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Caffè, a luglio i due balzi giornalieri più forti in 21 anni. Poi il rientro di agosto

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Il caffè non conosce tregua. A luglio 2026 il mercato ha vissuto i due maggiori rialzi giornalieri degli ultimi ventuno anni, poi ad agosto è arretrato. Ma dietro l’apparente ritorno alla calma resta un nodo irrisolto: le scorte di Arabica pronte alla consegna sono ai minimi. È la fotografia scattata dall’ultimo report dell’International Coffee Organization (ICO), l’organismo intergovernativo che monitora il mercato mondiale del caffè.

L’indicatore composito I-CIP, il principale prezzo di riferimento del settore, ha chiuso luglio a una media di 287,26 cent/lb, in aumento del 15,4% rispetto a giugno. Un rimbalzo netto dopo mesi di discesa, con gli Arabica saliti più velocemente dei Robusta. Il divario tra le due varietà si è allargato, e l’arbitraggio tra i mercati a termine di New York e Londra si è ampliato del 36,4%, arrivando a 137,61 cent/lb.

I due rialzi record del 6 e 9 luglio

Il mese è stato segnato da movimenti giornalieri eccezionali. Il 6 luglio l’I-CIP è salito dell’8,2% in una sola seduta, il balzo più forte dal 22 luglio 2021. Tre giorni dopo, il 9 luglio, è arrivato un ulteriore rialzo del 9,3%, il più marcato addirittura dal 15 novembre 2004. Messi insieme, questi due movimenti rappresentano i maggiori aumenti giornalieri osservati in ventuno anni. La volatilità mensile è schizzata al 15%, oltre sei punti in più rispetto a giugno.

Dietro l’impennata pesano tre fattori. Le piogge fuori stagione in Brasile hanno rallentato la raccolta e l’essiccazione, sollevando dubbi sulla qualità del prodotto. Il rafforzamento del fenomeno climatico El Niño, dato dal centro meteo statunitense con una probabilità del 97% di persistere fino all’inizio del 2027, ha aggiunto incertezza sull’offerta futura. A questo si è sommata una spinta tecnica: l’ICE, la borsa che gestisce i contratti a termine, ha alzato ripetutamente i margini richiesti agli operatori (le somme da depositare per mantenere una posizione), riducendo la liquidità e amplificando gli sbalzi.

Il rientro di agosto e le scorte tirate

Ad agosto il quadro è cambiato. I future Arabica a New York sono scesi verso quota 312 cent/lb, ai minimi da alcune settimane, mentre i Robusta sono arretrati sui minimi da due mesi. A raffreddare le quotazioni è stato l’arrivo del raccolto brasiliano 2026/27, con i magazzini nelle zone di produzione ormai saturi.

La tensione di fondo, però, non è rientrata. Le scorte certificate di Arabica sui mercati a termine restano ai minimi da circa due anni e nove mesi, un livello che segnala una disponibilità immediata ancora ridotta. È questo il vero spartiacque del mercato attuale: prezzi in raffreddamento sul breve, ma un equilibrio strutturale che resta fragile, esposto a ogni nuovo segnale sul meteo o sulla logistica dei principali Paesi produttori.

+Info: ico.org/

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