La Cina e il Regno Unito hanno raggiunto un’intesa che riguarda direttamente lo Scotch whisky: Pechino ridurrà i dazi all’importazione sul distillato scozzese dal 10% al 5%, a seguito della recente visita ufficiale nella capitale cinese del premier britannico Keir Starmer e dell’incontro con il presidente Xi Jinping.
Secondo le stime del governo britannico, il taglio tariffario potrebbe generare fino a 250 milioni di sterline di benefici aggiuntivi per l’industria dello Scotch whisky nell’arco dei prossimi cinque anni. Un intervento che punta a rafforzare la presenza del distillato scozzese in un mercato strategico come quello cinese, che nel 2024 ha assorbito esportazioni per circa 161 milioni di sterline.
Segnale positivo per i produttori scozzesi
Per i produttori scozzesi si tratta di un segnale di apertura rilevante, soprattutto in una fase di rallentamento della domanda in Cina, ma su livelli ancora superiori rispetto al periodo pre-pandemia. La riduzione del dazio dal 10% al 5% migliora infatti la competitività delle referenze premium e super-premium sugli scaffali cinesi, intercettando una domanda sempre più orientata verso marchi ad alta riconoscibilità internazionale e prodotti di fascia medio-alta.
Il nodo irrisolto dei distillati europei a base d’uva
Il dossier spirits tra Europa e Cina resta però tutt’altro che risolto. Sul fronte opposto rispetto allo Scotch whisky, Pechino ha avviato il 5 gennaio 2024 un’indagine antidumping sui brandy originari dell’Unione europea, in seguito a un esposto dell’industria locale.
L’inchiesta ha portato, nel corso del 2024, all’introduzione di dazi antidumping fino al 34,9% su parte delle importazioni di brandy UE, con un impatto particolarmente rilevante sul cognac. Alcuni grandi gruppi europei hanno evitato l’applicazione dei dazi aderendo a un sistema di impegni di prezzo minimo, ma il quadro resta caratterizzato da forte incertezza.
Questo contesto pesa anche su altri distillati europei a base d’uva, come brandy e acquaviti d’uva, che rientrano nello stesso perimetro di tensione commerciale tra Bruxelles e Pechino e devono confrontarsi con margini più compressi e maggiore instabilità regolatoria.
Un doppio binario per il mercato spirits
Il risultato è un chiaro doppio binario: da un lato la distensione sui dazi allo Scotch whisky, che rafforza i rapporti commerciali tra Regno Unito e Cina; dall’altro il protrarsi del contenzioso sui distillati vinicoli europei, con effetti significativi sulle filiere del cognac, del brandy e delle acquaviti del Vecchio Continente.
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