo è cresciuto di 263 milioni a 709 milioni di dollari e il free cash flow è balzato di 299 milioni a 628 milioni. Il programma di riacquisto azioni da 400 milioni di dollari è stato completato a dicembre 2025.

Le parole del CEO

“Sono soddisfatto che la nostra performance resti in linea con le aspettative per l’anno fiscale, anche mentre ci muoviamo in un ambiente operativo complesso”, ha dichiarato il presidente e CEO Lawson Whiting. “La resilienza del nostro team, insieme alla solidità patrimoniale e a un free cash flow sano, continuano a essere fonti di forza e ci permettono di ribadire la guidance per l’intero anno”.

Il whiskey regge, la tequila soffre, i RTD volano

I ricavi della categoria Whiskey sono saliti del 2% (+1% organico), trainati dal lancio globale di Jack Daniel’s Tennessee Blackberry e dalla crescita di Jack Daniel’s Tennessee Apple in Brasile, che hanno compensato i cali del classico Jack Daniel’s Tennessee Whiskey e di Tennessee Honey.

La Tequila resta in difficoltà: -6% complessivo (-7% organico). Herradura ha perso l’11% per i volumi più bassi negli Stati Uniti, dove la categoria è sempre più competitiva, mentre el Jimador è sceso del 3%.

Performance brillante per i Ready-to-Drink: +8% (+6% organico). Protagonista assoluto è New Mix, esploso con un +37% (+34% organico) grazie alla crescita in Messico e al debutto negli USA. In controtendenza il portafoglio Jack Daniel’s RTD, penalizzato soprattutto dall’assenza dagli scaffali canadesi dei prodotti alcolici di fabbricazione americana.

Crescita a doppia cifra anche per Gin Mare e Diplomático, due brand che Brown-Forman sta spingendo con decisione a livello internazionale.

La mappa geografica: emergenti in spinta, USA e mercati sviluppati in frenata

Gli Stati Uniti restano il punto debole: -8% reported (-1% organico), appesantiti dalla fine della relazione con Korbel e dalla conclusione del contratto di servizi transitori con Sonoma-Cutrer. I mercati sviluppati internazionali hanno perso il 2% (-6% organico), con cali marcati in Canada, Germania e Regno Unito.

In controtendenza i mercati emergenti, cresciuti del 16% (+15% organico) grazie a New Mix in Messico e all’espansione della famiglia Jack Daniel’s in Brasile e Turchia. Positivo anche il Travel Retail: +9% (+7% organico), trainato dalla ripresa dei flussi passeggeri.

L’Italia nel quadro: distribuzione diretta e crescita premium

Un dato significativo per il mercato italiano: nel comunicato Brown-Forman cita esplicitamente il beneficio derivante dalla transizione alla distribuzione diretta in Italia come fattore positivo nei mercati sviluppati internazionali. Si tratta della filiale avviata nel maggio 2025, con sede a Milano e guidata dalla general manager Agnieszka Przybylek, che ha preso in carico la gestione diretta di brand come Jack Daniel’s, Woodford Reserve, Gin Mare e Diplomático — marchi precedentemente distribuiti attraverso partner terzi, tra cui Compagnia dei Caraibi.

Un segnale che la scommessa sul mercato italiano sta iniziando a produrre risultati concreti.

Outlook confermato, ma visibilità limitata

Per l’intero anno fiscale 2026 il gruppo ribadisce la guidance: calo organico delle vendite nette e del reddito operativo nel low-single digit, con investimenti in conto capitale tra 110 e 120 milioni di dollari. Il tax rate atteso è stato rivisto al ribasso, tra il 19% e il 21% (dal precedente 21-23%).

Da ricordare che i risultati arrivano in un momento delicato per Brown-Forman in borsa: lo scorso giugno il titolo aveva perso il 16,5% in una sola seduta dopo i deludenti risultati del primo trimestre, trascinando al ribasso l’intero comparto spirits. I dati dei nove mesi sembrano indicare una progressiva stabilizzazione.

+info: www.brown-forman.com/

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