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I brasiliani, nonostante il clima caldo, preferiscono i vini rossi, come pure gli indiani e i vietnamiti. In Sudafrica i nuovi consumatori sono i neri, mentre in Thailandia i principianti del vino sono il 60% del totale. Continuano le interviste ai giornalisti giudici del prossimo Concorso Enologico Internazionale di Vinitaly, in programma a Verona dal 12 al 16 novembre 2012.In Brasile, il 70% del mercato è appannaggio dei vini cileni e argentini; al terzo posto ci sono i vini italiani, seguiti da Portogallo, Francia e Spagna. “I vini preferiti – spiega il giornalista Aguinaldo Záckia Albert – sono quelli forti e corposi, come il Cabernet Sauvignon cileno e i Malbecs argentini. Anche i Prosecco e i vini spumanti brasiliani (i nostri vini migliori, dice Albert) hanno un buon mercato, mentre nonostante il nostro clima, i vini bianchi hanno solo il 15% del mercato”. Peccato che gli alti dazi all’importazione pongano un freno alla crescita dei consumi.


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Nella quarta serie di interviste i giornalisti prossimi giudici al Concorso Enologico Internazionale (12-16 novembre 2012) provenienti da Brasile, India, Vietnam, Thailandia e Sudafrica illustrano gusti e tendenze dei consumatori di vino dei loro Paesi. Oltre ad Albert hanno risposto alle domande di Vinitaly l’indiano Megandeep Singh, il vietnamita Viet To, il thailandese Pairach Intaput e il sudafricano David Biggs (i loro curricula su internet alla pagina www.vinitaly.com/areaEspositori/giuria-concorso-enologico/).Anche in India i vini rossi sono più venduti di quelli bianchi, mentre i vini dolci sono considerati per non conoscitori. Qui i consumi sono ancora limitati, ma “sia vecchi che giovani si stanno orientando verso il vino – dice Singh – sia per le esperienze che fanno durante i loro viaggi all’estero, sia per motivi salutistici. Il vino, inoltre, è socialmente più accettabile rispetto agli alcolici tradizionali”.

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In Vietnam – dice Viet To – “il 10% dei consumi è rappresentato da champagne e vini spumanti, il 70% da rossi e il 20% da bianchi. Chi acquista vino è molto attento al packaging: misura e peso più grandi della bottiglia danno un’idea più seria e costosa al prodotto, mentre non fanno una buona impressione le etichette scadenti, anche se di vini più economici”. In Sudafrica – dice Biggs – “c’è una combinazione di consumatori maturi e di compratori emergenti. Solo negli ultimi 18 anni, infatti, la popolazione nera ha iniziato a entrare nel mercato del vino. Per ora gli acquisti sono principalmente orientati verso i vini low-cost, ma c’è una tendenza crescente verso i prodotti superiori”. In Thailandia – spiega Intaput – “ci sono tre livelli di consumatori: i principianti, che rappresentano il 60% dei bevitori principalmente di vini del nuovo mondo e acquisti sotto i 30 euro; quelli ben educati, che sono il 30%, orientati sui vini del vecchio mondo e che spendono tra 30 e 120 euro, e i conservatori, che sono il 10% e bevono solo vini rari”.
Le interviste complete si possono leggere e commentare sul sito della manifestazione al link aspettando.vinitaly.it.

+info: Servizio Stampa Veronafiere Tel.: + 39.045.829.82.42 – 82.85 – 82.10 pressoffice@veronafiere.itwww.vinitaly.com

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