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Cimbali Group presenta “Affinity by Faema” e riscrive il DNA del bar alla Milano Design Week 2026

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Nella frenesia della Milano Design Week, il Flagship Store Faema di Via Forcella 7 si è trasformato nel palcoscenico di una riflessione profonda su cosa significhi, oggi, progettare un luogo pubblico. Il progetto “Affinity by Faema”, con il quale Cimbali Group ha presenziato alla “primavera del design milanese”, ha rappresentato un vero e proprio manifesto programmatico in grado di scardinare la vecchia gerarchia del design Horeca: non più un banco bar che ospita – quasi per caso – una macchina da caffè professionale, ma un sistema simbiotico dove refrigerazione ed estrazione del caffè nascono da un unico pensiero progettuale.

Il concept “Affinity” nasce da una riscoperta filologica del marchio: la reinterpretazione della “A” di “Affini” nell’acronimo FAEMA (Fabbrica Apparecchiature Elettro-Meccaniche e Affini). Un ritorno alle origini che si fa visione futura, trasformando il brand in un ecosistema aperto verso mondi contigui e rendendo la macchina da caffè una bussola per l’esplorazione di nuove subculture. In questo spazio ibrido, che fonde il salotto milanese con il listening bar di ispirazione internazionale, il caffè diventa il motore di connessioni inaspettate e contaminazioni creative.

Il momento della verità è stato il live talk del 22 Aprile 2026, un confronto serrato tra Maria Vittoria Rinaldi, Brand Manager di Faema e Andrea Fisac, Referente Marketing di SpazioISA (azienda leader mondiale nell’arredo e nella refrigerazione professionale per bar e locali), volto a ridefinire i rituali della convivialità moderna attraverso una visione che integra architettura, tecnologia e sociologia del consumo.

«L’affinità naturale per eccellenza per noi è il mobile da locale», ha esordito Maria Vittoria Rinaldi durante l’incontro, introducendo il tema della centralità del banco come motore di relazioni.

«Tutto ciò che rappresenta l’ambiente pubblico dove il caffè è un momento di convivialità (che sia un bar, una pasticceria o una panetteria) deve essere supportato da un partner complementare capace di leggere lo spazio in modo olistico. Troppo spesso l’architetto decide quale macchina utilizzare solo alla fine del progetto, guidato puramente da fattori estetici superficiali. Questo approccio è strategicamente pericoloso per il successo di un business: se l’obiettivo è creare un luogo di lavoro silenzioso e di concentrazione, la scelta ideale ricade su una superautomatica discreta; se invece l’imprenditore punta sul rito del quartiere e sul rapporto umano, allora serve una macchina bassa, che annulli le barriere visive e permetta al barista di guardare negli occhi il cliente, facendogli quasi da psicologo».

È una visione che sposta il baricentro dalla semplice vendita di un prodotto alla progettazione di un’esperienza, un concetto che Andrea Fisac ha tradotto immediatamente in termini di ingegneria e design tailor-made, portando sul tavolo la solidità di un gruppo. «Quello che ci lega a Faema sin dai primi incontri al Salone del Mobile 2022 è l’approccio Professional at Home», ha spiegato Fisac. «Parliamo di attrezzature che non vengono “addolcite” o depotenziate per il mondo domestico, ma che mantengono prestazioni estreme in un‘estetica ricercata, rispondendo a un mercato che richiede l’eccellenza anche nel privato. La nostra storia, del resto, è fatta di intuizioni nate da sinergie umane: negli anni ’80 il nostro Presidente incontrò l’architetto Antonio Citterio in vacanza, e da quel dialogo informale nacque la rivoluzione dei flussi bar che oggi consideriamo uno standard industriale».

Fisac ha poi approfondito la capacità di ISA di gestire contesti ad altissima complessità: «Dalla linea Abaco per i semilavorati in acciaio, che permette di costruire retro bar su misura con precisione chirurgica, fino alle installazioni iconiche come quella del Teatro Ariston a Sanremo, dove la sfida è stata far dialogare il rosso acceso e i materiali nude con le opere di Marco Lodola, ISA dimostra come la tecnologia possa adattarsi a ogni scenario, garantendo funzionalità impeccabile anche in spazi complessi come un set televisivo internazionale».

Il banco bar esclusivo sviluppato per la Design Week è diventato così un elemento narrativo, dove l’ingegneria di ISA e la tecnologia Faema si fondono in un unico sistema progettato al millimetro. Un progetto che mette al centro l’ergonomia del barista e la fluidità del lavoro, eliminando ogni separazione tra arredo e macchina professionale.

«La macchina del caffè è il core business, ma è anche il fulcro estetico che definisce l’identità di un locale», ha ribadito Maria Vittoria Rinaldi. «Dobbiamo saper ascoltare la visione di chi commissiona lo spazio prima ancora di tracciare una linea sul bancone. Bisogna capire se il barista deve essere un protagonista sul palco o un custode discreto della pausa caffè».

A chiudere il cerchio di questa narrazione multisensoriale, il pomeriggio del 22 aprile ha visto l’intervento dello street artist John Blond. Mentre il talk tecnico aveva, infatti, sviscerato i dettagli della refrigerazione e della pressione di estrazione, Blond è stato protagonista di una live performance con il suo linguaggio ispirato al Memphis Design di Ettore Sottsass, fatto di pattern geometrici, colori neon e uno spirito vintage-pop. Arte con la quale lo stesso ha personalizzato una Faemina e una Faema E61 esposte al Flagship.

Tutto ciò ha dimostrato come l’innovazione tecnica non possa più prescindere da una forte componente artistica e narrativa, capace di trasformare la brand identity in un’esperienza visiva memorabile e contemporanea.

L’immagine di John Blond che “dipinge” tra le macchine da caffè diventa così la sintesi perfetta di questa Design Week: il bar non è più solo un luogo di consumo, ma un “espresso bar di frontiera” dove l’eccellenza del freddo di ISA e l’iconicità del calore di Faema costruiscono lo spazio per nuovi esperimenti sociali.

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Il messaggio che resta dopo il talk è chiaro: il successo di un locale non si gioca più sui singoli componenti, ma sulla capacità di generare affinità progettuali capaci di dare vita a nuovi riti contemporanei.

+ INFO: www.cimbaligroup.com
www.faema.com/it-it

© Riproduzione riservata

Scheda e news:
Cimbali Group SpA

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