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Castello di Torre in Pietra, un triplete da singola vigna per scoprire la Costa Laziale

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Un racconto di oltre 400 vendemmie nel cuore della campagna romana, all’interno del suggestivo borgo medievale di Torre in Pietra. Questo e molto altro c’è dietro Cantina Castello di Torre in Pietra, realtà già nota nel 1500 per la produzione e la conservazione del vino, con la cantina, ricavata scavando il tufo della collina alle spalle del castello, era già utilizzata testimoniando un legame profondo tra territorio, storia e cultura vitivinicola. L’azienda, fondata nel 1926, si trova a Torrimpietra, nel Lazio, all’interno della zona Doc Roma. Le vigne sono coltivate su dolci colline di tufo e breccia, in un contesto naturale fortemente identitario, oggi valorizzato attraverso un approccio biologico certificato. Dall’inizio degli anni 2000 Castello di Torre in Pietra ha scelto la coltivazione biologica delle proprie uve, senza l’utilizzo di organismi geneticamente modificati, diserbanti, pesticidi o insetticidi. L’obiettivo è produrre vini naturali e genuini, rispettosi del territorio e capaci di esprimere senza forzature il carattere della Costa Laziale.

La nuova selezione di etichette da singola vigna nasce proprio da questa visione. Si tratta di tre vini che sintetizzano il lavoro di diverse generazioni, il valore dei vitigni autoctoni, i suoli di origine marina e metodi di vinificazione pensati per preservare identità, freschezza e sapidità. Le vigne, gestite in biologico nella Riserva Naturale del Litorale Romano, si trovano nel cuore del Biodistretto Etrusco-Romano, in un ecosistema privo di diserbo chimico e naturalmente influenzato dalla brezza tirrenica. Fermentazioni spontanee, affinamenti in cemento e un approccio poco interventista permettono ai vini di restituire un profilo sapido, minerale, mediterraneo e balsamico.  La selezione conferma il percorso di Castello di Torre in Pietra verso vini territoriali, biologici e riconoscibili, capaci di valorizzare il patrimonio vitivinicolo della Costa Laziale attraverso vitigni come Cesanese, Malvasia Puntinata e Fiano, vini distribuiti sul territorio nazionale da Visconti 43, realtà del Gruppo Meregalli.

Terre di Breccia, Cesanese tra frutto e sapidità

La prima etichetta della selezione è Terre di Breccia, un IGT Lazio Cesanese ottenuto da uve 100% Cesanese coltivate su terreni calcareo-argillosi.La vinificazione prevede raccolta manuale delle uve a piena maturità e fermentazione spontanea in vasca d’acciaio, con rimontaggi giornalieri e lunga macerazione tra i 15 e i 20 giorni, a seconda dell’annata. Nel calice si presenta con un colore rosso granato luminoso. Al naso emergono piccoli frutti rossi, marasca, lampone e delicate note floreali di rosa. Al palato è maturo, fresco e strutturato, con ritorni agrumati e un finale sapido. Terre di Breccia accompagna preparazioni a base di carne, lasagne al forno, tagliatelle alla bolognese, ragù e formaggi non troppo stagionati. La temperatura di servizio consigliata è di 16/17° C.

Malvasia Puntinata, il bianco mediterraneo della campagna romana

La seconda etichetta è un IGT Lazio Malvasia Puntinata, prodotto da uve 100% Malvasia Puntinata coltivate su terreno franco sabbioso, con presenza di detriti marini pleistocenici. Le uve vengono raccolte manualmente selezionando i grappoli migliori. Il mosto fermenta spontaneamente in acciaio a contatto con le bucce fino all’alzata del cappello. Dopo alcuni giorni la vasca viene svinata e il mosto prosegue lentamente la fermentazione in acciaio. Il vino si presenta con un colore giallo oro. Al naso esprime profumi di fiori bianchi, agrumi e macchia mediterranea. In bocca è fresco, vivace e sapido, con note minerali marine legate al suolo e una piacevole tattilità derivante dal contatto con le bucce. La Malvasia Puntinata si abbina bene ai piatti di mare, ma anche a formaggi e sformati di verdure. La temperatura di servizio consigliata è di 12° C.

Fiano, struttura, agrumi e mineralità

La terza etichetta della selezione è un IGT Lazio Fiano, ottenuto da uve 100% Fiano coltivate su terreno franco sabbioso. La raccolta manuale avviene in 2 periodi, con una prima selezione delle uve migliori destinate alla macerazione sulle bucce. Il mosto fermenta spontaneamente in acciaio a contatto con le bucce, mentre le masse affinano separatamente in cemento per 5 mesi, prima dell’assemblaggio nella primavera successiva. Nel calice mostra un colore giallo oro. Al naso è avvolgente, con note agrumate, sentori varietali di nocciola e un tocco salmastro e minerale. Al palato è maturo, fresco e strutturato, con ritorni agrumati e finale sapido. Il Fiano si abbina a piatti di mare importanti, tagliatelle ai funghi porcini, risotto al tartufo, pollame nobile, torte rustiche e formaggi. La temperatura di servizio consigliata è di 12° C.

INFO castellotorreinpietra.it/; www.meregalli.it/it

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