Campari Group ha registrato nel primo trimestre 2026 una crescita organica delle vendite nette del +2,9%, in un trimestre storicamente il più contenuto dell’anno.
Le vendite nette complessive si attestano a €643 milioni, in calo del -3,4% rispetto allo stesso trimestre del 2025. La crescita organica resta positiva (+2,9%), ma il dato finale viene zavorrato da due elementi esterni: la cessione di Cinzano, che fa mancare il -2,2% di fatturato rispetto a un anno fa, e l’effetto cambio del -4,1%, dovuto soprattutto alla svalutazione del dollaro statunitense e di quello giamaicano rispetto all’euro.
La crescita organica è risultata diffusa su 18 mercati, inclusi i principali. Il Gruppo dichiara di aver continuato a sovraperformare il settore e di aver guadagnato quote di mercato sui consumi finali, in particolare nel canale strategico on-premise (bar, ristoranti, hotel). La performance trimestrale è stata supportata da un’accelerazione delle attivazioni dei brand focalizzate su destagionalizzazione ed espansione geografica.
Il commento del CEO Simon Hunt
Simon Hunt, Chief Executive Officer di Campari Group, ha commentato i risultati: “Abbiamo iniziato il 2026 con una performance solida nel trimestre più contenuto, grazie all’implementazione della strategia focalizzata su un minor numero di iniziative, ma di maggiore impatto strategico. Nonostante il contesto operativo sfidante, abbiamo aumentato quote di mercato in quasi tutti i nostri principali mercati a livello globale, in particolare sui brand prioritari. Allo stesso tempo, i nostri investimenti nei brand e nella pipeline di innovazione stanno progredendo positivamente in vista del picco stagionale. Questo solido avvio ci consente di confermare la nostra guidance per il 2026”.

Italia in territorio positivo, Aperol traina l’Europa
L’Europa, che pesa per il 43% delle vendite del Gruppo, ha registrato una crescita organica del +1,9%. Il risultato è stato sostenuto dall’andamento positivo nel Regno Unito e dalla performance dei mercati core di Italia e Germania. La Francia ha invece risentito del confronto con un primo trimestre 2025 particolarmente forte per Campari, mentre Aperol e le bollicine hanno registrato una crescita solida, a conferma del trend positivo dello spritz.
Nell’intera regione la franchise Aperol, inclusi i nuovi formati, ha rappresentato un solido contributo alla crescita, accompagnata dall’ulteriore espansione di Espolòn, Crodino e Courvoisier.
Nord America, Mercati in via di sviluppo e APAC
Il Nord America (38% delle vendite) cresce del +2,2% organico. Negli Stati Uniti la spinta arriva da Aperol e da Espolòn Blanco, mentre frenano la riduzione programmata delle scorte sui brand meno strategici, gli slittamenti nelle consegne di Wild Turkey e la debolezza generale del mercato del cognac, che pesa su Courvoisier. La Giamaica cresce a una cifra media trainata da Wray&Nephew Overproof, con i consumi interni che si stanno normalizzando dopo l’uragano di fine ottobre 2025
I Mercati in via di sviluppo (12% delle vendite) avanzano del +12,7%, trainati da Brasile (su Aperol) e Argentina (su SKYY Cosmic). L’Asia Pacifico e Global Travel Retail (7% delle vendite) chiude invece a -1,6% organico, interamente per effetto del -13,5% del GRT legato agli eventi geopolitici, mentre la sola componente APAC cresce del +1,9% grazie all’Australia e alla solida performance di Cina, India e altri mercati in partnership.
Outlook 2026 confermato, dazi USA stimati in 30 milioni di euro
Campari Group ha confermato la guidance per il 2026 già comunicata il 4 marzo scorso in occasione della pubblicazione dei risultati 2025 e ratificata dall’assemblea degli azionisti del 16 aprile. Il Gruppo prevede una sovraperformance rispetto al settore, con il ritmo di crescita organica del 2025 (circa 3%) atteso continuare anche nel 2026.
Il margine operativo rettificato è atteso in leggero miglioramento organico, con il grosso della crescita concentrato nella seconda metà dell’anno per effetto dell’anticipazione degli investimenti pubblicitari e promozionali nei primi sei mesi. L’impatto dei dazi USA è stimato in circa €30 milioni su base annua. Le cessioni dei brand non prioritari porteranno nel 2026 a una perdita di circa €70 milioni di vendite e €30 milioni di utile operativo rettificato, impatto già messo in conto nella strategia di razionalizzazione del portafoglio.
+info: www.camparigroup.com/
© Riproduzione riservata


