Eventi Formazione & Cultura Marketing & Comunicazione Prodotti & Brands Tecnologia & Packaging Vino

Château Le Puy e la filosofia Triple A: agricoltori, artigiani, artisti e il tempo di Le Barthélemy

Pinterest LinkedIn

Una degustazione verticale è sempre un viaggio nel tempo, ma quando al centro ci sono vini nati da una filosofia produttiva radicalmente legata alla natura, l’esperienza assume un valore ancora più evidente.
È quanto emerso durante la verticale dedicata a Le Barthélemy – lo scorso 3 marzo 2026 – una delle cuvée più rappresentative di Le Puy, realtà bordolese che da oltre quattro secoli porta avanti una visione agricola profondamente legata al rispetto della natura e all’espressione autentica del terroir.

La degustazione ha permesso di attraversare alcune delle annate più significative di questo vino simbolo della tenuta, mostrando con chiarezza la sua capacità evolutiva e il modo in cui il tempo ne definisce progressivamente il profilo.

Tra i produttori che fanno parte del progetto Vignaioli Triple A di Velier, Le Puy rappresenta uno degli esempi più coerenti di viticoltura artigianale fondata su fermentazioni spontanee, interventi minimi in cantina e un’attenzione costante all’equilibrio naturale del vigneto.

Un Bordeaux che privilegia equilibrio ed eleganza: la verticale di Le Barthélemy

La degustazione è partita dall’annata 2020, la più recente tra quelle presentate, per poi proseguire a ritroso fino alla 2008, permettendo di osservare con chiarezza il percorso evolutivo del vino.

Le annate più giovani tendono ad aprirsi con maggiore gradualità nel calice. Il profilo appare inizialmente più raccolto, ma lascia intravedere una struttura capace di svilupparsi nel tempo.
Procedendo verso i millesimi più maturi emergono, invece, maggiore ampiezza aromatica e una trama più distesa. Con l’evoluzione il vino acquisisce profondità e armonia, mantenendo tuttavia una freschezza sorprendentemente viva. I profumi risultano progressivamente più complessi, mentre in bocca la tessitura appare più distesa e integrata, con tannini che nel tempo tendono ad affinarsi.

Questo passaggio dalle annate più recenti a quelle più evolute ha permesso di cogliere in modo molto chiaro il comportamento di Le Barthélemy nel tempo: un vino che si trasforma senza perdere equilibrio, mantenendo sempre tensione ed eleganza.

Quattro secoli di storia tra vigna ed ecosistema

Per comprendere pienamente l’identità dei vini Le Puy è necessario guardare alla storia del luogo da cui nascono. La famiglia Amoreau vive e lavora nella tenuta fin dal 1610, arrivando oggi alla quindicesima generazione.

Nel corso dei secoli la viticoltura è sempre rimasta il centro della vita della famiglia, anche quando veniva affiancata da altre attività agricole e artigianali. Questa continuità ha permesso di sviluppare una visione del vino fondata su esperienza, osservazione e rispetto per l’ambiente.

Già nel XIX secolo Barthélemy Amoreau iniziò a interrogarsi sull’uso della solforosa nella conservazione del vino, sperimentando pratiche che nel tempo sarebbero diventate parte integrante della filosofia produttiva della tenuta.

Nel Novecento la famiglia ha proseguito su questa strada rifiutando l’uso della chimica in vigneto e introducendo pratiche biologiche e biodinamiche, fino ad arrivare negli ultimi anni all’integrazione di principi di permacultura, un modello agricolo che punta a ricreare l’equilibrio naturale tra suolo, piante e biodiversità.

Databank Database Case Vinicole Cantine Dati Excel xls csv tabella campi indirizzo email sito web


La tenuta si trova a 107 metri di altitudine, su uno dei punti più elevati della zona vinicola di Bordeaux, sullo stesso altopiano calcareo che caratterizza aree prestigiose come Saint-Émilion e Pomerol.

Dei 124 ettari complessivi, 78 sono destinati alla produzione vitivinicola, mentre 46 costituiscono un ecosistema naturale composto da boschi, prati, frutteti e laghetti. Questa scelta riflette una visione agricola che considera la biodiversità parte integrante dell’equilibrio del vigneto.

Le viti, con un’età media di circa 50 anni, affondano le radici in suoli di argilla rossa su calcare ricco di fossili. La raccolta è interamente manuale e le fermentazioni avvengono con lieviti indigeni, seguendo un approccio che privilegia estrazioni delicate e interventi minimi.

Retour des Îles: il vino che viaggia sull’oceano

Accanto alla verticale di Barthélemy è stato possibile degustare anche Retour des Îles, una delle espressioni più originali prodotte da Le Puy.

Il vino nasce da una selezione delle migliori botti di Barthélemy, ma il suo carattere si definisce soprattutto grazie a un particolare processo di affinamento. Alcune barriques vengono infatti caricate su un veliero e intraprendono una traversata atlantica di diversi mesi, riprendendo una pratica storica legata ai lunghi viaggi marittimi dei vini bordolesi tra XVIII e XIX secolo.

Durante la navigazione il vino è sottoposto a movimento continuo, variazioni di temperatura, pressione e umidità, oltre al contatto costante con l’ambiente marino. Al termine del viaggio le botti rientrano in cantina per l’imbottigliamento.

Il risultato è un vino che conserva l’identità di Barthélemy ma che sviluppa caratteristiche sensoriali leggermente diverse. Il frutto tende ad apparire più disteso, mentre la tessitura in bocca risulta particolarmente levigata. La struttura mantiene profondità ed equilibrio, accompagnata da una persistenza lunga in cui spesso emergono suggestioni minerali e saline.

Degustato accanto a Barthélemy 2018, Retour des Îles 2018 ha offerto una prospettiva diversa sullo stesso vino: se la verticale racconta il tempo dell’evoluzione, questo esperimento racconta invece il viaggio del vino, mostrando come condizioni di affinamento non convenzionali possano influenzarne il profilo.

Ricevi le ultime notizie! Iscriviti alla Newsletter


La verticale ha così messo in luce con grande chiarezza la coerenza stilistica di Le Puy: vini che non inseguono la potenza, ma che costruiscono la propria identità su equilibrio, precisione e capacità evolutiva. Un approccio che riflette perfettamente la filosofia Triple A: quella di vignaioli che restano prima di tutto agricoltori, artigiani e, in un certo senso, anche artisti del proprio territorio.

+ INFO: www.velier.it/it
www.triplea.it
www.chateau-le-puy.com

© Riproduzione riservata

Scheda e news:
Velier SpA

Tu cosa ne pensi? Scrivi un commento (0)

Valdo Valdobbiadene - Prosecco for life lovers - 100 anni - 1926-2026

Resta sempre aggiornato! Iscriviti alla Newsletter


Scrivi un commento

Per continuare disattiva l'AD Block

La pubblicità è fondamentale per il nostro sostentamento e ci permette di mantenere gratuiti i contenuti del nostro sito.
Se hai disattivato l'AD Block e vedi ancora questo messaggio ricarica la pagina