Documenti Vino e Alcolici - Wines and Spirits

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Documento Tratto da Comunicato Stampa O-I
roberta.dalverme@mslgroup.com

PREMESSA: In occasione dell’inaugurazione di “O-I Marsala Shop” – il nuovo servizio commerciale di O-I dedicato ai piccoli produttori, offre la possibilità di acquistare direttamente presso lo stabilimento un’ampia offerta di bottiglie 100% Sicilia – vino e contenitore nascono dalla stessa terra – la multinazionale O-I ha chiesto ad importanti esponenti del mondo del vino e del vetro di riunirsi intorno a un tavolo con l’intento di chiudere il cerchio virtuoso tra il ciclo di produzione del vino e del suo contenitore, discutendo di DOC Sicilia, di come sostenere e divulgare la qualità del vino siciliano e di sostenibilità ambientale, con obiettivi raggiunti e da raggiungere insieme.

Riferimento Temporale: Luglio 2012

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Nota di mercato di Giampietro Comolli
Economista Distretti Vini e Territori
Fondatore e Presidente O.V.S.E. – C.E.V.E.S. ®©

comolli@ovse.org
www.ovse.org


PREMESSA: L’andamento dei consumi e produzione degli ultimi due anni ha aperto un forte dibattito fra i principali Paesi Europei produttori e consumatori. Francia e Germania si contendono il primato nella produzione, la Germania è il primo consumatore al mondo, la Spagna è monoprodotto, l’Italia è il primo paese esportatore di vini spumanti, per il 95% metodo italiano. La crisi economica generale dei consumi ha inciso in modo diverso sui vari Paesi, in base al loro rapporto e ai contratti con banche e mercati. L’Italia ha colto in parte l’occasione grazie a qualità e prezzi in sintonia con le disponibilità di spesa. Focalizziamo nel seguito l’attenzione su tre denominazioni di grande notorietà: Prosecco, Champagne, Cava

Riferimento temporale: giugno 2012-07-21

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Abstrat dalla prima parte della indagine sul settore vinicolo
dell’Ufficio Studi Mediobanca
pubblicata nel primo semestre 2012 da
http://www.mbres.itufficio.studi@mediobanca.it

PREMESSA: L’indagine sul settore vinicolo condotta dall’Ufficio Studi di Mediobanca si articola in due sezioni. La prima riguarda le principali società vinicole italiane e la seconda è dedicata alle principali società vinicole internazionali quotate. Nel seguito viene riportato un abstrat della prima parte i cui dati fanno riferimento alle prime 107 società italiane operanti nel settore vinicolo, cioè alle società del settore che nel 2010 hanno fatturato più di 25 milioni di euro. L’aggregato di queste società mette in evidenza nel 2010 un capitale investito di 5,2 miliardi di euro ed un volume di vendite di 4,5 miliardi; il tasso stimato di rappresentatività è pari al 53,9% sia in termini di produzione (valutata nel 2010 in circa 8,3 miliardi di euro) che di export (pari a 3,9 miliardi di euro).


riferimento temporale: primo semestre 2012

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Documento tratto da
Comunicati stampa diffusi da
Heineken Italia
I risultati completi dell’indagine sono pubblicati su
www.gustosidro.it

PREMESSA: La golden hour, l’ora perfetta per l’aperitivo. Rilassante, accattivante, emotiva. Se dal mondo della fotografia, dove è l’attimo migliore per scatti intensi, mentre il sole scompare o sorge all’orizzonte, pregno di una tipica luce colorata, soffusa, meditativa o intensamente comunicativa, scivoliamo verso la vita di tutti i giorni, ecco che si svela lo scenario in cui golden hour e aperitivo si incontrano e uniscono: un tramonto, una spiaggia, un terrazzo casalingo, luce dorata, un bicchiere di sidro fra creature affini, sguardi veri, condivisione. Particolarmente vicina al modo italiano di sentire la vita, la golden hour è stata ben definita dalla ricerca sociologica di Duepuntozero Doxa, commissionata da Heineken proprio per migliorare un matrimonio che si preannuncia felice. Il metodo è quello delle “ricorrenze” di termini grazie a cui si è potuto ricostruire l’immaginario collettivo che si è creato attorno a questo concetto. Il campione è costituito da mille individui compresi fra i 18 e i 54 anni, distribuiti fra nord centro e sud. Per la maggioranza degli italiani la Golden Hour è il momento in cui si ha la percezione di essere completamente “se stessi”, liberi da vincoli, di fare ciò che più piace e in cui ritrovare le persone più importanti

Riferimento temporale: giugno 2012-06-27
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DOCUMENTO TRATTO DA COMUNICATI
DEL GRUPPO IL SOLE 24 ORE
Ufficio stampa franca.piovani@ilsole24ore.com

PREMESSA: Legame con il territorio, esperienzialità dei luoghi di vendita e di consumo, capacità di comunicare e fare marketing, giusto rapporto qualità-prezzo: sono alcune delle parole chiave che emergono dalla ricerca condotta dal Gruppo 24 ORE con le sue riviste Bargiornale, Gdoweek, Mark Up, Ristoranti Imprese del Gusto e VigneVini in collaborazione con l’esperta in tendenze alimentari e sociali Marilena Colussi e l’istituto di ricerche Duepuntozero Research, Gruppo Doxa con l’obiettivo di individuare i principali trend destinati a caratterizzare le dinamiche del vino nel prossimo futuro. Per raggiungere questi obiettivi la ricerca è stata condotta coinvolgendo da un lato i consumatori (un campione costituito da 500 persone di età compresa tra i 18 ed i 64 anni), dall’altro i professionisti dell’intera filiera del mondo del vino (507 persone, di cui oltre la metà intervistati nel corso del Vinitaly).

periodo di riferimento: giugno 2012
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ABSTRAT TRATTO DAL REPORT VINI A DENOMINAZIONE D’ORIGINE
Pubblicato da Ismea nell’aprile 2012 e pubblicato sul sito
http://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6052

PREMESSA: In questo documento sono analizzati i dati più recenti sulla struttura, la produzione e il mercato italiano ed estero dei vini Doc, Docg e Igt (o Dop e Igp). Dopo una breve descrizione dei dati relativi ai riconoscimenti (aggiornati al 30/11/2011) sulla base delle informazioni pervenute dal Mipaaf, sono analizzati i dati relativi al 2010 provenienti dalla consueta indagine annuale che Ismea svolge presso InfoCamere e le Camere di Commercio. Per le principali denominazioni e indicazioni geografiche italiane, l’analisi ha per oggetto le aziende denuncianti, le superfici in produzione, l’uva prodotta, la produzione potenziale e certificata di vino. Aggiornata al 2011 è l’analisi del mercato all’origine, come pure lo studio della domanda interna ed estera. Vista l’entrata in vigore della nuova normativa che ha fatto confluire anche i vini nella regolamentazione più generale delle Dop/Igp, per comodità verranno usate in questo report indifferentemente le dizioni Doc/Docg- Igt e Dop-Igp. Soprattutto in tema di commercio estero si utilizzerà la dizione Dop/Igp per conformità con i nuovi codici della nomenclatura combinata.

Riferiento Temporale: Maggio 2012-05-13

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Documento elaborato sulla base di informazioni e comunicati stampa dell’azienda
casa.vinicola@caldirola.itwww.caldirola.it

SOMMARIO: Nata nel 1897, è negli anni quaranta che l’azienda avvia una vera e propria attività commerciale, pur nel ristretto ambito dei confini locali e provinciali. Quindi, sul finire degli anni settanta, la svolta decisiva: intuendo le enormi potenzialità della Grande Distribuzione Moderna, l’azienda indirizza su questo settore i propri sforzi imprenditoriali realizzando un trend di crescita continuo che le ha consentito di consolidare la propria posizione sull’intero territorio nazionale, sino a conquistare posizioni leadership nel canale moderno. Caldirola è inoltre presente in 48 Paesi esteri. Gli elementi distintivi che caratterizzano la politica aziendale sono: ampia gamma dei prodotti in grado di soddisfare diverse esigenza di consumo; rapporto qualità prezzo di ottimo livello; mix di servizi ad hoc per le unità di vendita della GDO. Con un giro d’affari di ca. 65 mio/euro, la Casa Vinicola Caldirola srl è oggi leader italiano nel segmento del vino daily in vetro nel canale gdo. L’offerta prodotti si articola su diversi marchi: La Cacciatora, Maestri Cantinieri, Conte Lorenzo Sormani, Marchesa Vincenza Stanga, Bellavita…. La società è oggi controllata da un gruppo di imprenditori piemontesi, unitamente ad alcuni manager aziendali, tra cui l’Amministratore Delegato Michele Redaelli e dal direttore commerciale Gigi Maggioni

Riferimento temporale: marzo 2012-04-09
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Estratto Dalla Nota Di Congiuntura Mondiale Marzo 2012
A cura dell’OIV – Organizzzazione Internazionale della Vigna e del Vino
http://www.oiv.int

PREMESSA: E’ stata presentata il 22 marzo scorso l’ultima Nota di Congiuntura dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, organizzazione intergovernativa di riferimento per tutto ciò che concerne la vigna, le uve ed i prodotti vitivinicoli. Federico Castellucci (cfr foto) , Direttore Generale dell’OIV, ha presentato il documento ai giornalisti ed ai rappresentati dei paesi membri esprimendosi nei seguenti termini: “Alla luce di questi dati, si potrebbe dire che il peggio sia passato e che il settore vitivinicolo mondiale abbia trovato le condizioni per riprendere a crescere, sebbene dei risultati sensibilmente positivi non saranno immediatamente percepibili “.

Riferimento temporale. Marzo 2012
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Documento diffuso alla stampa da Vinitaly Il 26 marzo 2012-03-26+info: www.vinitaly.com

SOMMARIO: Tempo di crisi, ma come si comportano i consumatori nell’acquisto di vino allo scaffale del supermercato? Se comprano vino da pasto per il consueto consumo familiare badano soprattutto al prezzo, mentre se devono fare un regalo o hanno ospiti a cena puntano decisamente su un vino Doc. Sui criteri di scelta sembrano piuttosto insicuri, per questo chiedono alla Grande Distribuzione (Gdo) uno scaffale più facile da leggere, diviso per tipologia (bianco, rosso, etc) e per Regione. Guardano ai supermercati con relativa fiducia, convinti che i maggiori profitti sul vino al supermercato li realizzino comunque le cantine. Infine, confermano che il supermercato è il luogo privilegiato d’acquisto del vino, prima ancora di cantine ed enoteche. E’ quanto emerge dalla ricerca “Atteggiamenti e comportamenti del consumatore del vino e nel rapporto con la Gdo” commissionato da Veronafiere alla dott.ssa Marilena Colussi, sociologa delle tendenze alimentari, che in collaborazione con C.R.A. ha svolto un’analisi a campione rappresentativo della popolazione italiana dai 18 anni in su, intervistando nel febbraio 2012 più di duemila italiani. La ricerca è stata presentata, lunedì 26 marzo, al Vinitaly 2012 di Verona nel corso della tavola rotonda “I nuovi comportamenti di acquisto e consumo di vino nella grande distribuzione” .

Riferimento temporale: marzo 2012-03-26

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Nota emessa da Giampietro Comolli

Direttore Osservatorio Economico

Vini Effervescenti

www.ovse.org

SOMMARIO: anno 2011 , fra stabilità sul mercato nazionale e exploit all’estero, fra denominazioni in auge e boom degli spumanti generici, fra sistema prosecco leader e il metodo tradizionale italiano che apre all’estero e tiene sul mercato nazionale. O.V.S.E. stima in 420 milioni le bottiglie nazionali stappate in un anno. L’Italia e’ il primo paese esportatore per volumi con 270 milioni di bottiglie. Germania, Usa, Regno Unito, Russia ai primi posti con circa il 40% dell’esportato. In Italia il mercato conferma un consumo di 150 milioni di bottiglie, bene per il metodo tradizionale che cresce leggermente

RIFERIMENTO TEMPORALE: marzo 2012

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Documento tratto dal materiale presentato e distribuito alla stampa in occasione

dell’incontro GIV_ stampa dell’8 marzo 2012 a Milano

SOMMARIO: Il 2011, pur se contraddistinto da una persistente difficile congiuntura economica a livello mondiale e da un calo dei consumi di vino sul mercato interno, si è concluso per Gruppo Italiano Vini con un’importante crescita, sia in Italia che all’estero, conseguita per oltre un terzo da crescita interna (sviluppo dei marchi del Gruppo) e per quasi due terzi da crescita esterna (acquisizione Cavicchioli). Un risultato importante che è frutto delle numerose opportunità commerciali offerte dal qualificato portafoglio di marchi di cui dispone il Gruppo, in grado di soddisfare i molteplici e mutevoli bisogni dei consumatori. Un patrimonio unico che nel suo insieme rappresenta il meglio della tradizione e della qualità dei più vocati territori vitivinicoli italiani. La valorizzazione dei punti di forza del Gruppo ha consentito di chiudere il 2011 con grande dinamismo e in un’ottica di crescita di lungo periodo:

…aumento del fatturato della Capogruppo da 219 milioni di euro a 252 milioni di euro (+ 15%);

… aumento del fatturato consolidato da 328 milioni di euro a 368 milioni di euro (+ 12%);

… positivi risultati di Cavicchioli e Carpenè Malvolti, le novità più recenti;

…conferma dei livelli di redditività del Gruppo;

…prosegue l’internazionalizzazione: da gennaio 2012 operativa la nuova società Shanghai GIV in Cina.

Riferimento Temporale : Marzo 2012

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Documento diffuso alla stampa da
m.fanini@alice.it www.vinitaly.com

SOMMARIO: Le vendite del vino nella Grande Distribuzione risentono ancora della crisi, ma con segnali interessanti come la crescita dei vini nella fascia superiore ai 5 euro che registra nel 2011 un +11,1% a volume sull’anno precedente, confermando che gli italiani, anche al supermercato, comprano meno vino, ma di maggiore qualità. Se le vendite globali di vino confezionato fanno segnare un – 0,9%, quelle delle bottiglie da 75cl, al contrario, sono in crescita in due fasce di prezzo, quella bassa e quella alta: quella inferiore ai 3 euro, con un moderato aumento dello 0,6% a volume, e quella superiore ai 5 euro con un +11,1% a volume. L’anteprima dell’indagine condotta da SymphonyIRI Group per Vinitaly (Verona, 25-28 marzo) sul mercato del vino nella grande distribuzione nel 2011 mostra anche che le vendite di vino in brik sono stazionarie, nonostante le promozioni crescenti, che i bottiglioni da un litro e mezzo sono in forte calo, che le bottiglie a denominazione d’origine crescono dell’1,1% a volume con un prezzo medio a litro di 4,1 euro. Si conferma la crescita del vino a marca commerciale delle catene distributive (+11% a volume), in linea con la tendenza degli ultimi tre anni (vedi di seguito le tabelle 1,2,3,6; l’indagine completa di SymphonyIRI verrà presentata a Vinitaly il 26 marzo nel corso della tavola rotonda su vino e grande distribuzione organizzato da Veronafiere).

Riferimento temporale: marzo 2012

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Nota emessa da Giampietro Comolli
Direttore Osservatorio Economico
Vini Effervescenti

www.ovse.org

SOMMARIO: Un 2011 difficile e di paure è alle spalle. Si spera che il 2012 non sia duro come appare. Nel 2011 non si è rinunciato al brindisi. In Italia tengono i consumi di spumanti e bollicine, nei 74 Paesi dove si esporta è ancora un boom, più diversificazione di canali, nuovi mercati, incrementi stratosferici in certi Paesi. Dai dati dalle indagini, grazie alla rete di contatti social network, OVSE.ORG stima il 2011 un anno di stasi e ritorno al passato sul mercato interno e un grande incremento all’estero con novità. OVSE.ORG stima in 420 milioni circa le bottiglie di spumanti italiani stappati nel 2011 pari a 1,200 mld di plv all’origine e a oltre 2,9 mld al consumo. In Italia il consumo è in leggero calo, intorno a 150 milioni di bottiglie di produzione nazionale (-1%) cui si aggiungono 7 milioni di prodotti importati, quasi totalmente di provenienza francese.

Riferimento temporale: gennaio 2012
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Tratto dallo studio omonimo di Assoenologi
www.assoenologi.it info@assoenologi.it

PREMESSA: Nelle pagine che seguono sono illustrati i dati definitivi sulla produzione 2011 elaborati dall’Associazione Enologi Enotecnici Italiani – Organizzazione nazionale di categoria dei tecnici del settore vitivinicolo (Assoenologi).Essi sostituiscono quelli divulgati da Assoenologi il 4 settembre 2011. Le rilevazioni di Assoenologi non sono il risultato di un giro di telefonate ma il frutto dell’elaborazione di migliaia di rilievi ottenuti attraverso diverse fonti. La base è data dalle valutazioni condotte a livello locale dalle diciassette Sedi periferiche che ha a copertura dell’intero territorio nazionale. Questi dati vengono quindi confrontati con un’altra moltitudine di informazioni acquisite autonomamente dalla Sede centrale.Questo modo di operare consente da anni all’Assoenologi di formulare, fra agosto e ottobre, le previsioni sulla produzione in modo preciso e obiettivo, tanto da essere poi confermate, dopo diversi mesi, dall’Istituto nazionale di Statistica (Istat) con piccoli margini di differenza. A riprova di ciò basti ricordare che lo scarto tra i dati Assoenologi e quelli Istat è solo del 3% (media degli ultimi 5 anni).

Riferimento temporale: novembre 2011

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Comunicato stampa di UIV e ISMEA
Diffuso alla stampa da Agenzia Medialab Milano

SOMMARIO: Per il 2011 si sta delineando una vendemmia ai minimi storici. E’ quanto emerge dalla ricognizione dei vigneti effettuata congiuntamente da Unione Italiana Vini e Ismea nella prima settimana di settembre, che attesta la produzione poco al di sopra dei 42 milioni di ettolitri, il 10% in meno rispetto ai 46,7 milioni registrati dall’Istat per il 2010. Questo dato non solo riporterebbe l’Italia al secondo posto tra i Paesi produttori, dopo la Francia che stima circa 49 milioni di ettolitri (+8%), ma se confermato potrebbe segnare anche uno dei più bassi livelli per la produzione di casa nostra da mezzo secolo a questa parte: dal 1957 infatti si è scesi sotto soglia 43 milioni solo due volte, in quell’anno e nel 2007.Già dall’inizio dell’estate si era prospettata una lieve riduzione che si è fatta però ben più significativa con il passare delle settimane e con la colonnina di mercurio che ha segnato temperature record. Il caldo, unitamente alla prolungata assenza di piogge, che le irrigazioni di soccorso non sono riuscite a compensare, ha causato stress idrico ai grappoli innescando un processo di maturazione molto anticipato rispetto alla norma ed una maggiore concentrazione degli zuccheri dovuta essenzialmente alla disidratazione delle uve, che mostrano pertanto una resa in vino minore dello scorso anno.

RIFERIMENTO TEMPORALE. SETTEMBRE 2011
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Tratto dal Commento alla Sesta Indagine Doxa 2011
Osservatorio Permanente Giovani e Alcool
http://www.alcol.net/images/italianiealcool/commento_doxa_2010.pdf

SOMMARIO: Nella primavera del 2010, l’Istituto DOXA ha condotto, in collaborazione con l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, la sesta indagine campionaria sui comportamenti, le opinioni e gli atteggiamenti degli italiani adulti e dei giovani, in merito ai consumi di bevande alcoliche, a distanza di quasi cinque anni dall’indagine precedente, dell’autunno 2005. L’indagine è stata basata su 2.026 interviste fatte a domicilio, ad un campione rappresentativo degli adulti e dei giovani di 13 anni ed oltre (52,7 milioni di individui) ed ha consentito di ottenere, per tutti gli aspetti fondamentali, dati comparabili con quelli delle cinque rilevazioni precedenti, perché è stato adottato lo stesso metodo. Nell’indagine sono stati analizzati i comportamenti di consumo di bevande alcoliche (birra e vino; aperitivi, digestivi ed amari; distillati e liquori), anche per ciò che riguarda i comportamenti a rischio, le opinioni e gli atteggiamenti, nei confronti delle bevande alcoliche e le caratteristiche socio-demografiche dei consumatori e dei non consumatori. Nell’edizione 2010 dell’indagine, sono stati ripresi quasi tutti gli argomenti considerati nelle edizioni precedenti, per poter valutare i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni e sono stati considerati anche alcuni aspetti nuovi: comportamenti nei consumi a rischio, comportamenti dei giovani nelle prime esperienze di consumo di bevande alcoliche, l’informazione e le opinioni in merito alle sanzioni a cui si va incontro guidando dopo avere bevuto alcolici.

Riferimento temporale: gennaio 2011
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Tratto da: OVSE ® www.ovse.org Osservatorio Economico Vini Effervescenti

SOMMARIO: Nel 2010, oltre ai vini spumanti, anche i vini frizzanti nazionali (minore pressione in bottiglia degli spumanti) acquisiscono spazi di mercato. Ritornano in auge dopo il boom di inizio anni ’80. In particolare nella GDO nazionale si registra un forte incremento (+5% per i dop e igp) e nei winebar, come base per Spritz e cocktail. Tiene sempre il mercato dei frizzanti dolci ( Moscato d’Asti, Malvasia in primis) verso le pasticcerie. Prende la strada export la maggior parte della produzione di vini frizzanti, soprattutto in Germania (il 40%), in Russia ( il 22%), Est Europa, Sud America. Il prezzo medio varia dai 4,28 € dei frizzanti Dop anche varietali ai 1,70 € dei frizzanti generici. In totale si presume un fatturato all’origine di circa € 800 milioni di Euro. L’Emilia Romagna è laregione leader per la produzione, seguita da Veneto, Piemonte e Lombardia.

Riferimento temporale: maggio 2011
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| Categoria Documenti | 4475 letture

Tratto da: OVSE ® www.ovse.org Osservatorio Economico Vini Effervescenti

SOMMARIO: secondo le analisi condotte dall’ Osservatorio Economico Vini Effervescenti (OVSE) guidato da Gianpietro Commolli (vedi foto), sono 2,7 miliardi all’anno (+19% negli ultimi 3 anni) le bottiglie consumate di vini “spumeggianti” nel mondo, ovvero in base alle definizioni e codici merceologici degli ufficio doganali e uffici di trasporto. Sono 5 i grandi produttori; nell’ordine: Germania, Francia, Italia, Spagna e Russia (new entry). Per i consumi interni, al primo posto si colloca sempre la Germania, seguita da Francia, Russia, Italia, Spagna. L’OVSE coglie l’occasione per ribadire che spesso in materia si creano confusioni nei numeri di mercato in quanto si confondono produzioni, consumi, spedizioni (o volumi di vendita), facendo spesso anche confronti che non sono omogenei.

Riferimento temporale maggio 2011

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| Categoria Documenti | 4303 letture

Interviste effettuate da Vinitaly Rese al pubblico su www.vinitaly.com

SOMMARIO: All’aumento della qualità e del prestigio della produzione enologica italiana degli ultimi 20 anni non ha corrisposto una crescita del consumo interno, al contrario dell’export che invece continua a salire. Il mercato interno rappresenta però lo zoccolo duro del fatturato delle aziende vitivinicole; occorre quindi chiedersi: può il Paese primo produttore vivere di solo export, con i rischi rappresentati dalle fluttuazioni monetarie e dalle agguerrite politiche di marketing e distribuzione dei competitori dei nuovi Paesi produttori? Per capire ancora meglio: il gap del mercato italiano è di natura economica, culturale o è un problema di comunicazione? Perché al contrario il trend dell’export è in crescita? Alle domande di vinitaly rispondono i protagonisti del settore

Riferimento temporale: marzo 2011
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| Categoria Documenti | 4364 letture

Estratto dal documento
Pubblicato dall’OIV http://news.reseau-concept.net/images/oiv_it/Client/2011_note_conj_mars_IT.pdf

SOMMARIO: In base ai dati dell’OIV, presentati dal Direttore Generale dell’OIV Federico Castellucci,
il mercato mondiale del vino è tornato a crescere nel 2010. Il consumo si è stabilizzato dopo aver subito gli effetti della crisi economica tra il 2008 e il 2009, mentre le superfici vitate e la produzione di vino continuano a diminuire.
1. STIMA DEL POTENZIALE DELLA PRODUZIONE VINICOLA 2010
2. LA PRODUZIONE COMPLESSIVA DI VINO NEL 2010
3. IL CONSUMO COMPLESSIVO DI VINO NEL 2010
4. GRADO DI EQUILIBRIO DEL MERCATO DEI VINI NEL 2010

Riferimento temporale: aprile 2011

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