Attualità Normative - Legislazione Trends Vino

Vino dealcolato: Federvini e Confcooperative plaudono al nuovo decreto

Pinterest LinkedIn

Ieri, 29 dicembre 2025, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha annunciato la firma del decreto interministeriale MEF-MASAF che definisce finalmente il regime fiscale per le accise nella produzione di vino dealcolato in Italia. Il provvedimento sblocca di fatto la produzione nazionale di vini a basso o nullo contenuto alcolico, un segmento fino ad oggi penalizzato dall’assenza di una cornice normativa chiara che costringeva le imprese italiane a effettuare le operazioni di dealcolazione all’estero.

Il decreto consente ai soggetti esercenti depositi fiscali di prodotti alcolici intermedi e di vino di effettuare i processi di dealcolazione nel rispetto di specifiche condizioni e limiti quantitativi. Il provvedimento introduce definizioni distinte per i produttori in base ai volumi annui (sopra o sotto la soglia dei 1.000 ettolitri), disciplina il rilascio del titolo autorizzatorio, gli adempimenti amministrativi e le regole di circolazione del prodotto.

Il comparto NoLo (no-alcohol e low-alcohol) è uno dei pochi segmenti in crescita nel panorama mondiale del vino. Secondo l’Osservatorio dell’Unione italiana vini, il mercato globale della categoria vale oggi 2,4 miliardi di dollari ed è destinato a raggiungere i 3,3 miliardi entro il 2028, con un tasso di crescita annuo dell’8% a valore e del 7% a volume.

La posizione di Federvini

Federvini accoglie favorevolmente il provvedimento, che offre alle aziende un riferimento certo per operare e innovare in coerenza con la normativa europea.

“La sigla del Decreto rappresenta un passo significativo per il settore vitivinicolo italiano, perché offre certezze normative su un segmento in evoluzione, capace di rispondere alle mutate esigenze di consumatori in particolare sui mercati esteri”, commenta Gabriele Castelli, Direttore Generale di Federvini. “Federvini esprime apprezzamento per il lavoro svolto dai Ministeri competenti e per il percorso di confronto che ha consentito di giungere a un risultato importante e da tempo atteso dal settore. Questo quadro chiaro consente agli operatori di pianificare con maggiore sicurezza lo sviluppo di prodotti innovativi, mantenendo al contempo la qualità e l’identità della nostra produzione vitivinicola. È importante che il mercato dei vini dealcolati cresca senza snaturare la nostra tradizione: innovazione e qualità possono convivere, offrendo nuove opportunità senza sostituire i vini che hanno contribuito a costruire la reputazione enogastronomica dell’Italia nel mondo.”

Gabriele Castelli, Direttore Generale Federvini

La federazione conferma la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni e con l’intera filiera per accompagnare l’attuazione del decreto e sostenere una crescita equilibrata del settore.

Confcooperative: parità competitiva con l’Europa

“La pubblicazione del decreto interministeriale MEF–MASAF che fissa le norme per consentire anche ai produttori italiani di realizzare vini dealcolati e parzialmente dealcolati è una buona notizia che giunge al termine di un anno particolarmente complesso per il settore vitivinicolo sul fronte dei mercati”, dichiara Luca Rigotti, Presidente del Settore Vitivinicolo di Confcooperative Fedagripesca.

“Si tratta di un passaggio fondamentale che permetterà alle imprese italiane – a partire dalle cantine cooperative, che rappresentano una componente rilevante della produzione vitivinicola nazionale – di operare finalmente in condizioni di parità competitiva rispetto agli altri produttori europei che già da tempo presidiano questo segmento”, spiega Rigotti.

Luca Rigotti

“La nostra federazione ha partecipato attivamente in questi mesi a un lungo e articolato confronto istituzionale, con l’obiettivo di mettere a disposizione delle cantine cooperative un nuovo strumento per affrontare i mercati, in particolare quelli internazionali, dove la domanda di vini a più bassa gradazione non può più essere considerata una moda, ma un cambiamento comportamentale di lungo periodo”, aggiunge il Presidente.

Secondo le stime di Confcooperative Fedagripesca, questo fenomeno riguarda un potenziale di milioni di consumatori a livello mondiale: “Una domanda destinata a crescere parallelamente all’evoluzione delle tendenze legate a salute e benessere, spinta dalla curiosità, dal desiderio di adottare stili di vita più sani e dalla volontà di limitare il consumo di alcol senza rinunciare al piacere del vino”, conclude Rigotti.

Tu cosa ne pensi? Scrivi un commento (0)

Gruppo Meregalli - 170 Stagioni

Resta sempre aggiornato! Iscriviti alla Newsletter


Scrivi un commento

Per continuare disattiva l'AD Block

La pubblicità è fondamentale per il nostro sostentamento e ci permette di mantenere gratuiti i contenuti del nostro sito.
Se hai disattivato l'AD Block e vedi ancora questo messaggio ricarica la pagina