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Andrea Turco, fondatore e curatore di Cronache di Birra, fa una puntuale analisi sulla situazione dei microbirrifici italiani a causa dell’emergenza Coronavirus con un articolo pubblicato su www.cronachedibirra.it del 16 marzo.

 

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Bisogna ormai prendere atto che l’emergenza virale non durerà qualche giorno e nemmeno qualche settimana ma e si protrarrà per alcuni mesi anche dopo aver raggiunto il picco dei contagiati. Come specifica Andrea Turco “Uno dei settori in più grosso affanno è quello della birra artigianale, perché se sono chiusi pub e ristoranti è bloccata tutta la filiera, risalendo fino agli stessi produttori. In altre parole, è plausibile che tutte le attività che creano aggregazione e che sono state le prime a chiudere, saranno anche le ultime a riaprire. E se non ripartono pub, birrerie e ristoranti, cioè la parte finale della filiera, rimane bloccato tutto il comparto con le conseguenze che si possono facilmente immaginare”

 

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Intervenuti nella trasmissione Piazzapulita di La7, Pietro Di Pilato e Andrea Maiocchi, fondatori del birrificio Brewfist, (con sede proprio a Codogno, il centro del primo focolaio lombardo), hanno dichiarato che nel periodo tra l’8 marzo e il 3 aprile la loro azienda soffrirà un calo nel fatturato pari al 95%. Lo stesso Baladin di Teo Musso, uno dei microbirrifici più noti e consolidati in Italia, ha annunciato il blocco di tutte le attività: non solo la produzione, ma anche i tanti locali sparsi sul territorio nazionale, la piattaforma di distribuzione e quant’altro.

 

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Cosa si può fare per attutire quanto meno il crollo delle vendite? Andrea Turco precisa al riguardo: “molti stanno trovando nei servizi di delivery una piccola valvola di sfogo per limitare le difficoltà, ma chiaramente non è facile destreggiarsi con questo nuovo canale di distribuzione”. In questa direzione si è mosso con molta decisione e creatività il Birrificio War, che punta a mettere insieme tutti gli attori della filiera, dai birrifici, ai pub, ai publican, per cercare di incentivare il servizio di birra a domicilio che molti tra i micro-birrifici italiani non hanno o che non sono in grado di sviluppare con un servizio in grado di soddisfare la clientela. (cfr La guerra del birrificio War al Coronavirus )

Più in generale: al crollo dei consumi nel fuori casa bisognerebbe contrapporre una più ampia promozione delle vendite su tutti i canali i vendita destinati ad alimentare i consumi in casa: quindi, oltre alle vendite online e al servizio di birra a domicilio, occorrerebbe puntare su una più forte offerta di birre artigianali sia sul canale dei negozi alimentari specializzati (come ad esempio i negozi di enogastronomia) sia soprattutto sul canale della distribuzione moderna, ricercando eventualmente anche partnership distributive.

+info: Cronachedibirra

A cura della redazione Beverfood.com

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