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Campari, il grande ritorno: “The Red View- Beyond The Surface” colora di rosso Milano

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Campari riaccende i riflettori su Milano laddove tutto ebbe inizio nel 1860, ringivorendo quel legame indissolubile che profuma di storia. Con la seconda edizione del progetto “The Red View – Beyond The Surface”, il brand mette in scena un’immersione viscerale nell’anima urbana: un invito magnetico a scardinare la superficie per rintracciare le storie che pulsano, vive e inedite, sotto la pelle della metropoli.

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Per l’occasione, Campari apre le porte di un luogo carico di magnetismo: la Cittadella degli Archivi del Comune di Milano. Più che una cornice, questo scrigno della memoria collettiva diventa il palcoscenico ideale per il concept Beyond The Surface: uno spazio dove il passato non è statico, ma fermenta pronto a nuove interpretazioni.

Dal 14 al 16 maggio, questo tempio della memoria si trasforma in un’esperienza aperta al pubblico, dove cultura, intrattenimento e narrazione si incontrano sotto il segno del rosso Campari.

“Con The Red View vogliamo andare oltre la superficie di Milano, di Campari, dell’aperitivo stesso. Campari nasce in questa città, ne ha respirato l’energia e ne ha contribuito a scrivere la storia. La Cittadella degli Archivi del Comune di Milano è il luogo perfetto per raccontarlo: un archivio vivo, custode di una memoria collettiva che appartiene a tutta la città, non solo a noi. Questo progetto è il nostro modo di restituire qualcosa a Milano: non una celebrazione, ma un invito a scoprirla con occhi nuovi”, afferma Alberto Ponchio, Senior Director of Marketing di Campari Group.

CAMPARI E MILANO: UN’OSMOSI INARRESTABILE

Nato a Milano nel 1867, Campari ha una storia che inizia letteralmente in città: Davide Campari vide la luce proprio in Galleria Vittorio Emanuele II, dove il padre Gaspare aveva aperto il Caffè Campari. Quel locale — e il Camparino che ne seguì nel 1915 — divenne l’epicentro di un nuovo rito sociale, punto di incontro per la borghesia meneghina.

Il Camparino in Galleria è ancora oggi un’icona mondiale, capace di armonizzare l’estetica Liberty del Bar di Passo con l’avanguardia della mixology contemporanea.

Da quel momento, il legame tra Campari e la città non ha mai smesso di evolversi. Campari ha agito come un catalizzatore culturale, anticipando linguaggi e costruendo l’immaginario visivo di Milano. Con The Red View, il brand rifugge gli stereotipi per restituire una mappa urbana stratificata e inedita.

Milano. Campari. Geografia e memoria dell’aperitivo

Parte integrante di The Red View è una mostra a cura di Galleria Campari che racconta il legame tra Campari e Milano attraverso un’ottica inedita: non la storia di un brand, ma la mappa di una presenza. Dai tavoli del Camparino in Galleria – aperto nel 1915 sotto le volte della Galleria Vittorio Emanuele II – alle insegne al neon disseminate per la città, fino al manifesto che Bruno Munari disegnò nel 1964 per celebrare l’inaugurazione della Linea 1 della metropolitana (rossa, naturalmente), Campari ha contribuito a definire il paesaggio visivo e sociale di Milano.

In dialogo con il patrimonio della Cittadella degli Archivi del Comune di Milano, la mostra presenta una selezione di materiali originali – bozzetti, manifesti, fotografie d’epoca – che attraversano più di un secolo di storia condivisa, firmati tra gli altri da Hohenstein, Cappiello, Dudovich, Depero e Munari. Un percorso espositivo costruito con un linguaggio contemporaneo fatto di trasparenze e stratificazioni, che trova nella grafica, nelle affissioni e nei segni tipografici il proprio filo conduttore: un omaggio alla città e al suo spazio urbano, prima ancora che al marchio.

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Dalla voce al segno: l’esperienza di The Red View

Cuore del progetto è un palinsesto di podcast live realizzati con Chora e Will Media, progettati per esplorare Milano attraverso prospettive divergenti: dalle incursioni nel cinema di Matilde Gioli (14 maggio), al noir della “mala” anni ’70 raccontato da Piero Colaprico (15 maggio), fino al confronto generazionale tra Pierluca Mariti, Antonio Giorgino e Paolo Bovio (16 maggio).

Ma l’impronta di Campari non svanisce con l’ascolto: l’iniziativa evolve in un lascito permanente alla città. Il brand sostiene infatti la realizzazione di un murales site-specific firmato da Gio Pastori, pensato per dialogare con l’architettura della Cittadella. Un intervento che fonde il concept Red Is My Color con la memoria storica del luogo, trasformando uno spazio di pura conservazione in un manifesto di espressione contemporanea.

+ INFO: www.campari.com
www.camparigroup.com/it

Scheda e news:
Davide Campari-Milano

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