Carlo Carnevale
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Carrefour sponsor di Too Good To Go: in Italia la prima app contro lo spreco alimentare

Too Good To Go
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Ambiente, economia, cultura, informazione. A portata di click, con un occhio che strizza verso il futuro del pianeta. Arriva in Italia Too Good To Go, l’app lanciata nel 2015 in Danimarca che si prefigge come scopo ultimo quello di abbattere lo spreco alimentare, creando una rete solida e propositiva tra rivenditori e consumatori.

DATI ALLARMANTI – La prima app in Europa che si schiera con un vessillo antispreco, presentata la scorsa settimana a Milano, allo store Exki: la catena di ristoranti biologici si è da subito messa a disposizione della causa, “in perfetta sintonia con la filosofia di rispetto ambientale dell’app”, nelle parole di Giovanni Garosci, CEO EXKi Italia. “Il nostro ideale ricalca un’offerta di prodotti sani e equilibrati, conciliando questa caratteristica con modernità, e consumo rapido ma senza imposizione di tempi brevi. Non fast food, bensì casual food. La nostra spinta verso e al fianco della natura ci rende partner naturali di Too Good To Go”. I dati sono allarmanti, un terzo dei cibi prodotti viene sprecato, con conseguenze gravissime in termini di ambiente (l’Italia è terza fonte di gas serra al mondo, dopo USA e Cina), società (870 milioni di poveri nel mondo), economia (1.2 trilioni all’anno di spreco), cultura. Serviva una scossa, che pare essere arrivata.

COME FUNZIONA – 15 miliardi di euro l’anno, l’ammontare del costo per il food waste in Italia. A descrivere questo inquietante panorama è Eugenio Sapora, General Manager di Too Good to Go; 500 euro al secondo, più o meno equamente distribuiti tra eccedenza domestica, sprechi in produzione e distribuzione. TGTG si propone non certo di risolvere, quanto meno di iniziare ad arginare il fenomeno, mettendo in contatto i consumatori con realtà di rivendita alimentare come ristoranti, forni, bar e supermercati. Si scarica l’app, ci si geolocalizza per conoscere i punti più vicini a casa propria e si prenota dallo store prescelto una magic box; una scatola di prodotti invenduti destinati al cestino o vicini alla data di scadenza che il rivenditore prepara basandosi sullo storico degli ultimi mesi. Il contenuto della box è sconosciuto, il valore medio è di una dozzina di euro, che l’acquirente paga in media tre, con carta di credito online o tramite Paypal. A orario di chiusura provvederà a ritirare la scatola presso il negozio.

La presentazione di Too Good To Go a Milano

TUTTI VINCITORI – Una situazione definita da Sapora come di “Win-win-win: per lo store, perché combatte lo spreco e si garantisce esposizione a nuovi consumatori. Per l’ambiente, perché dietro ogni prodotto c’è una preoccupante quantità di CO2 emessa. E per il consumatore che risparmia in media il 70% sul valore di mercato dei prodotti che acquista”. TGTG non è però uno strumento promozionale, non è un canale di scontistica: è anzi un incentivo all’acquisto e alla tutela del pianeta e dell’economia. “Non è un’app per rendere gli store ricchi, si nutre invece di un attivismo che ci spinge a passare di porta in porta per presentare il nostro progetto”. E apparentemente la promozione funziona: ogni mese si contano 600.000 nuovi utenti e 1.000 nuovi store aderenti, finora si sono registrati 11 milioni di pasti salvati e 35.000 magic box al giorno.

CARREFOUR IN PRIMA LINEA – Guai a pensare, inoltre, si tratti di un veicolo per distribuire cibo di bassa qualità. Basta analizzare il contenuto della busta proposta come esempio da Carrefour, in occasione della presentazione dell’app di cui la catena francese è sponsor principale: una banana, uno yogurt bio, un creme caramel, una confezione di tortelli Rana, un triangolo di formaggio. “Siamo entusiasti”, racconta Alfio Fontana, Responsabile CSR di Carrefour Italia, “la lotta allo spreco è una delle sfide più ambiziose per Carrefour che è presente in Italia con oltre 1000 negozi. Si producono rifiuti lungo tutta la filiera, un movimento come TGTG può essere di grandissimo aiuto per vincere questa battaglia. È un concreto esempio di come sia possibile generare valore su diversi assi, senza perdere di vista la qualità”.

OCCHIO AL FUTURO – Salvaguardia dell’ambiente, tutela delle tasche dei consumatori, e anche una corposa dose di educazione al prodotto: TGTG spinge infatti sulla consapevolezza degli acquirenti in merito al concetto di “scadenza preferibilmente entro”, segnalando quanti prodotti finiscano nella pattumiera pur rimanendo perfettamente integri per mesi dopo la data indicata come ragionevole. Un canale di informazione che in realtà si descrive come un movimento vero e proprio, finanziato dagli sponsor come Carrefour e da un ritorno sulle magic box: per ogni scatola venduta, Too Good To Go guadagna 1.19 euro. Gli esercenti non hanno entry fee da versare, nè vincoli da rispettare in caso di insoddisfazione. Certo, “sappiamo che è impossibile soddisfare il cento per cento dell’utenza, vuoi per gusti, intolleranze, allergie. Ma è economico, e alla peggio si può regalare la magic box”. Un prezzo giustissimo per tentare di dare una svolta che può segnare la storia.

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