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Coca-Cola entra negli hard tea con Minute Maid Spiked, categoria assente in Italia

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Minute Maid Spiked ha annunciato l’ingresso nella categoria degli hard tea con Vodka Lemonade Iced Tea, un tè freddo alcolico a base di vodka. È la prima referenza del marchio nel segmento del tè freddo alcolico e la prima uscita da quando Sazerac ha rilevato la distribuzione, in collaborazione con Red Tree Beverages, la sussidiaria alcolica di The Coca-Cola Company.

Il prodotto è realizzato con vodka vera e succo di limone al 3%, è privo di gas e ha una gradazione del 5% ABV. Arriva sugli scaffali statunitensi in estate, in confezioni da 8 lattine da 12 once a un prezzo consigliato di 16,99 dollari e in lattina singola da 16 once a 3,49 dollari. La referenza va ad affiancare le altre proposte vodka-based di Minute Maid Spiked, ovvero Vodka Lemonade (Classic e Pink) e Vodka Punch (Classic, Tropical, Berry e Citrus).

Un nuovo tassello nella strategia RTD di Coca-Cola

Il lancio si inserisce in un percorso già avviato. La gamma Minute Maid Spiked comprende cocktail a base vino al 13,9% ABV nei gusti Lime Margarita, Strawberry Daiquiri, Piña Colada e Blue Hawaiian, disponibili in bottiglie da 1,5 litri, PET da 750 ml e mini lattine da 200 ml, e la linea vodka-based lanciata nel 2025.

“Siamo lieti di annunciare l’ultima aggiunta alla famiglia Minute Maid Spiked,” ha dichiarato Lou Grill, presidente di Red Tree Beverages. “Il Vodka Lemonade Iced Tea è la bevanda estiva ideale, un classico rivisitato con il gusto deciso di Minute Maid Spiked. La sua presenza nel portafoglio rappresenta il nostro impegno verso sapori classici e ampia accessibilità.”

Coca-Cola non è nuova al segmento del tè freddo alcolico. Nel settembre 2023 Molson Coors aveva lanciato Peace Hard Tea sfruttando il brand Peace Tea di proprietà Coca-Cola, un tè freddo non gassato al 5% ABV pensato per il Sud-Est degli Stati Uniti e proposto in lattine da 24 once nei gusti More Peace More Lemon, Freedom of Peach e Really Really Razzy.

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Perché gli hard tea corrono negli Stati Uniti

Gli hard tea sono tra le sottocategorie RTD in più rapida crescita, trainate soprattutto dal mercato statunitense. Secondo i dati IWSR, i volumi negli Stati Uniti sono cresciuti del 5% nel 2025, con un tasso di crescita annuo composto del 22% tra il 2021 e il 2025. Il Canada è il secondo mercato globale, con volumi in aumento del 6% nel 2025.

La leadership resta saldamente in mano a Twisted Tea di Boston Beer, presente dal 2001 e diventato uno dei marchi di riferimento del segmento. Ma la concorrenza si allarga: accanto ai produttori di birra si sono affacciate le aziende del tè e nuovi player spirits-based, segno di una categoria che si sta segmentando sia verso l’alto contenuto alcolico sia verso proposte a ridotto contenuto di zuccheri e calorie.

Susie Goldspink, responsabile RTD insights di IWSR, ha osservato che la traiettoria recente degli hard tea ricorda quella degli hard seltzer, con un vantaggio in più: il tè è già compreso e diffuso in Europa più di quanto lo fossero i seltzer, il che suggerisce un potenziale di crescita internazionale.

In Italia la categoria è di fatto assente

In Italia gli hard tea sono praticamente introvabili sugli scaffali della grande distribuzione. Il mercato RTD nazionale resta una nicchia dominata da poche referenze dal profilo ben definito: lo Spritz pronto e il Campari Soda, entrambi con un’identità e una gradazione lontane da quelle degli hard tea americani.

Il dato sulla gradazione è indicativo. L’Aperol Spritz premiscelato si attesta al 9% vol, il Campari Soda al 10% vol e il Campari Spritz pronto lanciato nel 2026 al 10,5% vol. Gli hard tea statunitensi, così come la maggior parte degli RTD in lattina, viaggiano invece intorno al 5% vol. È una differenza che pesa sul posizionamento: nella fascia a bassa gradazione la birra resta difficile da battere su prezzo e ampiezza di gamma.

Che il tema sia di calibratura è confermato dalla stessa Campari Group: quando ha voluto rivolgersi a un pubblico più giovane e a occasioni informali, lo ha fatto lanciando l’Aperol Spritz To Go in lattina al 5% vol, ma nel Regno Unito e non in Italia. Un segnale di come il segmento a bassa gradazione trovi ancora terreno più fertile fuori dai confini nazionali.

Resta da capire se e quando la categoria proverà davvero a varcare l’Atlantico. Con multinazionali che dispongono già dell’esperienza maturata nei mercati statunitense e britannico, il tè freddo alcolico è tra le tendenze da monitorare nei prossimi mesi, anche in ottica europea.

© Riproduzione riservata

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