Negli ultimi dieci anni oltre 21 mila bar hanno chiuso i battenti in Italia. Solo nel primo semestre del 2025 il saldo tra aperture e cessazioni è risultato negativo per 706 attività, a conferma di un comparto sempre più fragile, solo il 53% delle imprese sopravvive a cinque anni dall’apertura. Questi dati sono emersi durante l’evento “Il futuro del bar italiano”, organizzato da FIPE-Confcommercio all’interno di HOST Milano, la fiera internazionale dell’accoglienza e della ristorazione. L’incontro ha visto il confronto tra Lino Enrico Stoppani, Presidente di FIPE, e Andrea Illy, Chairman di Illycaffè, in un dialogo che ha acceso i riflettori sul futuro del settore moderato dalla giornalista Francesca Baraghini.
Nonostante questo scenario a tinte fosche, il bar resta un punto fermo della socialità italiana, un presidio di qualità della vita e un elemento distintivo dello spazio urbano. Ma garantire sostenibilità economica e alti standard di servizio è una sfida crescente per un settore che conta quasi 128 mila imprese, 400 mila addetti (di cui il 59% donne) e genera oltre 20 miliardi di euro di consumi ogni anno.

Secondo Stoppani, il bar italiano deve ripensare il proprio modello di business per adattarsi alle nuove abitudini di consumo e ritrovare un equilibrio economico sostenibile. “Il bar non è solo un’attività economica — ha sottolineato — ma un presidio di socialità e un simbolo dell’Italian lifestyle. È necessario innovare per salvaguardare questa funzione e valorizzare il bar anche come elemento chiave dell’offerta turistica nazionale.”

Sulla stessa linea, Andrea Illy ha evidenziato il ruolo culturale e promozionale dei bar. “Sono il canale commerciale con il maggior numero di contatti con il pubblico, veri luoghi di cultura sociale e alimentare. Rappresentano un patrimonio da proteggere e una vetrina straordinaria dell’Italia nel mondo.” Dalla colazione al pranzo veloce, fino al cocktail serale, il bar continua a scandire i ritmi della vita quotidiana italiana. Ma il suo futuro passa ora da una sfida cruciale: trasformarsi senza perdere la propria identità.
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