Il comparto delle bevande accelera dentro la più grande vetrina italiana della tecnologia alimentare. A pochi mesi dall’apertura, Cibus Tec prepara la sua 54ª edizione (Parma, 27-30 ottobre 2026) rafforzando un pilastro già consolidato: il beverage, dalle acque ai soft drink fino al vino, con una nuova partnership dedicata e una platea internazionale che si allarga a nuovi continenti.
L’edizione 2026 è stata presentata a Milano, alla Terrazza Martini, in una conferenza stampa con Thomas Rosolia, Amministratore Delegato di Koelnmesse Italia, Antonio Cellie, Amministratore Delegato di Fiere di Parma, Fabio Bettio, Exhibition Director di Koeln Parma Exhibitions, e Cristiano Laurenza, di Unione Italiana Food.
L’appuntamento, organizzato da Koeln Parma Exhibitions, punta a numeri di rilievo: l’obiettivo dichiarato è superare i 1.300 espositori e brand, oltre 40.000 metri quadrati di superficie espositiva e l’intero quartiere fieristico occupato. La quota di espositori e brand esteri è prevista sopra il 30%, mentre i visitatori attesi sono circa 40.000, in larga parte italiani ma con una presenza internazionale in crescita.
Beverage, un pilastro che continua a crescere
Le tecnologie di processo, riempimento e packaging per le bevande sono da tempo una componente strutturale di Cibus Tec, con grandi costruttori di linee (da GEA a Sidel, da Tetra Pak a SIPA e SIG). Come ha ricordato Antonio Cellie, la fiera ha portato a bordo la quasi totalità delle principali aziende di queste filiere, mentre tra i visitatori internazionali di riferimento figurano colossi del soft drink, da Coca-Cola ai grandi imbottigliatori del network PepsiCo. Il progetto “Beverage? Yes, we tec!” le raccoglie nel Padiglione 3, lungo tutto il processo: liquid food, acque, soft drink, bevande alcoliche e analcoliche, dalla lavorazione delle materie prime fino al fine linea.
A spiegare il percorso è Fabio Bettio, intervenuto sul posizionamento della manifestazione nel comparto: “Siamo diventati la fiera di riferimento in Italia per il beverage, di certo su alcune filiere come il liquid food, il soft drink e le acque. Sulle bevande alcoliche stiamo aggiungendo dei pezzi”. Un lavoro costruito, ha sottolineato, “con cognizione, cercando di restituire contenuti a chi investe su Cibus Tec. Il beverage è stata una nostra ossessione da diverse edizioni. Parma è un distretto di riferimento per questo mondo, ma non lo era Cibus Tec fino a qualche anno fa. Come non lo era per la carne: oggi siamo la fiera di riferimento in Italia per il settore delle carni, e la stessa cosa sta accadendo per il beverage”.
Una platea che arriva da tutti i continenti
Circa il 70% dei visitatori proviene dall’industria alimentare italiana, ma i brand presenti spaziano per settori e continenti. A pesare è la forza del network Koelnmesse, con eventi come Anuga, Cibus e Tuttofood: “Nessun altro gruppo fieristico al mondo può contare su un supporto di promozione di questo livello sulla tecnologia e sul prodotto alimentare”, ha rivendicato Cellie.
Su questa rete internazionale si innesta il lavoro avviato sul continente africano, parte del progetto Cibus Tec for Africa, che porterà a Parma oltre 100 nuovi top buyer. È Bettio a citare le aziende già a bordo: realtà come UCB – Union Camerounaise de Brasseries, principale produttore di bevande del Camerun, e Groupe Kirène, tra i grandi nomi del beverage africano. Presente anche ABD – Allied Blenders & Distillers, tra i principali produttori indiani di spirits, in cerca di tecnologia italiana.
Federvini porta il vino in fiera
Tra le novità dell’edizione spicca la partnership strategica con Federvini, la federazione che rappresenta le imprese italiane dei settori vino, spiriti e aceti. La collaborazione amplia la presenza del comparto vitivinicolo con un’area dedicata nel Padiglione 3, dove saranno presenti alcune delle principali aziende fornitrici di tecnologie e soluzioni per il settore enologico.
L’iniziativa culmina il 29 ottobre con un workshop interamente dedicato al vino, con relatori italiani ed esteri di alto profilo su accordi commerciali internazionali, evoluzione del quadro normativo europeo e sostenibilità. Sul senso dell’operazione, Bettio ha aggiunto: “Andiamo a restituire agli espositori che operano nel mondo del vino contatti top italiani ed esteri, per parlare in modo innovativo a una filiera che ancora non riconosce in Cibus Tec la propria piattaforma. Anche qui ci sarà da crederci”.
“Cibus Tec è sempre più una vetrina per le nuove tecnologie applicate al settore alimentare, vini inclusi, e siamo lieti di avviare questa collaborazione mettendo il focus sulla sostenibilità, anche alla luce delle recenti novità legislative”, ha dichiarato Gabriele Castelli, Direttore Federvini.
Labotec e World Pasta Day completano il quadro
In contemporanea, sempre a Parma il 27 e 28 ottobre, torna Labotec, alla seconda edizione, con oltre 200 espositori e un incremento del 20% dei visitatori pre-accreditati. La fiera abbraccia una platea trasversale di settori, dall’alimentare e bevande al chimico, dal farmaceutico e veterinario al cosmetico, fino a biotecnologie, sanità e ambiente, a conferma del peso crescente delle tecnologie di laboratorio anche nella filiera beverage. A differenza di Cibus Tec, che mantiene la cadenza biennale, Labotec si conferma appuntamento annuale: l’edizione 2027 è già confermata, con date in via di definizione.
A fare da cornice all’edizione, per la prima volta nella sua storia il World Pasta Day si svolge a Parma, dentro Cibus Tec, il 27 e 28 ottobre nel Padiglione 2. L’evento, promosso da Unione Italiana Food e da IPO – International Pasta Organisation, salda la celebrazione di un simbolo del Made in Italy al suo ecosistema tecnologico e produttivo.
Da questa edizione l’ingresso a Cibus Tec e Labotec è gratuito, previa registrazione sul sito ufficiale. Il messaggio che arriva da Parma è netto: la tecnologia del beverage non è più un comparto satellite, ma una filiera che a Parma trova la sua casa industriale.
INFO: www.cibustec.it/it/la-fiera/cibus-tec-2026/bevande/
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