Il movimento di boicottaggio dei prodotti americani in Danimarca ha superato la soglia simbolica dei 100.000 membri, raggiungendo circa 110.000 aderenti nel gruppo Facebook “Boykot varer fra USA“;. La protesta si concentra sui marchi beverage e food come Coca-Cola, Starbucks e McDonald’s, che stanno registrando un impatto concreto sulle vendite nel mercato danese. Il movimento si sta espandendo in tutta Europa, con gruppi simili anche in Italia: il gruppo Boycott USA conta circa 3.000 membri.
Un fenomeno in crescita costante
Come avevamo già riportato ad aprile 2025, il boicottaggio era iniziato dopo le dichiarazioni di Donald Trump sulla Groenlandia, quando il CEO di Carlsberg, Jacob Aarup-Andersen, aveva confermato il calo dei volumi di Coca-Cola: “C’è chiaramente un boicottaggio dei brand USA, e in Danimarca lo vediamo più che altrove”. A distanza di mesi, il movimento non solo non si è spento, ma ha raggiunto dimensioni senza precedenti con quasi 110.000 aderenti e una crescita di circa 1000 nuovi membri al giorno.
Liste dettagliate: i marchi beverage nel mirino
Il gruppo Facebook ha pubblicato liste aggiornate al 19 gennaio 2026 dei prodotti da boicottare. Nel settore beverage, i principali marchi sotto attacco includono:
Nel segmento soft drink: Coca-Cola con tutto il portfolio (Fanta, Sprite, Fuze Tea, Innocent, Minute Maid, Powerade), Pepsi (7up, Gatorade, Mirinda, Monster Energy, Mountain Dew, SodaStream, Tropicana), Prime e Rockstar.
Nel segmento coffee & tea: Starbucks, Gevalia, Lipton, L’Or Espresso, Senseo, Tassimo (tutti in procinto di passare a controllo americano all’inizio del 2026), Pickwick e Yogi Tea.
Carlsberg, che in Danimarca è anche distributore di Coca-Cola, continua a registrare cali nelle vendite della bibita americana. Le alternative locali prosperano: Jolly Cola aveva già visto crescere le vendite di 13 volte a marzo 2025 secondo la catena Rema 1000.
Food: da McDonald’s ai condimenti
Il settore food è altrettanto colpito. Tra le catene di ristoranti e caffetterie: McDonald’s e Starbucks. Tra gli alimenti confezionati: Heinz, Kraft (Philadelphia, O’boy), Kellogg’s, Quaker, Uncle Ben’s, Dolmio. Negli snack: Pringles, Doritos, Lay’s, Cheetos, Mars, Snickers, M&M’s, Twix, Milky Way, Oreo, TUC, Milka, Toblerone, Häagen-Dazs. Tra condimenti e salse: Heinz, Tabasco, Bull’s Eye Barbecue, Sweet Baby Ray’s, Old El Paso, Jif, Skippy.
Tensione diplomatica a Davos
La protesta coincide con il Forum Economico Mondiale di Davos in corso in questi giorni fino al 23 gennaio, dove la Danimarca ha deciso di non partecipare a causa della disputa sulla Groenlandia. Il ministro danese del Commercio e dell’Industria, Morten Bødskov, ha cancellato all’ultimo momento la sua partecipazione, mentre Trump è presente al forum in un momento di massima tensione tra i due Paesi.
Impatto sul retail e coordinamento europeo
Salling Group, la principale catena di supermercati danese, ha risposto alle richieste dei consumatori introducendo simboli grafici sugli scaffali per identificare immediatamente i prodotti di origine europea, facilitando il boicottaggio dei marchi americani.
Il movimento danese ha creato una rete di coordinamento internazionale, con gruppi Facebook attivi in tutta Europa. In Italia esiste il gruppo Boycott USA con circa 3.000 membri, mentre altri Paesi europei stanno seguendo l’esempio danese con gruppi nazionali in Norvegia, Svezia, Finlandia, Germania, Francia, Spagna, Portogallo e Regno Unito.
Il boicottaggio, nato in risposta alle dichiarazioni di Trump che affermava di voler ottenere “la Groenlandia al 100%, anche con la forza militare se necessario”, continua a crescere senza segnali di rallentamento, rappresentando un caso unico di protesta dei consumatori su scala continentale.
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