L’Italia si conferma protagonista assoluta sulla scena internazionale delle bollicine. Alla 13ª edizione dei Champagne & Sparkling Wine World Championships (CSWWC), uno dei più autorevoli concorsi mondiali dedicati agli spumanti, il nostro Paese conquista 87 medaglie d’oro e 137 d’argento, staccando nettamente la Francia, seconda con 31 ori e 25 argenti. L’edizione 2026 della competizione, fondata e presieduta da Tom Stevenson, ha messo a confronto circa 1.000 vini spumanti provenienti da 18 Paesi, valutati nell’arco di 11 giornate nella cornice di Goodnestone Park, nel Kent, in Inghilterra. Un risultato che conferma la crescente autorevolezza internazionale del sistema italiano delle bollicine e, più in generale, la capacità di numerose denominazioni e territori di competere ai massimi livelli della produzione sparkling mondiale.
Ferrari ancora una volta miglior produttore di spumanti
A guidare la classifica dei produttori è ancora una volta Ferrari Trento, che per il quinto anno consecutivo, e per l’ottava volta complessivamente, si aggiudica il titolo di Sparkling Wine Producer of the Year. La casa spumantistica trentina ha conquistato 9 medaglie d’oro nell’edizione 2026, risultato che le ha consentito di primeggiare in una competizione sempre più affollata e qualitativamente agguerrita. Il riconoscimento viene infatti assegnato sulla base del maggior numero di medaglie d’oro ottenute nel corso dell’edizione. La conferma di Ferrari ai vertici del CSWWC rafforza il posizionamento internazionale del Trentodoc e rappresenta uno dei segnali più evidenti della solidità raggiunta dalla spumantistica italiana nel segmento premium.
Trentodoc, 79 medaglie valgono il primato del metodo classico
Particolarmente significativa anche la performance complessiva di Trentodoc, che per il secondo anno consecutivo si conferma il metodo classico più premiato al mondo al CSWWC. La denominazione trentina porta a casa 79 medaglie, di cui 35 ori e 44 argenti, un risultato che testimonia la profondità qualitativa del movimento produttivo, composto da 74 case spumantistiche associate all’Istituto Trento Doc. «Questo successo memorabile è la prova dell’altissimo valore e della qualità di Trentodoc», commenta Stefano Fambri, presidente dell’Istituto Trento Doc, sottolineando come il risultato sia frutto «dell’impegno, della serietà e della competenza» dei produttori e del lavoro quotidiano sulle cosiddette bollicine di montagna».
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Dalla Franciacorta all’Alto Adige: la crescita è trasversale
Il dato più interessante emerso dall’edizione 2026 è però la diffusione della qualità lungo l’intero panorama italiano delle bollicine. Accanto a Trentodoc, infatti, numerose denominazioni e territori hanno ottenuto riconoscimenti di rilievo. La Franciacorta totalizza 13 medaglie d’oro, con protagonisti tra gli altri Guido Berlucchi, Ca’ del Bosco e Bellavista. Importanti risultati arrivano anche dall’Alta Langa, dall’Asti, dal Lambrusco e dall’Oltrepò Pavese, mentre dalla Sicilia si distingue Milazzo, con 6 medaglie d’oro. Non manca il Prosecco, con riconoscimenti per produttori del Prosecco DOC come Paladin e Stefano Bottega, e per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, rappresentato da Andreola. Particolarmente brillante anche la performance dell’Alto Adige, con Kettmeir, parte di Herita Marzotto Wine Estates, che conquista 5 ori. Dalla Campania arriva invece una medaglia d’oro per Dubl, il progetto dedicato alle bollicine di Feudi di San Gregorio. Una fotografia che restituisce un’Italia dello sparkling sempre più articolata, capace di esprimere eccellenza attraverso differenti territori, vitigni, denominazioni e interpretazioni produttive.
Si allarga la geografia delle bollicine
Dopo l’Italia, la Francia occupa la seconda posizione nel medagliere, mentre il Regno Unito si colloca al terzo posto, seguito dall’Australia. Novità significativa di questa edizione è l’ingresso dell’Ungheria nella top four, per la prima volta nella storia della competizione, mentre la Spagna completa la top five. Il CSWWC conferma inoltre l’ampliamento della geografia mondiale dello spumante. Accanto ai grandi Paesi produttori, arrivano infatti medaglie anche da realtà emergenti come Cina, Giappone e Romania, a testimonianza di un comparto sparkling sempre più internazionale e competitivo. «Siamo stati entusiasti della qualità dell’intera gamma di vini degustati quest’anno», commenta Essi Avellan MW, giudice della competizione. Secondo Avellan, i risultati confermano quanto sia dinamica l’industria delle bollicine e quanto sia importante continuare a valorizzare non solo le aree produttive consolidate, ma anche «vini nuovi ed entusiasmanti provenienti da regioni affermate ed emergenti di tutto il mondo».
Oltre 300 vini vicini al livello mondiale
Un altro dato significativo riguarda il livello qualitativo complessivo della competizione. Il CSWWC assegna medaglie soltanto d’oro e d’argento, escludendo il bronzo. Nonostante questo criterio particolarmente selettivo, i giudici hanno individuato 322 vini che, pur non raggiungendo la soglia necessaria per una medaglia, sono stati considerati vicini a uno standard di livello mondiale. «In 13 anni, questa competizione ha stabilito senza dubbio chi sono i migliori produttori di vino spumante al mondo», sottolinea Tom Stevenson. Ma, aggiunge il fondatore del CSWWC, ogni edizione porta alla ribalta anche «nuove regioni e nuovi produttori», coinvolgendo grandi aziende e piccoli produttori, cooperative, maison storiche e realtà emergenti, con una presenza crescente anche dei produttori biologici. La competizione non si è dunque limitata a confermare i nomi già affermati, ma ha restituito una fotografia di un settore in continua evoluzione, nel quale la qualità delle bollicine si sta progressivamente affermando anche al di fuori delle aree produttive tradizionali. I vincitori dei titoli Best in Class e dei Trophy saranno annunciati il prossimo 29 ottobre 2026, durante la cena di premiazione del CSWWC in programma alla Merchant Taylors’ Hall di Londra.
INFO www.champagnesparklingwwc.co.uk




