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Champagne, la vendemmia 2026 riscrive la storia con la raccolta più precoce di sempre

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Un vigneto che matura otto giorni prima del previsto. Termometri che sfondano i 40 gradi all’ombra a giugno, per la prima volta nella storia della regione. In Champagne la vendemmia 2026 non è solo la più precoce di sempre, è il termometro di un clima che sta cambiando le regole del gioco nella patria delle bollicine.

Il Comité Champagne ha pubblicato mercoledì 12 agosto il ban des vendanges, il calendario ufficiale che fissa comune per comune e vitigno per vitigno le date di apertura della raccolta. Un annuncio mai arrivato così presto: la data inizialmente prevista era il 15 agosto, ma le ondate di calore hanno costretto a anticipare tutto. E qualcuno si è mosso ancora prima. I primi grappoli sono stati tagliati già giovedì 6 agosto a Montgueux, nell’Aube, in regime di deroga, un record assoluto di precocità per l’appellation.

Il calendario, comune per comune

Le aperture si susseguono a ritmo serrato tra l’8 e il 22 agosto. Montgueux apre le danze dall’8, la Côte des Bar (Buxeuil, Celles-sur-Ource, Landreville) e alcune firme della Marne come Ambonnay dal 10, mentre le tre comuni della Seine-et-Marne partono dal 17. Le raccolte più tardive, riservate al Chardonnay della Côte des Blancs, sono fissate attorno al 20-22 agosto per preservare l’acidità. Secondo il Comité Champagne, con una data media di raccolta attorno al 17 agosto le uve possono avvicinarsi ai 12 gradi alcolici potenziali. Lo stato sanitario è ottimo e le prime degustazioni confermano un’acidità ancora ben presente.

Rese in calo e misure straordinarie

Viticoltori e maison hanno concordato una resa commercializzabile di 8.800 kg per ettaro. È il quarto taglio consecutivo, dopo i 9.000 del 2025, i 10.000 del 2024, gli 11.400 del 2023 e il picco di 12.000 del 2022, nel segno del riequilibrio tra domanda e offerta e di uno stock di filiera che sfiora le 4,8 annate. A complicare il quadro, il gelo primaverile che ha colpito quasi il 40% delle gemme, il danno più grave da anni. Per questo un decreto pubblicato sul Journal officiel del 12 agosto consente acquisti eccezionali di uve, mosti o vino fino al 15% del raccolto, contro il consueto 5%, per compensare i volumi mancanti.

Un’annata di record climatici

I numeri spiegano la precocità. Temperatura media di 11,83 °C tra gennaio e giugno, mai così alta (contro gli 11,53 del 2007). Media di 29,25 °C tra giugno e luglio, sopra i 27,3 °C della storica canicola del 1976. E per la prima volta oltre 40 °C all’ombra già a giugno, registrati a Les Riceys e Glannes. “Il caldo record ha ovviamente contribuito ad accelerare il processo di maturazione dei vitigni”, ha spiegato David Chatillon, copresidente del Comité Champagne. La regione ha affrontato la quinta ondata di caldo della stagione.

Cosa dice il mercato

La vendemmia record arriva in una fase delicata. Le spedizioni 2025 si sono chiuse a 266 milioni di bottiglie, in calo dai 271 milioni del 2024, mentre a fine giugno 2026 viaggiavano a 107,1 milioni, con un timido +1,2% trainato dall’export. La gestione dei volumi di questa raccolta, tra rese ridotte e riserva individuale, sarà decisiva per gli equilibri dei prossimi anni. In una regione dove l’irrigazione è vietata, il 2026 diventa il banco di prova di una viticoltura che deve produrre eleganza nonostante un clima che spinge verso la sovramaturazione.

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