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Per il nuovo anno si è brindato, nel 98% dei casi, con spumanti italiani grazie anche alla convincente campagna del ministro Zaia a favore delle bollicine made in Italy. Crollo, invece, delle importazioni italiane di champagne che, secondo le stime della Coldiretti, sono scese del 66% nei primi nove mesi del 2009. Intanto dalla Francia viene segnalato un calo delle vendite totali dello champagne intorno al 10-11% rispetto al 2008. Altro segnale allarmante della crisi dello champagne, è la battaglia dei prezzi al ribasso che si è scatenata in alcune catene della grande distribuzione francese


Nel recente passato i produttori francesi di champagne hanno vissuto un boom senza precedenti, a livello di produzione, vendite e prezzi fino al 2007, anno in cui è stato stabilito il record delle vendite con 338,7 m.ni di bottiglie. Nel 2008, con l’avvio della crisi finanziaria ed economica, le vendite di champagne hanno subito una flessione del 4,8% portandosi a 322,5 m.ni di bottiglie. Ma l’anno in cui la crisi è diventata drammatica è il 2009. Le ultime stime per l’anno appena chiuso rilevano una flessione dell’11-12%, il che riporterebbe le vendite di champagne ai livelli del 2005.

Ma la crisi, dal punto di vista economico si è aggravata ulteriormente sul lato degli stock di magazzino che, in relazione all’andamento crescente delle vendite fino al 2007, sono aumentate in modo continuativo nel corso degli anni. A fine 2008 le rimanenze globali di champagne si erano portate oltre la soglia di 1,2 miliardi di bottiglie (pari al consumo di 4 anni), con un enorme immobilizzo di capitali. Stante questa situazione molti produttori hanno deciso di ridurre sensibilmente la produzione 2009. A dicembre inoltre in diverse catene francesi della grande distribuzione sono state realizzate numerose vendite promozionali di champagne a prezzi addirittura inferiori ai 10 euro la bottiglia, segno che qualche produttore è stato costretto ad alleggerire i propri magazzini, vendendo sottocosto.

Rayon-boissons.com rileva che nello scorso dicembre, in prossimità delle feste di fine anno, Carrefour ha proposto lo champagne Hubert de Claminger a 8,9 euro la bottiglia e le cuvé brut di Marie Stuart e di Malard à 9,95 € ciascuna. Certo, si tratta di marche per così dire ausiliarie, ma pur sempre di champagne. Nel contempo la catena Super U in Bretagne ha proposto lo champagne Louise Damini à solo 8,50 € la bottiglia. Ma anche negli ipermercati di Leclerc è stato venduto lo champagne Leo Deviroy, a 8,95 euro la bottiglia. Inoltre diverse catene di discount hanno proposto champagne a prezzi inferiori ai 9 euro la bottiglia, come Leader Price, Lidl e Aldi. Perfino la Catena Casino si è sentita in obbligo di approntare una operazione promozionale di vendita di champagne (a marchio Lucas Carton) a 9,95 euro la bottiglia.

Dietro queste vendite low cost alcuni osservatori sospettano che ci possano essere le grandi Maison che, di fronte a livelli insostenibili delle scorte, potrebbero aver deciso di alleggerire i magazzini inventando delle marche ausiliarie da realizzare a prezzi di liquidazione. E la grande distribuzione, naturalmente, ne avrebbe approfittato. Ma tutti i grandi dello champagne, in realtà, negano. «Non rientra assolutamente nella nostra politica di abbassare i prezzi per fare volume», ha dichiarato a Le Monde Christophe Navarre, presidente di Moët Hennessy di Lvmh, che comunque, ha registrato nei primi nove mesi del 2009 un calo del 14% delle vendite. A sua volta Laurent Perrier, altra celebre Maison dello champagne, ha accusato nel semestre aprile-settembre 2009 un calo del 22% delle vendite rispetto al semestre corrispondente del 2008, che, a sua volta, aveva registrato vendite in forte calo. Per non parlare, infine, di Pernod Ricard che nel trimestre luglio-settembre 2009 ha accusato vendite in ribasso del 18% per lo champagne Mumm e addirittura del 38% per Perrier-Jouët

+INFO: www.rayon-boissons.comwww.lemonde.fr/sujet/ad42/christophe-navarre.htmlwww.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/12/scoppia-bolla-champagne.shtml?uuid=5c5fed4e-f55a-11de-8053-9bb06687e217&DocRulesView=Libero

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CHAMPAGNE 2008: CALO DELLE VENDITE DI QUASI IL 5% – L’ITALIA, CON OLTRE 9 MILIONI DI BOTTIGLIE, E’ IL QUINTO PAESE PER L’EXPORT

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